Pochi giorni dopo il ko in rimonta incassato a San Siro, l’Italia affronta la Germania in quel di Dortmund con l’obiettivo di ribaltare il punteggio dell’andata e qualificarsi alle semifinali di Nations League. Il Westfalenstadion evoca dolci ricordi agli Azzurri, che nel 2006 si imposero per 2-0 nella semifinale dei Mondiali contro i tedeschi proprio nello stadio del Borussia Dortmund.
Cinque le novità rispetto alla gara d’andata, con Gatti e Buongiorno al posto dell’infortunato Calafiori e Di Lorenzo, schierato sulla fascia destra e non braccetto di difesa, Ricci in mezzo al campo e Maldini in supporto dell’unica punta Kean. Quest’ultimo, dunque, viene confermato dal 1’, al pari di Donnarumma tra i pali, Bastoni al centro della difesa, Barella e Tonali a centrocampo e Udogie sulla corsia di sinistra.

Joshua Kimmich, autore del gol del vantaggio, festeggia con i compagni nel corso del match tra Germania e Italia. (Fonte: UEFA EURO).
In avvio di gara, la Germania prova subito a mettere in difficoltà l’Italia con i tentativi dalla distanza di Mittelstädt e Goretzka. Nei primi 20’, i padroni di casa cercano a più riprese di impensierire la retroguardia azzurra, ma non riescono a trovare il guizzo vincente. L’Italia fatica a uscire dalla propria metà campo e a impedire ai tedeschi di avere il pallino del gioco.
Al 26’, un possesso palla prolungato della Germania porta al tentativo di Sané, il cui mancino è troppo debole e centrale per impensierire Donnarumma, che blocca senza problemi. Tre minuti dopo, Buongiorno commette fallo su Kleindienst in area di rigore: dal dischetto va Kimmich, che calcia impeccabilmente e non lascia scampo a Donnarumma.
Subito dopo, Goretzka ci prova di testa su cross di Mittelstädt, andando vicino al raddoppio. Al 36’, Donnarumma salva l’Italia su un tentativo di testa di Kleindienst. Sugli sviluppi del corner battuto da Kimmich, la difesa azzurra, Donnarumma compreso, è impegnata a parlare con l’arbitro e viene clamorosamente beffata da Musiala, che appoggia nella porta sguarnita per il 2-0.
Sul finire del primo tempo, la Germania cala anche il tris, con Kleindienst che va a segno di testa su cross di Kimmich. Nell’occasione, Donnarumma respinge, ma quando la palla ha già varcato la linea di porta. All’inizio della ripresa, Kean approfitta di un passaggio sbagliato di Sané per Kimmich e scarica in porta un destro potente per il 3-1 che accorcia le distanze. Sesto gol in azzurro, nonché ventiduesimo in stagione tra club e Nazionale, per l’attaccante della Fiorentina.
Quest’ultimo si ripete al 69’, non lasciando scampo a Baumann con un destro potente su assist di Raspadori. Al 73’, l’arbitro Marciniak assegna un calcio di rigore all’Italia per un presunto fallo in area su Di Lorenzo, salvo poi tornare sui suoi passi dopo aver rivisto l’episodio al VAR. All’82’, Donnarumma devia in corner un destro potente di Kimmich su calcio di punizione. Sugli sviluppi del calcio d’angolo, Bisseck sfiora il gol di testa. In pieno recupero, Mittelstädt commette fallo di mano in area su un angolo battuto da Zaccagni dalla sinistra. Dagli undici metri, Raspadori spiazza Baumann e fissa il punteggio sul 3-3, che non basta all’Italia per passare il turno.
Dopo nove minuti di recupero, la Germania vola in semifinale di Nations League e ottiene l’ottavo risultato utile consecutivo contro gli Azzurri. Il rammarico più grande per gli uomini di Spalletti è rappresentato dalla prova a dir poco incolore offerta nel primo tempo, in cui hanno incassato i tre gol che di fatto hanno tagliato loro le gambe e reso vana la successiva doppietta di Kean e il rigore del pari di Raspadori.
Dennis Izzo
Fonte foto in evidenza: Bavarian Tweets
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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