L’Olanda di Koeman arriva ai Mondiali con l’obiettivo di tornare a vivere i fasti del 2010 e del 2014, quando raggiunse rispettivamente la finale e la semifinale. Negli ultimi anni, gli Oranje hanno vissuto molte difficoltà, mancando la qualificazione a Euro 2016 e ai Mondiali 2018.
Il compito dell’Olanda sarà tutt’altro che agevole sin dalla fase a gironi. Le altre tre squadre del gruppo F, infatti, potrebbero dare molto filo da torcere agli uomini di Koeman. Il Giappone è una presenza fissa del torneo, mentre Svezia e Tunisia sono compagini arcigne e da non sottovalutare.

(Fonte: OnsOranje).
L’Olanda è indubbiamente una delle Nazionali più forti a non aver mai vinto la Coppa del mondo, avendo perso tutte e tre finali disputate (1974, 1978, 2010). Reduce da un girone di qualificazione chiuso da imbattuti, gli Oranje possono contare su una squadra in cui il talento dei più giovani si fonde perfettamente con l’esperienza dei veterani.
Rispetto al passato, i Paesi Bassi hanno un reparto difensivo molto più solido. Merito dei vari Van Dijk, Aké, Van de Ven, Dumfries, Hato e Jurriën Timber. Anche l’atavico problema tra i pali pare essere ormai superato, col 23enne Verbruggen che è già una certezza.
Tra centrocampo e attacco, la qualità abbonda. De Jong, Gravenberch, Reijnders, Kluivert, Gakpo e un Malen completamente rivitalizzato dall’esperienza alla Roma (15 reti in 20 presenze nella seconda parte di stagione) fanno sognare gli Oranje. Da capire che tipo di impatto potranno avere Koopmeiners e Depay.

Sei vittorie, due pareggi e una sola sconfitta in nove amichevoli disputate prima dei Mondiali per il Giappone. (Fonte: jfa_samuraiblue).
Ottava partecipazione consecutiva ai Mondiali per il Giappone, che si qualifica ininterrottamente dal 1998. Escluse Canada, Messico e Stati Uniti, qualificate di diritto in quanto paesi ospitanti della manifestazione, i Samurai Blu sono stati i primi a qualificarsi tra le altre 45 Nazionali.
Pur non essendo più da tempo la regina incontrastata del proprio continente (l’ultimo trionfo in Coppa d’Asia risale addirittura al 2011, con Alberto Zaccheroni in panchina), il Giappone ha tutte le carte in regola per togliersi grandi soddisfazioni. Quattro anni fa, il paese del Sol Levante riuscì nell’impresa di piazzarsi in testa al proprio girone, battendo la Spagna e la Germania.
L’ex Inter Yūto Nagatomo a 39 anni è pronto a disputare il suo quinto Mondiale, mentre Takefusa Kubo è una delle stelle di un gruppo che può contare su tanti nomi che militano in Europa. Dal portiere del Parma Suzuki a Kamada (ex Lazio) e capitan Endō, fino a Maeda, Dōan, Itō e Ueda, capocannoniere dell’Eredivisie con 25 reti. Occhio anche a Keisuke Gotō, 21enne che ha messo a referto 13 gol e 8 assist in 40 presenze con i belgi del Sint-Truiden.

La Svezia ha staccato il pass per i Mondiali 2026 superando ai playoff l’Ucraina in semifinale a Valencia e la Polonia in finale a Solna. (Fonte: Svensk Fotboll).
Guidata dallo scorso ottobre dall’inglese Graham Potter, che ha iniziato la sua carriera da allenatore all’Östersund, la Svezia ha una grande tradizione ai Mondiali. I fasti degli anni ’50 (terzo posto nel 1950 e secondo nel 1958 in casa) e ’90 (terzo posto a Usa ’94), però, rappresentano ormai un lontano ricordo.
Nell’era Ibrahimović, miglior marcatore di sempre della Nazionale svedese con 62 reti, i Blågult non sono andati oltre gli ottavi di finale ai Mondiali. La Svezia spera di invertire la tendenza affidandosi a una coppia di attaccanti in grado di fare invidia a tante Nazionali: Viktor Gyökeres da una parte, Alexander Isak dall’altra.
Non mancano volti attuali e passati della nostra Serie A. Tra questi, Hien dell’Atalanta, Karlström dell’Udinese, l’ex Udinese Ken Sema, oggi al Pafos, e Svanberg del Wolfsburg, dal 2018 al 2022 al Bologna. L’esterno del Newcastle Elanga e il 20enne del Tottenham Bergvall aumentano il tasso tecnico di una squadra che parte spesso e volentieri lontana dai riflettori, ma che sa come far male ad avversarie più forti sulla carta.

La Tunisia, imbattuta nelle qualificazioni ai Mondiali, proverà a passare il primo turno per la prima volta nella sua storia. (Fonte: CAF Online).
Con la terza qualificazione consecutiva ai Mondiali, la Tunisia eguaglia la striscia più lunga della sua storia di partecipazioni consecutive. Forti di un ottimo percorso ai gironi di qualificazione (28 punti, con nove vittorie e un pareggio in dieci partite), le Aquile di Cartagine non hanno mai raggiunto gli ottavi al Mondiale.
La composizione del girone, in questo senso, non aiuta. Olanda, Giappone e Svezia sono ostacoli a tratti insormontabili per gli uomini del francese Sabri Lamouchi, ex centrocampista di Parma, Inter e Genoa. Tuttavia, la Tunisia è una squadra organizzata e solida e in una partita secca potrebbe risultare difficile da affrontare per chiunque.
Tra i nomi più interessanti della squadra africana spiccano Omar Rekik, prodotto del vivaio del Manchester City, che contro l’Olanda avrà motivazioni particolari, essendo nato ad Helmond, e Hannibal Mejbri del Burnley (ex Manchester United e Siviglia). Da segnalare anche il 22enne Ismaël Gharbi, cresciuto nel vivaio del PSG, e l’attaccante del Celtic Sebastian Tounekti. L’ex difensore della Salernitana Bronn, il centrale del Lorient Talbi e il duttile Rani Khedira, fratello di Sami, garantiscono la dose d’esperienza necessaria.
Fonte foto in evidenza: OnsOranje (X)
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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