L’avventura della Juventus al Mondiale per club si conclude con il ko per 1-0 contro il Real Madrid agli ottavi di finale. Il perentorio colpo di testa vincente del giovane attaccante spagnolo Gonzalo García pone fine ai sogni di gloria bianconeri e permette ai blancos di assicurarsi il passaggio ai quarti, dove sfideranno il Borussia Dortmund. Quarantacinque minuti alla pari non bastano agli uomini di Tudor, che nel primo tempo creano non pochi pericoli alla retroguardia degli spagnoli.

La gioia dei giocatori della Juventus nel 5-0 rifilato all’Al-Ain all’esordio nel Mondiale per club. (Fonte: JuventusFC).
Su tutti, Kenan Yildiz è letteralmente scatenato. Il giovane talento turco crea per sé e per gli altri. Dopo pochi minuti di gioco manda in porta Kolo Muani con una giocata geniale, che il francese vanifica con un tocco sotto che termina alto, poi va vicinissimo al gol del vantaggio. Un Mondiale da incorniciare per Yildiz, che chiude la Coppa del mondo FIFA con tre gol e un assist in quattro partite, tutte giocate come meglio non avrebbe potuto. La numero 10 di un certo Alex Del Piero non pesa affatto sulle sue spalle.
Il 20enne cresciuto nel vivaio del Bayern Monaco è tra le poche certezze di una Juventus che può contare anche su un Michele Di Gregorio in grande spolvero. Il portiere, autore di sette parate nella sconfitta col Manchester City, si ripete contro il Real, toccando quota dieci parate, molte delle quali tanto spettacolari quanto decisive. L’ex Monza capitola soltanto sul potente colpo di testa di Gonzalo García, che regala al Real il passaggio del turno. Yildiz e Di Gregorio sono tra i pochi a salvarsi della spedizione bianconera.
Tante ombre e poche, pochissime luci per i vari Koopmeiners, Nico González e Kelly, che non hanno ancora convinto del tutto nonostante la Juve abbia sborsato complessivamente circa 116 milioni di euro per assicurarseli. Ancor più preoccupanti i casi Douglas Luiz e Vlahović, costati 135 milioni in due e sempre più separati in casa e di fatto fuori dal progetto di Tudor, nonostante il tecnico croato abbia frequentemente speso parole al miele per entrambi. I due hanno messo insieme la miseria di 171 minuti sui 360 totali disputati dalla Juventus al Mondiale per club.

Due gol al Mondiale per club per Dusan Vlahović, che però non è stato schierato negli ottavi col Real Madrid. (Fonte: JuventusFC).
Appena 45’ per Douglas Luiz, subentrato all’intervallo a Thuram nella prima gara, con la Juve avanti 4-0 contro l’Al-Ain, e tenuto fuori dalle successive tre partite. Leggermente meglio il serbo, che dopo soli 19 minuti contro l’Al-Ain ne ha raccolti 17 contro il Wydad Casablanca, trovando il gol del definitivo 4-1 su rigore, ed è stato schierato titolare contro il City, ripagando la fiducia con una rete, solo la seconda su azione nelle ultime tredici gare giocate con la Juventus. Nonostante ciò, Vlahović non è stato chiamato in causa da Tudor negli ottavi col Real, rimanendo in panchina per tutto l’incontro.
A incidere e non poco sulle due sconfitte in altrettanti big match disputati e sulla scarsa solidità difensiva (sette gol incassati) è anche e soprattutto l’assenza di Bremer, autentico perno della retroguardia bianconera che Tudor sperava di recuperare per il Mondiale per club. Il roccioso centrale brasiliano è ai box ormai dallo scorso 2 ottobre, quando si procurò la rottura del legamento crociato anteriore contro il Lipsia in Champions League.
Reduce da un’annata deludente, la terza senza trofei nelle ultime quattro stagioni, la Juventus sperava di riscattarsi al Mondiale per club. Obiettivo riuscito soltanto in parte. La Vecchia Signora ha dato il via alle danze nel migliore dei modi, liquidando Al-Ain (5-0) e Wydad Casablanca (4-1) nelle prime due gare della fase a gironi, per poi soccombere sotto i colpi del Manchester City. Proprio la batosta contro i Citizens, capaci di imporsi con un netto 5-2, ha evidenziato le lacune dei bianconeri, che intendono tornare ai fasti d’un tempo il prima possibile.

Poche settimane fa, Igor Tudor ha rinnovato il proprio contratto con la Juventus fino al 30 giugno 2027. (Fonte: JuventusFC).
Se contro gli inglesi non c’è stata storia dopo l’autogol di Kalulu, contro il Real Madrid le cose sono andate in maniera diversa. La prestazione offerta contro i blancos, con la Juventus in partita fino alla fine e protagonista di un’ottima prima mezz’ora di gioco, offre tanti spunti interessanti. Dopo aver raggiunto gli ottavi del Mondiale per club, inoltre, i bianconeri si sono assicurati un tesoretto da poco meno di 30 milioni di euro: 17.1 per aver preso parte al torneo, 3.6 per le due vittorie nella fase a gironi e 6.9 per aver centrato la qualificazione agli ottavi.
Soldi che potranno tornare utilissimi nella sessione di mercato che ha da poco aperto i battenti. Con l’arrivo del direttore generale Damien Comolli, la promozione di Giorgio Chiellini e la conferma di Igor Tudor in panchina, la Juventus ha già posto le basi del nuovo ciclo, ma la strada da percorrere per tornare ai fasti d’un tempo si prospetta ancora lunga e tortuosa. Il calciomercato, in questo senso, arriva in soccorso dei bianconeri, che vogliono garantire a Tudor due nuovi innesti in attacco, ossia Jonathan David e Victor Osimhen.
Il primo è in arrivo a parametro zero dopo 109 reti e 30 assist in 232 presenze in cinque anni al Lille. Il secondo, già capocannoniere della Serie A e campione d’Italia col Napoli nel 2022-2023 e reduce da un’ottima esperienza in prestito al Galatasaray, rappresenta un obiettivo più complicato. Molto dipenderà anche dalle cessioni, con tanti esuberi da piazzare per cercare di limitare il più possibile le perdite relative a ingenti investimenti che non hanno dato i frutti sperati (Vlahović, Douglas Luiz e Nico González su tutti).
Fonte foto in evidenza: JuventusFC (X)
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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