Il Catania si ferma per la seconda partita consecutiva. Questa volta, dopo la pesante sconfitta di Sorrento per 3-1, la formazione rossazzurra non va oltre lo 0-0 casalingo contro l’Audace Cerignola. Una prestazione e un risultato che lascia scontento tutto l’ambiente, specialmente i tifosi che hanno fischiato sia a fine primo tempo che al termine dell’incontro. Fischi, però, che questa squadra (visto quello che sta facendo in stagione) non si merita.
Già, perchè va bene la delusione di non aver portato a casa i tre punti. Va bene il fatto di veder scappare via il Benevento e con esso il primo posto. Va bene tutte le motivazioni del caso, ma adesso è il momento di restare uniti. Perchè il Catania sta affrontando il periodo più difficile della stagione e potrà uscirne solo se realmente compatto. Certo, non è facile rimettere insieme i pezzi quando, nell’arco di neanche due settimane, passi dall’essere primo a pari merito all’essere secondo con otto punti di distacco (seppur con una partita in meno).

L’Elefante, adesso, deve dimostrare di che pasta è fatto. Deve dimostrare di avere la forza per rialzarsi e iniziare nuovamente a sognare. Nessuna illusione sul fatto che il discorso promozione diretta si sia notevolmente complicato, ma mancano ancora tredici partite e nel calcio (così come nella vita) tutto può succedere. A prescindere, poi, ci sarebbe da difendere il secondo posto (dalla Salernitana) che significherebbe accesso diretto ai quarti di finale dei playoffs. Insomma, è ancora tutto in ballo e nulla è ancora deciso.
Di sicuro, però, la formazione di mister Domenico Toscano deve ritornare presto alla vittoria. E il derby di sabato pomeriggio contro il Siracusa rappresenta l’occasione adatta per mettersi alle spalle questi due brutti passi falsi. Bisogna voltare pagina e dimenticarsi anche la prestazione di ieri sera contro l’Audace Cerignola. Una partita strana anche da decifrare. Non si può dire che il Catania non abbia provato a vincerla in tutti i modi, ma si vedeva che i giocatori si portavano dietro le scorie di Sorrento.
L’approccio alla gara non è stato neanche male. La squadra rossazzurra è partita forte cercando di sbloccare subito il match. Ma poi, a parte qualche sporadica occasione, con il passare del primo tempo non è più riuscita a impensierire la retroguardia avversaria. Complice anche un giro palla lento e qualche errore di troppo in fase di impostazione e rifinitura. Certo, però, che se D’Ausilio non si fosse divorato una ghiotta chance non staremmo parlando in questa maniera.
L’andamento della gara non cambia neanche nella ripresa. Il Catania tiene il pallino del gioco in mano, ma comincia a essere imprecisa e nervosa. D’altra parte, l’Audace Cerignola inizia il proprio gioco delle parti e cerca di infastidire i propri avversari con perdite di tempo continue. Fattivamente, nella seconda frazione, si gioca realmente poco. Fra sostituzioni, presunti crampi, rimesse in gioco ritardate del loro portiere, e controlli al FVS, il gioca si spezzetta sempre più.

Le proteste dei giocatori del Catania con l’arbitro al triplice fischio del match contro l’Audace Cerignola
Nonostante ciò, a circa cinque minuti dal novantesimo, arriva la più grande occasione della gara. Tutto nasce dall’imbucata perfetta di Quaini che manda letteralmente in porta il subentrato Gabriel Lunetta. Il numero 23 rossazzurro controlla la palla, si porta vis a vis con l’estremo difensore avversario e lascia partire un mancino che stava facendo esplodere il Massimino. Tuttavia, l’urlo dei sedici mila spettatori viene strozzato dal prodigioso intervento in scivolata di Luca Russo che manda così la palla in calcio d’angolo evitando la rete rossazzurra (a portiere già battuto).
Anche durante i sette minuti di recupero si gioca poco e niente. Al triplice fischio finale, tra il nervosismo generale dei giocatori etnei, non solo il “danno” con la partita che termina 0-0, ma anche la “beffa” con il direttore di gara (la cui condotta francamente rivedibile) che estrae fuori il cartellino rosso ai danni di Lunetta che, molto probabilmente, si sarà fatto sfuggire di bocca qualche parola di troppo. Arriva così il secondo passo falso consecutivo per un Elefante che sembra star perdendo l’orientamento. Tuttavia, come recita quel famoso detto, nella vita non importa quante volte si cade ma quante volte ci si rialza. E, adesso, il Catania deve dimostrare di sapersi rialzare perchè c’è ancora tutta una stagione da giocare.
Giuseppe Rosario Tosto
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