La Nazionale più titolata d’Europa fallisce ancora. Si chiude nel peggiore dei modi il Mondiale della Germania, eliminata ai sedicesimi di finale dal Paraguay ai calci di rigore. Per la prima volta nella sua storia, infatti, la Mannschaft perde una lotteria dagli undici metri in una Coppa del mondo e dice addio al torneo ben prima delle aspettative.
Pur non essendo considerata tra le principali favorite, la Germania era arrivata negli Stati Uniti, in Messico e in Canada con l’obiettivo di lasciarsi alle spalle un decennio ricco di delusioni. Nelle precedenti due edizioni della Coppa del mondo, infatti, i tedeschi erano stati eliminati già nella fase a gironi: nel 2018 in Russia, da campioni del mondo in carica, e nel 2022 in Qatar.

La delusione dei giocatori della Germania dopo l’eliminazione ai rigori col Paraguay ai sedicesimi dei Mondiali. (Fonte: B/R Football).
Non è andata meglio agli Europei. Fatta eccezione per la semifinale raggiunta nel 2016, la Mannschaft è uscita agli ottavi di finale nel 2021 contro l’Inghilterra e ai quarti nel 2024 contro la Spagna. Un rendimento decisamente al di sotto della tradizione di una Nazionale abituata a lottare costantemente per il titolo.
Nemmeno gli anni Sessanta, periodo povero di successi, erano stati così avari di soddisfazioni: la Germania Ovest raggiunse infatti la finale del Mondiale del 1966 e la semifinale nel 1970. Nei decenni successivi, inoltre, riuscì sempre a conquistare almeno un trofeo, laureandosi campione d’Europa nel 1972, 1980 e 1996 e campione del mondo nel 1974, 1990 e 2014.
L’arrivo del giovane Julian Nagelsmann, che compirà 39 anni il prossimo 23 luglio, sembrava aver restituito entusiasmo e nuove prospettive a una squadra profondamente rinnovata. La realtà, però, si è rivelata ben diversa. Le scelte del commissario tecnico si sono spesso rivelate discutibili e non sempre hanno prodotto gli effetti sperati.

Errori pesanti per Jonathan Tah e Kai Havertz, che non riescono ad andare a segno dal dischetto: la Germania è fuori dai Mondiali. (Fonte: Squawka).
Anche la fase a gironi è stata decisamente più complicata del previsto. Dopo il roboante 7-1 inflitto al debuttante Curaçao, la Germania ha dovuto rimontare la Costa d’Avorio nel recupero prima di imporsi 2-1, per poi chiudere il gruppo con una sconfitta per 2-1 contro l’Ecuador. Ai sedicesimi di finale il sorteggio mette di fronte il Paraguay, già eliminato dalla Germania agli ottavi del Mondiale casalingo del 2006.
Sulla carta l’avversario appare ampiamente alla portata, ma l’Albirroja disputa una partita di grande sacrificio e organizzazione. La squadra di Gustavo Alfaro passa in vantaggio al 42′ grazie al colpo di testa di Julio Enciso. Come già accaduto contro Costa d’Avorio ed Ecuador, la Germania reagisce e trova il pareggio con Kai Havertz al 54′. Nei supplementari Tah sembra completare la rimonta con un colpo di testa vincente, ma il direttore di gara Jayed annulla la rete per un fallo di Anton sul portiere Gill.
Proprio quest’ultimo diventa l’eroe della serata nella serie dei calci di rigore. L’estremo difensore paraguayano neutralizza i tentativi di Havertz e Woltemade, anche se Sanabria e Balbuena falliscono a loro volta, tenendo in vita la Germania. A risultare decisivo è l’errore di Tah, che calcia altissimo sopra la traversa, spalancando le porte della qualificazione al Paraguay. José María Canale non sbaglia il rigore decisivo e fa esplodere la festa sudamericana.

Il 26enne Orlando Gill, portiere del Paraguay, è l’eroe della serata per la Albirroja grazie ai rigori parati ad Havertz e Woltemade. (Fonte: B/R Football).
Al suo primo Mondiale dopo sedici anni di assenza, il Paraguay vola agli ottavi di finale contro ogni pronostico. Per la Germania, invece, arriva l’ennesima delusione di una decade da incubo. L’ultimo successo della Mannschaft in una gara a eliminazione diretta di un Mondiale risale infatti alla finale del 2014, vinta 1-0 contro l’Argentina grazie al gol di Mario Götze.
Un dato che accomuna inevitabilmente i tedeschi all’Italia. Anche gli Azzurri, infatti, non vincono una partita della fase a eliminazione diretta della Coppa del mondo dal trionfo del 2006 a Berlino. Per una Nazionale che ha costruito la propria storia sulla continuità ai massimi livelli, l’eliminazione contro il Paraguay rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme.
Dopo il trionfo del 2014, la Germania non è più riuscita a ritrovare quella solidità e quella mentalità vincente che per decenni l’avevano resa una delle selezioni più temute al mondo. Oggi la sensazione è che serva ben più di un semplice ricambio generazionale per riportare la Mannschaft ai vertici del calcio internazionale.

Il rigore sbagliato da Kai Havertz nella sfida col Paraguay. Il giocatore dell’Arsenal aveva segnato la rete dell’1-1 a inizio secondo tempo. (Fonte: B/R Football).
A livello individuale, sono pochi i giocatori tedeschi che escono dal Mondiale con la sufficienza. Tra le note più positive c’è Deniz Undav, rivelatosi un prezioso bomber di scorta. L’attaccante dello Stoccarda ha realizzato tre reti nella fase a gironi. Sua la doppietta decisiva nella vittoria in rimonta contro la Costa d’Avorio.
Positivo anche il rendimento di Kai Havertz, autore di tre gol (la doppietta all’esordio contro Curaçao e la rete del pareggio contro il Paraguay), così come quello dei giovani Nmecha e Brown, tra le poche sorprese incoraggianti della spedizione tedesca. L’altra faccia della medaglia, però, è decisamente più amara.
A quarant’anni, Manuel Neuer non offre più le garanzie di un tempo, mentre elementi di grande esperienza come Kimmich, Tah, Goretzka, Sané e Rüdiger disputano un torneo con più luci che ombre. Nemmeno i principali talenti della nuova generazione riescono a fare la differenza.

Il ct Julian Nagelsmann e il portiere Manuel Neuer, campione del mondo con la Germania nel 2014. (Fonte: B/R Football).
Musiala e Wirtz, lontani dalla miglior condizione fisica, non danno mai l’impressione di poter trascinare la squadra nei momenti di difficoltà. Pavlović e Woltemade, invece, dimostrano di non essere ancora pronti per assumersi un ruolo da protagonisti su un palcoscenico di questo livello.
A complicare ulteriormente i piani di Julian Nagelsmann contribuiscono anche gli infortuni di Serge Gnabry e del diciassettenne Lennart Karl, altro talento del Bayern Monaco, costretto a rinunciare al torneo. Il commissario tecnico, inoltre, finisce nel mirino delle critiche per alcune scelte di convocazione. Tra queste, spiccano le esclusioni di Tom Bischof e Karim Adeyemi.
Non è da meno una gestione delle rotazioni e dei minutaggi che ha lasciato più di qualche perplessità. Giocatori come Stiller e Leweling avrebbero potuto dare quel qualcosa in più che spesso è mancato, ma sono stati utilizzati col contagocce. Ouédraogo, invece, non è mai sceso in campo. Scelte che, col senno di poi, alimentano i rimpianti di una Germania che aveva qualità sufficienti per arrivare molto più lontano.
Fonte foto in evidenza: FIFA World Cup Stats (X)
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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