Il 22 maggio, nella storia del calcio, ha un valore di fondamentale importanza per gli interisti di tutto il mondo. Il 22 maggio di dieci anni fa, con Mourinho al timone, l’Inter vinceva ai danni del Bayern la sua terza Champions League, concludendo lo strepitoso Triplete. Purtroppo, proprio nell’anniversario della magica notte di Madrid, il 22 maggio si tinge anche di nero per i tifosi nerazzurri: oggi il mondo del calcio piange un grande uomo come Luigi Simoni. Era stato, tra le tante, allenatore della prima, storica, Inter di Ronaldo. Ma la sua carriera si tinse di tanti altri importanti colori.
Comincia la carriera da giocatore con la maglia del Mantova. Nel ruolo di centrocampista si toglie la soddisfazione di vincere un trofeo nazionale con il Napoli (con cui conquistò la Coppa Italia del 1962). Conclude la sua carriera nel Genoa, di cui diventerà successivamente Hall of Famer grazie anche al campionato di Serie B vinto nel 1973. Tra le altre maglie indossate anche quelle di Brescia e Juventus.
Proprio con i rossoblu Simoni comincia la nuova carriera da allenatore, nel lontano 1975. Attualmente detiene il record per aver conquistato da allenatore 8 promozioni (7 in A) nei campionati professionistici. La prima fu proprio a Genova, città i cui fa ritorno in più riprese. Era il 1975 ed era “solo” agli inizi. L’ultima grande conquista, invece, fu la Serie A con l’Ancona, nella stagione 2002-2003. Con la Cremonese (anche qui conquista una promozione storica nel massimo campionato) conclude la sua avventura nel mondo del calcio nel 2014: proprio dai grigiorossi viene poi nominato “allenatore del secolo“.
Nel mezzo l’indimenticabile avventura a Milano. Era la prima Inter di Ronaldo, una squadra tanto fenomenale da contendersi lo scudetto con la Juventus. Di quel discusso scontro scudetto contro i bianconeri Simoni fu anche protagonista, venendo espulso per frasi ingiuriose nei confronti i Ceccarini (l’arbitro del contatto Iuliano-Ronaldo). Con i nerazzurri, tuttavia, si toglierà la soddisfazione di vincere la Coppa Uefa, ai danni della Lazio. Caso vuole che prima di Mourinho fu proprio lui l’ultimo allenatore ad alzare un trofeo internazionale.
Il 22 giugno scorso venne colpito da un ictus. In questi mesi ha lottato con tutte le sue forze, salvo poi arrendersi nelle ultime ore. Il repentino peggioramento delle condizioni fisiche lo aveva costretto al ricovero nell’ospedale di Pisa, città in cui viveva dopo avervi allenato (e vinto). Le ultime ore le ha trascorse, come sempre, di fianco a Monica, seconda moglie e ormai compagna di vita.
Francesco Mascali
Fonte foto: Wikipedia
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