Che si trattasse di una domenica diversa da tutte le altre lo si capiva appena arrivati nei pressi dello stadio. L’aria era rarefatta. L’unica cosa che si respirava facilmente era la passione travolgente della città etnea. La voglia di vivere una giornata importante. L’ansia, l’entusiasmo e la speranza di prendere parte a un qualcosa di bello. E poi l’attesa, lunga una settimana intera, che lascia spazio al presente. Alla realtà che ha superato qualsiasi tipo di immaginazione. In un clima reso ancor più incandescente da un sole che ha riscaldato i cuori (già roventi di loro) dei tifosi catanesi. Che ha illuminato la cornice di un “Massimino” abbagliante con oltre 18mila spettatori presenti.
Nessuno voleva perdersi quello che era l’appuntamento (fin qui) più importante della stagione. E allora Catania si è messa il vestito più bello e ha mostrato la sua parte migliore. Dentro e fuori il terreno di gioco. La location così perfettamente vulcanica ha fatto eruttare la squadra di mister Domenico Toscano che ha mostrato tutta la sua potenza. Una prova di forza davvero notevole contro una Salernitana che arrivava ai piedi dell’Etna da prima della classe. E che, invece, se ne torna a casa sconfitta e con la consapevolezza che per la lotta al primo posto c’è anche la formazione rossazzurra.
Ma andiamo per ordine. Partiamo dal racconto di una partita preparata e disputata tatticamente in maniera perfetta. I giocatori rossazzurri hanno imparato a memoria il copione preparato dal loro allenatore. Ognuno sa esattamente cosa fare in qualunque momento e in qualsiasi situazione. Il Catania parte forte ma, dopo il primo quarto d’ora, esce fuori anche la Salernitana che prova a prendere in mano il pallino del gioco. Di base, però, non arriva nessuna particolare occasione pericolosa. Da ambo le parti. Nessuno squillo in una partita che viaggia sui binari del perfetto equilibrio.
Ma si sa che “è tutto un equilibrio sopra la follia”. E quel (talento) folle di Emmanuele Cicerelli tira fuori dal cilindro un colpo da vero prestigiatore. Un calcio di punizione, da oltre trenta metri, che fa uscire pazzi i tifosi etnei. Che sorvola la barriera e va a insaccarsi alle spalle del portiere avversario. Che, al minuto numero trentotto, spezza l’equilibrio e manda in delirio uno stadio intero. Con quest’ultimo rimasto a metà tra lo stupore di un’autentica meraviglia e la gioia di essere passati in vantaggio.
Si va così all’intervallo con l’Elefante avanti per 1-0. Tutti si aspettano una seconda frazione infuocata. Per certi versi anche difficile con la Salernitana che magari le prova tutte per rientrare in partita. In realtà, però, non è così. La formazione campana rimane (mentalmente) negli spogliatoi e non riesce a reagire di fronte un Catania roboante.

I ragazzi di mister Toscano disputano una seconda frazione da “grande squadra”. Pressing alto, gioco verticale, grinta e spirito di sacrificio. Ci sono tutti gli ingredienti principali del “calcio” proposto e voluto dal tecnico calabrese. Il raddoppio è nell’aria e arriva dopo una decina di minuti. Tutto nasce dal rinvio di Dini spizzato di testa da Lunetta che trova un goffo tentativo di rilancio da parte di Golemic. La palla arriva allora da Forte che se la stoppa bene e lascia partire un mancino che si insacca in rete. Esplode per la seconda volta il “Massimino”. Sulla partita arriva il morso dello “squalo” (soprannome dell’attaccante numero 32).
La formazione campana prova invano a muovere le acque cercando aiuto dalla panchina, ma rimane in totale balia di un Catania saldamente al timone dell’incontro. Anzi, sono proprio i subentrati che mettono in risalto la qualità della rosa della compagine etnea. Fuori gli ammoniti Di Tacchio e Quaini e dentro in mezzo al campo Aloi e Corbari. Stravolto in toto anche il tridente offensivo titolare, con D’Ausilio, Jimenez e Rolfini che prendono il posto di Cicerelli, Lunetta e Forte.
