Serata ricca di impegni per le squadre italiane in campo europeo. Si comincia con la sfida tra Athletic Bilbao e Roma, con i giallorossi che scendono in campo al San Mamés con l’obiettivo di difendere il 2-1 maturato all’andata all’Olimpico e staccare il pass per i quarti di finale di Europa League.
Stesso obiettivo della Lazio, che contestualmente riceve il Viktoria Plzen, già sconfitto 2-1 all’andata in Repubblica Ceca nonostante le espulsioni di Rovella e Gigot. Alle 21, invece, la Fiorentina ospita il Panathinaikos al Franchi nel match di ritorno degli ottavi di Conference League. I gigliati sono chiamati a sfruttare il supporto del proprio pubblico per ribaltare il ko per 3-2 incassato in Grecia all’andata.

La gioia dei giocatori dell’Athletic Bilbao nella gara vinta 3-1 contro la Roma al San Mamés. (Fonte: UEFA Europa League).
Ranieri torna a fare affidamento su Hummels, schierandolo per la prima volta titolare in Europa League dal 30 gennaio scorso. Il veterano tedesco prende il posto dell’infortunato Çelik nel terzetto con Mancini e N’Dicka. Tra i pali, invece, confermato Svilar, mentre in mezzo al campo torna Paredes. L’argentino, al rientro dalla squalifica, parte dal 1’ al fianco di Cristante, con Rensch e Angeliño (già a segno all’andata) sulle corsie esterne. In attacco, Dybala e Baldanzi agiscono alle spalle dell’unica punta Dovbyk.
Al 7’, Cristante colpisce il palo di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Angeliño, ma l’arbitro Turpin ravvisa una posizione di fuorigioco del centrocampista ex Atalanta. Pochi minuti dopo, Hummels perde palla a centrocampo e stende Sannadi, lanciato a tu per tu con Svilar, venendo espulso e lasciando la Roma in inferiorità numerica per 80’ più recupero. Ranieri decide così di abbassare Rensch e Angeliño, passando alla difesa a quattro.
Al 21’, Sannadi non sfrutta un rimpallo a suo favore, calciando clamorosamente sul fondo solo davanti a Svilar. 2’ più tardi, Nico Williams semina il panico nella retroguardia giallorossa e calcia a giro col destro, con la palla che colpisce il palo alla sinistra di Svilar. A dieci minuti dall’intervallo, il portiere della Roma si oppone a un sinistro di Sannadi in area. Al 39’, si rendono pericolosi anche gli ospiti, con Cristante che va vicinissimo al vantaggio sugli sviluppi di un corner battuto da Paredes.
Al 44’, Svilar si ripete su un tentativo dalla distanza di Aitor Paredes. A pochi istanti dall’intervallo, l’Athletic passa in vantaggio con Nico Williams, che si ritrova il pallone tra i piedi in seguito a una deviazione di N’Dicka su un cross di Iñaki Williams e batte Svilar col destro. Il portiere ex Benfica viene beffqto da una deviazione di Angeliño.
La rete dei baschi è la naturale conseguenza dell’assedio dei padroni di casa, complice anche l’espulsione di Hummels in avvio di gara. La Roma resiste finché può ma non riesce a chiudere il primo tempo sullo 0-0. All’inizio del secondo tempo, Iñaki Williams va vicinissimo al raddoppio di testa. Poco dopo l’ora di gioco, Shomurodov riceve da Pisilli e chiama in causa Agirrezabala, che devia in corner.
L’Athletic Bilbao riparte in contropiede, con Berenguer che entra in area e prova a battere Svilar col destro. La gran parata del portiere belga tiene vive le speranze dei giallorossi, che però cinque minuti dopo incassano il raddoppio di Berchiche. L’ex PSG va a segno di testa sugli sviluppi di un angolo battuto da Berenguer. All’82’, la Roma capitola definitivamente, con Nico Williams che elude le marcature di Mancini e N’Dicka e firma la doppietta personale col destro.
A cinque minuti dal fischio finale, il campione d’Europa ha sui piedi il pallone della tripletta, ma cerca di servire Berenguer anziché calciare e la possibilità del 4-0 sfuma. In pieno recupero, Paredes spiazza Agirrezabala su rigore – causato da un fallo di Gorosabel su El Shaarawy in area – e rianima le speranze della Roma, che tuttavia non riesce a evitare la sconfitta che decreta l’eliminazione agli ottavi di Europa League. Si tratta, inoltre, del primo ko per gli uomini di Ranieri dopo undici risultati consecutivi tra Europa League e campionato.

