L‘allenatore del Milan, Paulo Fonseca, è stato esonerato. Fatale il pareggio con la Roma, con tanto di espulsione per proteste. Il suo esonero arriva intorno alla mezzanotte tra domenica e lunedì. Al suo posto arriva un altro portoghese, Sergio Conceição.
Una scelta quella di Fonseca mai apprezzata fino in fondo già dall’inizio del suo annuncio. Metà stagione alla corte dei rossoneri piena di alti e bassi come la vittoria al Bernabeu in Champions League contro il Real Madrid, ma anche la sconfitta con il Parma e vari pareggi, per non dire troppi, contro squadre alla portata.
Un esonero che ha il sapore di mancanza di fiducia tra Fonseca e la dirigenza. Complice anche un gruppo non totalmente affiatato. È anche vero che il gap con le prime tre in classifica è divenuto ampio.
L’ex allenatore del Porto dopo aver rifiutato offerte dal Wolverhampton e da alcuni club brasiliani stava aspettando una chiamata importante, e alla fine è arrivata. Per quanto le crisi dei grandi club siano invandenti – vedesi Amorim, altro portoghese, con il Manchester United – resta comunque una chiamata affascinante, a cui è difficile dire di no. Anche se il pericolo di bruciarsi è dietro l’angolo. E ritrovare la retta via non è sempre facile.
Dopo aver vinto di tutto in Portogallo nei suoi sette anni al Porto, Conceição riabbraccia la Serie A, ma questa volta da allenatore. Già in passato era stato accostato a vari club italiani, ma non c’è stato mai niente di concreto.
Un portoghese che va, e un portoghese che arriva. Conceição ora avrà l’obbligo di risollevare il morale sia della squadra che della società. Una squadra che non convince del tutto, e che spesso e volentieri si smaterializza. Sarà la soluzione ai problemi in cui il Milan non sembra allontanarsi?
Fonte foto: Goal.com
Simmaco Munno
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Nato e cresciuto a Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta, quando il grunge esplodeva a livello globale, cioè nel ’91, e cresciuto a pane e pallone, col passare del tempo ha iniziato a sviluppare interessi come la musica (sa mettere le mani almeno su tre strumenti) la letteratura e la linguistica. Con un nome provinciale e assonante con la parola sindaco, sogna di poter diventare primo cittadino del suo paese per farsi chiamare “Il sindaco Simmaco”.
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