Proprio il neoentrato Rolfini ha la clamorosa occasione di mettere la ciliegina sulla torta, ma si divora un gol praticamente già fatto. Ciò nonostante, per il numero 9 rossazzurro “è stata una giornata che ricorderò a lungo. Il mio esordio con la maglia del Catania, al Massimino, davanti a questa gente fantastica. Provo un mix di emozioni che mi porterò per sempre dentro. Peccato per il gol mancato, me lo sono mangiato, ma sono contento di essere tornato a giocare e di aver recuperato dall’infortunio che mi ha tenuto fermo dall’estate”, le sue parole nella conferenza stampa post partita.
Peccato per la mancata rete del 3-0 ma, alla fine, detto francamente, chi se ne frega? Non rovina di certo una domenica perfetta per il Catania e il suo popolo. Non macchia quella che, fin qui, è stata la miglior performance stagionale dell’Elefante. Non cambia l’esito di una partita che la formazione etnea si aggiudica con il punteggio finale di 2-0. Le reti, una per tempo, di Cicerelli e Forte stendono una Salernitana incapace di tenere i ritmi rossazzurri.
La formazione campana, adesso, si vede raggiunta in vetta alla classifica dal Benevento a quota 22 punti. Giusto una lunghezza più indietro, con 21, si trova proprio il Catania che, grazie al successo di ieri, accorcia la classifica e la lotta per il primo posto. Guai, però, a credere che adesso sia tutto semplice o in discesa.

Mister Domenico Toscano nella conferenza stampa post Catania-Salernitana
A richiamare tutti alla “calma” ci pensa mister Domenico Toscano nella conferenza stampa al termine della gara. “Dobbiamo continuare sulla strada che abbiamo intrapreso, ma non abbiamo ancora fatto nulla. Questa vittoria deve semplicemente darci la consapevolezza di credere nei nostri mezzi. Se mettiamo le due prestazioni sulla bilancia, sono più i meriti del Catania che i demeriti della Salernitana“.
E ancora: “A parte le trasferte di Cosenza e Cerignola, la squadra è sempre stata un crescendo. I ragazzi sono sul pezzo. Questa vittoria ci proietta nella zona alta della classifica ma, adesso, siamo nel ballo (insieme a Benevento e Salernitana) e dobbiamo ballare. È un campionato molto equilibrato, dove puoi rischiare sempre di cadere sulla buccia di banana. Dobbiamo continuare così, ma ripeto non abbiamo ancora fatto nulla”.
Insomma, parole che servono a buttare un po’ di acqua sull’incendiante entusiasmo divampato ai piedi dell’Etna dopo una prestazione da grande squadra. A far restare tutto l’ambiente con i piedi per terra. Anche perché, quello che dice l’allenatore rossazzurro è assolutamente vero. Siamo ancora alla decima giornata, il Catania è terzo in classifica (seppur a un solo punto dalla vetta), e sarà un campionato (possibilmente a tre) molto equilibrato. Tuttavia, in attesa del secondo big match consecutivo al “Massimino”, tra sette giorni contro il Benevento, i tifosi rossazzurri si godono quella che è stata una domenica perfetta. La stagione è ancora lunga, ma l’Elefante barrisce che è un piacere!
Fonte Foto in Evidenza: Catania FC (X)
Giuseppe Rosario Tosto
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Giuseppe, classe 1999, aspirante giornalista, è laureato in Scienze Politiche (Relazioni Internazionali) ma, fin da piccolo, è appassionato di sport e giornalismo. Simpatiche, si fa per dire, le scene di quando ancora bambino si sedeva nel bar del padre e leggeva la Gazzetta dello Sport “come quelli grandi“.
Entrato a far parte di Voci di Città, prima, come tirocinante universitario e, poi, come scrittore nella redazione generalista e sportiva, con il passare del tempo è diventato uno dei due Coordinatori della Redazione. Oltre a far da Tutor per Tirocinanti e a svolgere il ruolo di Correttore di Bozze, al termine di ogni giornata di campionato cura personalmente la rubrica “Serie A, top&flop”. Un modo originale, con protagonisti i giocatori che si sono distinti in bene e in male, per vedere tutto quello che è successo nel fine settimana di calcio italiano.
Inoltre, coordina la squadra di Calciomercato, Europei e Mondiali. Scrive di tennis (il suo sport preferito, dopo il calcio) e NBA (non si contano più le notti passate in bianco per vedere le partite live). Infine, si occupa anche delle breaking news che concernono i temi più svariati: dallo sport all’attualità, dalla politica alle (ahinoi) guerre, passando per le storie più importanti e centrali del momento.
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