Quello che una settimana fa era un timore concreto si è trasformato in una sentenza senza appello per l’Italia calcistica: Bologna e Fiorentina salutano, rispettivamente, l’Europa League e la Conference ai quarti di finale. Non sono bastati l’orgoglio del Franchi e la voglia di rivalsa al Villa Park per ribaltare due verdetti che, già dopo l’andata, apparivano pesanti come macigni. Con l’eliminazione dei felsinei e dei gigliati, cala ufficialmente il sipario sulle ambizioni internazionali dei nostri club, lasciando l’Italia senza rappresentanti nelle semifinali europee per la prima volta dal 2019.

Nulla da fare per il Bologna, che dopo il ko incassato al Dall’Ara crolla sotto i colpi dell’Aston Villa anche a Birmingham. (Fonte: Bologna FC 1909).
Il sogno del Bologna si infrange definitivamente al Villa Park. Dopo il 3-1 dell’andata, i felsinei vanno a caccia dell’impresa in uno degli stadi più caldi d’Inghilterra, ma l’Aston Villa di Unai Emery si conferma un ostacolo fuori portata. Italiano deve fare i conti con le assenze di Skorupski, Lucumí, Domínguez e Dallinga e punta su Casale in coppia con Heggem al centro della difesa, Moro in mezzo al campo e Bernardeschi e Rowe a comporre il tridente d’attacco con Castro. Solo panchina per Orsolini. Gli inglesi partono subito fortissimo, trovando il gol del vantaggio dopo soli quindici minuti di gioco: Ollie Watkins, già a segno all’andata, sfrutta un assist di Rogers per insaccare il suo gol numero 100 con la maglia del club inglese.
Al 24’ i padroni di casa hanno l’occasione per raddoppiare su rigore, concesso per un tocco di mano di Vitík su cross di Digne. Dagli undici metri va Rogers, ma Ravaglia è strepitoso e intuisce la conclusione, tenendo a galla i suoi. L’Aston Villa trova comunque il raddoppio poco dopo: Buendía riceve da una rimessa laterale di Digne, salta Moro e firma il 2-0. Nel finale della prima frazione arriva anche il tris firmato proprio da Rogers, che si riscatta dopo l’errore dal dischetto battendo Ravaglia col mancino. All’86′ Digne salva i suoi su un tentativo di Orsolini. Tre minuti dopo, Konsa realizza il gol del definitivo 4-0 con un gran tiro a incrociare, permettendo all’Aston Villa di imporsi con un netto 7-1 totale e volare in semifinale.
L’avventura europea si conclude nel peggiore dei modi per il Bologna. Tra i più deludenti nell’amara serata del Villa Park, spiccano Miranda e Moro: il primo soffre terribilmente sulla corsia mancina in fase difensiva e non riesce a incidere in attacco, mentre il secondo è protagonista, suo malgrado, di un grave errore in occasione del raddoppio di Buendía, facendosi superare troppo superficialmente dall’ex Norwich. Si salvano in pochi, tra cui Ravaglia (tutt’altro che impeccabili su metà dei gol subiti ma bravo a parare un rigore a Rogers) e Zortea, Sohm e Orsolini, che entrano positivamente dalla panchina, seppur a gara già ampiamente chiusa.
Tre sconfitte nelle ultime cinque partite tra Europa League e campionato per i rossoblù, cui restano otto giornate di Serie A per provare a tornare in Europa e salvare una stagione con più ombre che luci sino a questo momento. Gli uomini di Italiano sono attualmente ottavi a nove punti di distacco dalla Roma sesta e hanno un calendario tutt’altro che agevole: Juventus, Napoli e Atalanta in trasferta, Roma, Cagliari e Inter in casa.

Cher Ndour esulta dopo aver messo a segno il suo sesto gol stagionale nella gara vinta dalla Fiorentina contro il Crystal Palace. (Fonte: ACF Fiorentina).
