Il gruppo C dei Mondiali 2026 vede tra le sue protagoniste il Brasile di Carlo Ancelotti. La Seleção è ancora la squadra più vincente nella storia della rassegna iridata, ma dal trionfo nel 2002 in Corea e Giappone ha collezionato più delusioni che gioie.
La pagina più buia della storia recente è indubbiamente il 7-1 rimediato a domicilio contro la Germania in semifinale nel 2014. Superare il girone è l’obiettivo minimo per i Pentacampeões, che però non dovranno commettere l’errore di sottovalutare le tante insidie. Se Haiti ha ben poche speranze di qualificazione, Scozia e Marocco sembrano avere tutte le carte in regola per infastidire il Brasile.

La gioia di Luiz Henrique e Vinicius Júnior nell’amichevole vinta dal Brasile con un tennistico 6-2 contro Panama. (Fonte: B/R Football).
Con l’arrivo di Carlo Ancelotti, il Brasile torna a sognare in grande. Reduce da una decade tutt’altro che memorabile, se si esclude la vittoria della Copa América in casa nel 2019, la Seleção intende interrompere un digiuno che dura dal 2002. Da quel momento, i verdeoro non solo non hanno più vinto un Mondiale, ma non hanno disputato nemmeno una finale.
I vent’anni intercorsi tra la finale vinta contro la Germania a Yokohama e il ko ai quarti con la Croazia nella scorsa edizione rappresentano la più lunga striscia senza nemmeno una finale dei Mondiali giocata. La scelta di puntare su Ancelotti va proprio in questa direzione. Dopo aver vinto di tutto alla guida dei club, il tecnico di Reggiolo punta a scrivere la storia anche con la Nazionale brasiliana.
Dalle sue convocazioni emerge l’intenzione di costruire un gruppo solido ed esperto, sesto per età media (29,2 anni). Pur disponendo di numerosi giovani di talento, tra cui Endrick, Rayan e Wesley, i veterani rappresentano il vero punto di forza della squadra. Da Danilo a Casemiro, da Alisson ai centrali Bremer, Gabriel Magalhães e Marquinhos, fino all’attesissimo Neymar, tornato in Nazionale per la gioia dei tifosi verdeoro nonostante i problemi fisici. Le stelle sono Vinícius Júnior e Raphinha, chiamati alla definitiva consacrazione anche in Nazionale.

I giocatori del Marocco festeggiano nel corso dell’amichevole vinta 4-0 col Madagascar a Rabat. (Fonte: Équipe du Maroc).
Reduce dalla vittoria della Coppa d’Africa a tavolino, nonché rivelazione del Mondiale in Qatar, in cui divenne la prima squadra africana ad arrivare in semifinale, il Marocco vuole continuare a stupire. Eguagliare l’impresa di quattro anni fa non sarà semplice, ma i Leoni dell’Atlante hanno ormai raggiunto un livello molto alto.
Quattro anni fa in Qatar, gli africani hanno dimostrato di essere un ostacolo di non poco conto anche per Nazionali più blasonate, eliminando Spagna e Portogallo. Gli africani possono contare su una squadra in cui esperienza e talento si bilanciano perfettamente.
Venti dei ventisei giocatori convocati da Mohamed Ouhabi militano in Europa. Capitan Hakimi, reduce dalla vittoria della seconda Champions League col PSG, il portiere Bounou e Brahim Díaz rappresentano le stelle più luminose del firmamento marocchino, ma non sono da meno i vari Ezzalzouli, Talbi, El Khannouss, Saibari e Riad e i più esperti Mazraoui, Aguerd e Amrabat.

I giocatori di Haiti esultano nella gara amichevole vinta 4-0 con la Nuova Zelanda a Fort Lauderdale, in Florida. (Fonte: Fédération Haïtienne de Football).
Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, i Mondiali 2026 non saranno il battesimo nella competizione per la selezione caraibica. Haiti, infatti, aveva già preso parte alla Coppa del mondo 1974 in Germania Ovest, in cui perse tutte e tre le partite giocate nel girone con Polonia, Argentina e Italia.
L’anno precedente, Les Grenadiers si aggiudicarono la CONCACAF Gold Cup. Si tratta dell’unico trofeo vinto dalla Nazionale del paese governato dal folle dittatore François Duvalier, detto Papa Doc, dal 1957 al 1971, e da suo figlio Jean-Claude dal 1971 al 1986. Dagli anni dei Duvalier in poi, Haiti ha vissuto decenni di instabilità, tra colpi di Stato e governi militari, e, sul piano sportivo, non è andata oltre le semifinali della CONCACAF Gold Cup nel 2019.
Il ritorno ai Mondiali dopo poco più di cinquant’anni rappresenta un traguardo notevole per la squadra allenata dal francese Sébastien Migné. Haiti ha molti giocatori che giocano in Europa, tra cui il centrocampista del Wolverhampton Jean-Ricner Bellegarde, l’attaccante del Sunderland Wilson Isidor e l’esterno offensivo dell’Almere City Ruben Providence, cresciuto nel vivaio della Roma.

La Scozia al gran completo: per la Tartan Army sarà il primo Mondiale dal 1998. (Fonte: Scotland National Team).
Lunga attesa anche per la Scozia, che non si qualificava ai Mondiali dal 1998. Anche ventotto anni fa gli scozzesi vennero inseriti nel girone con Brasile e Marocco. La Tartan Army non è mai andata oltre la fase a gironi. Sarà questo l’anno buono per centrare il miglior risultato della sua storia?
La squadra di Steve Clarke si affida a Scott McTominay, che col Napoli si è imposto come uno dei migliori nel suo ruolo. A segno nella decisiva vittoria nel girone delle qualificazioni contro la Danimarca, il classe ’96 è uno dei punti fermi di una Nazionale che ormai non punta più soltanto sulla grinta, ma anche su una gran dose di talento.
A centrocampo ci sono anche McGinn, capitano dell’Aston Villa, e Ferguson del Bologna, mentre in difesa Robertson del Liverpool, Hickey del Brentford (ex Bologna) e Tierney del Celtic sono pedine fondamentali. L’infortunio di Gilmour priva gli scozzesi di un altro volto della Serie A, mentre ci sarà Che Adams, in forza al Torino. Da segnalare, inoltre, il primato del portiere Craig Gordon, che a 43 anni sarà il giocatore più anziano dei Mondiali.
Fonte foto in evidenza: Brasil Football (X)
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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