L‘ultima partita disputata in Norvegia contro la nazionale norvegese è risultata fatale per Spalletti, e forse può compromettere il cammino dell’Italia. Una sconfitta per 3-0 che compromette parecchio il cammino della nazionale italiana per le qualificazioni ai Mondiali del 2026. Un gruppo mai risultato affiatato se non a spazzi con l’allenatore toscano, i quali sono artefici di una delle pagine più buie della storia della nazionale italiana. Esonero che, quindi, risulta essere la normale conseguenza dei risultati scarsi ottenuti.
Mancare al terzo Mondiale di fila, dopo la vittoria dell’Europeo del 2021, risulterebbe un paradosso difficile solo da immaginare. L’Italia manca da più di dieci anni avendo saltato quello del 2018 e quello del 2022. In più bisognare aggiungere anche le eliminazioni del 2010 da campione in carica, e quella del 2014. Insomma, il rapporto dell’Italia con i Mondiali è divenuta sempre più complicato dopo la vittoria del 2006 in Germania.
Con alle porte la seconda partita per le qualificazioni ai Mondiali contro la Moldavia, domani lunedì 9, resta da capire se ci sarà Spalletti sulla panchina. Il nome di Ranieri è quello più in voga tra i tifosi. Considerato l’unico allenatore al momento sia per disponibilità ma anche per umanità. La sua capacità comunicativa, infatti, sarebbe l’ideale in questo momento. Ma, come dichiarato più volte, arrivato ad una certa età da quest’anno vorrebbe smettere di allenare.
Gli altri nomi sono quelli di Mancini, che sarebbe un ritorno sulla panchina azzurra, e quello di Pioli. Il primo non si lasciò benissimo con la Federazione Italiana, mentre il secondo, seguito dalla Fiorentina, sembra essere il favorito come sostituto.
Una situazione questa della nazionale italiana che non può trovare alibi solo nella stanchezza dei giocatori. Perché, come si può vedere, le nazionali con i giocatori migliori del mondo questa stanchezza nona sentono. O la sentono di meno. Quindi oltre a dover trovare subito risultati positivi, possibilmente vincenti, bisognare ritornare sintonia con il gruppo e quel piacere per giocare con la maglia dell’Italia. E soprattutto anche il piacere di allenare l’Italia.
Simmaco Munno
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Nato e cresciuto a Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta, quando il grunge esplodeva a livello globale, cioè nel ’91, e cresciuto a pane e pallone, col passare del tempo ha iniziato a sviluppare interessi come la musica (sa mettere le mani almeno su tre strumenti) la letteratura e la linguistica. Con un nome provinciale e assonante con la parola sindaco, sogna di poter diventare primo cittadino del suo paese per farsi chiamare “Il sindaco Simmaco”.
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