Al Franchi la Fiorentina tenta una missione quasi impossibile contro il Crystal Palace, capace di imporsi 3-0 all’andata a Selhurst Park. Vanoli, che deve rinunciare a Kean e allo squalificato Dodô, schiera Harrison sulla fascia destra e Piccoli unica punta con Solomon e Gudmundsson a supportarlo. In avvio di gara Muñoz ha un’ottima chance ma non la sfrutta a dovere; ci pensa però Ismaïla Sarr, autore del definitivo 3-0 all’andata, a trovare il gol dell’1-0, insaccando di testa da due passi proprio su cross del colombiano.
La Viola reagisce al 25’ con Solomon, che impegna Henderson con un tiro ravvicinato su cui l’ex portiere dello United non si fa sorprendere. Due minuti dopo, l’arbitro Manzano assegna un rigore alla Fiorentina per un fallo di Canvot su Mandragora: dal dischetto va Gudmundsson, che spiazza Henderson e pareggia i conti alla mezz’ora. Nella ripresa, al 53’, Ndour completa la rimonta con un gran tiro angolato che vale il 2-1. I gigliati tornano a sperare nell’impresa, ma il muro inglese regge fino al fischio finale. Sconfitta indolore per le Eagles, che volano in semifinale.
Per la prima volta dopo tre anni, la Fiorentina manca l’accesso alle semifinali di Conference: decisiva la pesante sconfitta incassata a Londra una settimana fa. Tra le note liete, Solomon offre una prestazione molto convincente, rivelandosi un’autentica spina nel fianco per la difesa del Crystal Palace e servendo a Ndour l’assist per il gol del sorpasso. Ampiamente positiva anche la prova di Mandragora, che guadagna il rigore che vale l’1-1, mentre delude ancora una volta un evanescente Piccoli, che perde il duello con Richards.
La Fiorentina torna a rivolgere tutte le proprie attenzioni al campionato, dove le cose sono decisamente migliorate rispetto a qualche settimana fa. Nonostante i cinque risultati utili consecutivi (tre vittorie e due pareggi), però, la salvezza è tutt’altro che ipotecata. I viola hanno attualmente otto punti di vantaggio sul Lecce terzultimo e sono attesi dallo scontro diretto sull’ostico campo dei pugliesi, per poi affrontare Sassuolo, Roma, Genoa, Juventus e Atalanta.
Il fallimento della spedizione contro le squadre inglesi lascia un vuoto statistico preoccupante nel nostro calcio. Con l’uscita di scena simultanea delle ultime due rappresentanti, la Serie A torna a guardare esclusivamente ai propri confini con largo anticipo rispetto alle passate stagioni. Per la prima volta dal 2018-2019, infatti, il movimento italiano non riesce a portare nemmeno una squadra alle semifinali delle competizioni UEFA, interrompendo una striscia di risultati che aveva restituito prestigio internazionale ai nostri club.
Il doppio confronto con Aston Villa e Crystal Palace mette a nudo un gap fisico e d’intensità difficile da colmare. Se negli ultimi anni l’Italia aveva imparato a dominare le “coppe minori”, la serata di ieri certifica il ritorno di fiamma della Premier League, capace di respingere con prepotenza le ambizioni di Bologna e Fiorentina. Questo “zero” nel tabellino delle semifinaliste rischia di pesare anche in ottica futura per il ranking: l’Italia deve ora guardarsi dal ritorno delle inseguitrici, consapevoli che per competere ai massimi livelli non bastano più solo le idee e il tatticismo, ma serve una struttura capace di reggere l’urto dei ritmi europei più forsennati.
Con le quattro italiane impegnate in Champions League tutte eliminate tra fase campionato (Napoli) e spareggi per accedere agli ottavi (Juventus, Inter e Atalanta), Bologna e Fiorentina rappresentavano la speranza dell’intero movimento calcistico nostrano. Con la loro eliminazione, cala il sipario sulla stagione europea dei club italiani, in largo anticipo rispetto alle scorse sei annate.
Un bilancio a dir poco disastroso, cui si somma la recente eliminazione dell’Italia dai Mondiali, la terza consecutiva, in seguito alla sconfitta contro la Bosnia ai rigori nella finale dei playoff.
Fonte foto in evidenza: Bologna FC 1909 (X).
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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