Nella semifinale dei playoff per accedere ai Mondiali 2026, l’Italia batte 2-0 l’Irlanda del Nord a Bergamo e torna a vincere una partita degli spareggi della Coppa del mondo dopo 29 anni, spezzando una maledizione che aveva assunto contorni sempre più pesanti con il passare del tempo. L’ultima gioia, infatti, risaliva al 1997, quando la Nazionale di Cesare Maldini ebbe la meglio nello spareggio contro la Russia (1-1 a Mosca e 1-0 a Napoli). Da allora, soltanto delusioni: il ko per 1-0 a Solna e lo 0-0 a San Siro contro la Svezia nel 2017, poi la ferita ancora aperta di Palermo contro la Macedonia del Nord nel 2022. Stavolta gli Azzurri fanno il loro dovere. Senza incantare, ma con la maturità di chi ha capito che, in certe partite, conta soltanto vincere.

L’Italia supera l’ostacolo Irlanda del Nord a Bergamo e si prepara alla dinale contro la Bosnia, in programma martedì sera. (Fonte: Nazionale Italiana).
Gattuso si affida al tandem d’attacco Kean-Retegui (rispettivamente secondo miglior realizzatore e capocannoniere dello scorso campionato di Serie A), supportato da un centrocampo tecnico e dinamico con Barella, Locatelli e Tonali, mentre sugli esterni Politano e Dimarco hanno il compito di garantire ampiezza e spinta. Il compito di proteggere la porta difesa da Donnarumma spetta al terzetto difensivo composto da Bastoni, Mancini e Calafiori.
L’approccio è quello giusto: l’Italia prende subito il controllo del match, schiacciando gli avversari nella propria metà campo. I numeri raccontano una partita a senso unico, col 71% di possesso palla e undici tiri contro i soli due degli ospiti nel primo tempo. Eppure, la sensazione è quella di un dominio sterile. L’Irlanda del Nord si difende con ordine, chiusa e compatta, pronta a sfruttare eventuali errori azzurri in contropiede. L’occasione più nitida arriva nei primi minuti: Dimarco calcia al volo col mancino, Charles respinge e sulla ribattuta né Retegui né Tonali riescono a trovare il tap-in vincente. È un lampo isolato in un primo tempo in cui l’Italia palleggia molto, ma punge poco, non riuscendo a creare vere e proprie occasioni degne di nota.

L’esultanza di Sandro Tonali, che sblocca la gara con l’Irlanda del Nord con il suo quarto gol in maglia azzurra. (Fonte: Nazionale Italiana).
La partita cambia volto nella ripresa. L’Italia alza il ritmo, aumenta la pressione e soprattutto trova maggiore convinzione negli ultimi metri. Il primo segnale arriva da Retegui, che spreca una clamorosa occasione su un retropassaggio errato di Devlin, allungandosi troppo il pallone e facilitando la presa in uscita di Charles. Un errore che avrebbe potuto pesare, ma che invece anticipa il momento decisivo. Al 56’, infatti, arriva il gol che sblocca l’incontro: su un cross di Politano respinto dalla difesa, la palla arriva al limite dell’area dove Tonali, perfettamente posizionato, si coordina e lascia partire un destro al volo tanto preciso quanto potente.
Un gol bellissimo, ma soprattutto liberatorio. Il centrocampista del Newcastle non rompe soltanto l’equilibrio della gara: spezza le paure, cancella le tensioni, restituisce fiducia a una squadra che per lunghi tratti era sembrata frenata più dalla testa che dagli avversari. Dopo il vantaggio, la partita cambia inevitabilmente volto. L’Irlanda del Nord è costretta ad alzare il baricentro, concedendo spazi che l’Italia non aveva trovato nel primo tempo. Kean diventa protagonista: prima impegna Charles con un diagonale insidioso, poi sfiora il raddoppio con una spettacolare rovesciata.

Sette reti nelle ultime cinque partite giocate con l’Italia per Moise Kean, che firma la rete del definitivo 2-0 contro l’Irlanda del Nord. (Fonte: Nazionale Italiana).
Il gol è nell’aria e arriva puntuale a dieci minuti dalla fine, quando l’attaccante della Fiorentina chiude i conti spostandosi il pallone sul mancino e punendo Charles. Dodicesimo centro in Nazionale, nonché settimo consecutivo, per lui. Nel finale c’è spazio solo per un brivido, con Price che sfiora il gol, ma il risultato non cambia. L’Italia vince, convince a tratti e soprattutto porta a casa ciò che contava davvero. Se il gioco non ha entusiasmato, le indicazioni individuali sono comunque significative.
Su tutti spicca Tonali, autentico leader tecnico ed emotivo della squadra: detta i tempi con personalità e brillantezza, nonostante una condizione fisica tutt’altro che eccelsa, e trova il gran gol che indirizza la partita, oltre a servire l’assist per il raddoppio di Kean. Quest’ultimo, prima del mancino vincente che archivia la pratica, sfiora la rete a più riprese. Decisamente meno convincente, invece, Retegui, apparso fuori fase e poco incisivo, con un errore pesante a inizio ripresa che avrebbe potuto rappresentare un grande rimpianto.

La grinta del commissario tecnico Gennaro Gattuso: l’Italia si avvicina al ritorno ai Mondiali dopo dodici anni di assenza. (Fonte: Nazionale Italiana).
Il tabù è sfatato, ma il percorso non è ancora completo. L’Italia si giocherà tutto nella finale playoff contro la Bosnia (capace di battere il Galles ai rigori), in programma martedì a Zenica. Una sfida complicata, soprattutto per via del contesto ambientale, cui si unisce la tipica pressione di una gara secca. Curiosamente, entrambe le squadre condividono lo stesso destino recente: la loro ultima partecipazione ai Mondiali risale al 2014. Una coincidenza che rende la sfida ancora più carica di significato.
Quella contro l’Irlanda del Nord è stata una prestazione tutt’altro che brillante, ma è arrivata una vittoria tanto pesante quanto necessaria. Perché, dopo anni di delusioni, l’Italia aveva bisogno innanzitutto di vincere. Di ritrovare fiducia, di scrollarsi di dosso le paure, di dimostrare, prima a sé stessa che agli altri, di poter ancora competere nei momenti decisivi. Il passo più difficile è stato fatto. Ora resta l’ultimo, il più importante. A Zenica, per chiudere il cerchio.
Fonte foto in evidenza: Nazionale Italiana (X)
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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