Alessio Romagnoli, autore del gol del definitivo 1-1 nel match tra Lazio e Viktoria Plzen. (Fonte: Eurosport IT).
Baroni ritrova Castellanos, che torna titolare dopo quasi un mese di assenza per infortunio. Alle spalle del Taty, spazio al tridente composto da Isaksen, autore del gol decisivo allo scadere nella partita d’andata, Pedro e Zaccagni. Al posto di Rovella, espulso nel match della settimana scorsa, trova posto dal 1’ Vecino in coppia con Guendouzi, mentre Marušić, Patric, Romagnoli e Nuno Tavares compongono la linea difensiva a protezione della porta difesa da Provedel.
Proprio quest’ultimo rischia tantissimo al 12’, sbagliando in fase di costruzione dal basso e permettendo a Vydra di cercare la via del gol da posizione invitante. L’ex Udinese, però, colpisce la traversa col mancino. Al 25’, ci prova anche la Lazio, con Castellanos che però scivola al momento della conclusione e calcia alto. Il primo tempo si conclude sullo 0-0.
In avvio di ripresa, Šulc porta in vantaggio gli ospiti, sfruttando una sponda di Durosinmi e battendo Provedel con un gran destro a giro. La reazione della Lazio non si fa attendere, ma il pari arriva soltanto al 77’ e porta la firma di Romagnoli. Il difensore classe ‘95 riceve da Zaccagni e sigla il suo terzo gol consecutivo, dopo aver già colpito nella gara d’andata e contro l’Udinese in campionato.
Nel finale, la Lazio riesce a difendere il pari che le permette di volare ai quarti di finale di Europa League, miglior piazzamento per i biancocelesti nel torneo dalla stagione 2017-2018. Complice l’eliminazione della Roma, la squadra di Baroni risulta ora l’unica italiana impegnata nella competizione.

La Fiorentina travolge il Panathinaikos e completa la rimonta, qualificandosi ai quarti di Conference. (Fonte: UEFA Conference League).
Palladino conferma De Gea tra i pali, con Comuzzo, Pongračić e Ranieri a comporre il terzetto difensivo, Dodô e Gosens sulle fasce, Fagioli, Cataldi e Mandragora in mezzo al campo e Gudmundsson e Kean in attacco. Al 5’, nessun giocatore della Fiorentina si fa trovare pronto su un tiro cross di Gosens. Ci prova poi Gudmundsson, ma Dragowski si oppone e devia in angolo il tentativo dell’islandese. Al 12’, il portiere polacco, ex della serata, non può nulla su un mancino di Mandragora dal limite dell’area.
Cinque minuti dopo, il centrocampista classe ‘97 ci riprova su suggerimento di Fagioli, ma Dragowski risponde presente. Al 24’, Gudmundsson trova il raddoppio con un tiro che beffa Dragowski, complice la deviazione di Willian Arão. Secondo gol consecutivo per l’ex Genoa, che aveva segnato appena una rete nelle precedenti dodici presenze tra campionato e Conference League.
La Fiorentina non si accontenta e va a caccia del tris, ma Dragowski salva i suoi sui tentativi di Kean al 25’, Mandragora al 29’ e Cataldi al 35’, questi ultimi due su calcio di punizione. Al 36’, Kean svetta di testa su un corner battuto da Mandragora, con la palla che termina di poco a lato. Nel finale della prima frazione di gioco si rende pericoloso anche il Panathinaikos, con Tetê che sfiora il gol con un tiro a giro.
Al 45’, Dragowski si ripete su un diagonale di Kean. All’inizio del secondo tempo, Ounahi non riesce a inquadrare la porta col destro. Al 58’, Iōannidīs prova a rendersi pericoloso, ma Comuzzo è attento in chiusura. Dieci minuti dopo, l’attaccante greco scarica per Tetê, che viene murato da Ranieri. Al 75’, Kean archivia la pratica, girandosi benissimo in area e non lasciando scampo a Dragowski con un tocco sotto vincente da due passi.
Diciannovesimo gol stagionale per l’attaccante della Nazionale. All’81’, però, il Pana rientra in partita: Fagioli commette un fallo ingenuo su Ounahi in area e Iōannidīs batte De Gea su rigore. Nel recupero, i greci restano in dieci uomini in seguito all’espulsione di Mladenović, che rimedia il secondo cartellino giallo per una trattenuta su Pongračić. Dopo 7’ di recupero, la Fiorentina può festeggiare il successo per 3-1 che vale il passaggio del turno.
Fonte foto in evidenza: Athletic Club
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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