L‘assenza forzata di Arkadiusz Milik è senz’altro l’unica nota stonata all’ombra del Vesuvio in questo scorcio iniziale di stagione. Al di là di un’inizio sprint che finora premia con merito i ragazzi di mister Sarri, attori di un calcio che da spettacolo e fa divertire, è innegabile che privi del centravanti polacco, il cui rientro dall’infortunio al ginocchio è previsto per febbraio, la coperta sia un po’ corta in avanti, tenendo ben presente che il tecnico è chiamato a gestire su due competizioni (campionato e Champions League) il parco giocatori a disposizione. Per quanto performance e numeri siano dalla parte degli azzurri, è impensabile che il tridente offensivo composto da Callejon, Mertens e Insigne possa mantenere lo stesso livello di rendimento per tutto l’arco della stagione, pertanto urgono rinforzi in avanti.
La dirigenza del Napoli, quindi, è chiamata ad intervenire nel momento in cui riaprirà il carrozzone del calciomercato a gennaio 2018. Una soluzione può essere data dal rientro anticipato dal Chievo Verona del valido Roberto Inglese, il quale si sta mettendo in luce con la casacca gialloblu fino a guadagnarsi a suon di gol la convocazione in Nazionale da parte del commissario tecnico Gian Piero Ventura. Il profilo dell’attaccante, il cui cartellino è già di proprietà del club partenopeo, può essere preso in considerazione in sede di mercato.
Inglese, primi calci in oratorio come tanti ragazzini, poi la trafila nel settore giovanile del Pescara, dove la sua strada si incrocia con quella dell’enfant prodige Verratti. Il Chievo lo nota appena diciottenne e decide di tesserarlo, poi lo manda a giocare in prestito prima al Lumezzane (nell’allora Lega Pro) e poi al Carpi, dove vince il campionato di Serie B con mister Castori. Rientrato alla base dopo la lunga gavetta, man mano riesce a scalare le gerarchie là davanti fino a diventare il punto di riferimento della squadra plasmata da Rolando Maran. Forza fisica e capacità di attaccare il primo palo sono qualità che lo rendono il prototipo del centravanti ideale.
Il suo acquisto sul filo del gong ad agosto era stato salutato come l’ennesima scommessa da parte direttore sportivo Cristiano Giuntoli (sulla falsariga dell’affare Pavoletti dello scorso anno), il quale è noto nell’ambiente per la sua vasta conoscenza del sano calcio di provincia, “palestra” formativa per i campioni del futuro. Gennaio è ancora lontano, certo, ma le altre big non staranno a guardare e proveranno a rinforzarsi adeguatamente in vista della volata decisiva.
Gabriele Mirabella
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