Dopo anni di vittorie del Real Madrid, la Champions League quest’anno presenta un copione totalmente diverso. Le grandi sorprese delle scorse settimane hanno puntato i riflettori su Barcellona e Juventus, per gli addetti ai lavori le favoritissime alla vittoria finale. Anche se entrambe le squadre sono riuscite a qualificarsi, alla squadra di Torino vanno dati i meriti di aver realizzato un miracolo. Bene anche Manchester City e Liverpool, che alzano l’asticella dei club inglesi adesso a quota 4: l’ultima volta è accaduto ben 10 anni fa, durante l’edizione del 2008/2009.
A Torino sembra andare in scena un vero e proprio film: in tal senso impossibile non menzionare il celebre “Mission impossible”, pellicola da incassi record. Il regista De Palma viene sostituito da Massimiliano Allegri che riesce a mettere in tavola le carte giuste per rimontare il 2-0 dell’andata. Quando ti chiami Ronaldo e fai la tripletta della vita che vale la prima rimonta Champions della Juventus da uno scarto di 2 goal, è giusto vestire i panni di Tom Cruise, attore protagonista: soprattutto se nei primi due gol voli e stacchi di testa prima su Juanfran, e poi su Godin, che del colpo di testa fanno il loro punto di forza.
Il tecnico toscano, tanto criticato per la brutta sconfitta dell’andata, riesce a trovare le giuste alchimie con scelte anomale. Al dir poco impopolare il posizionamento di Can nella difesa a 3, così come l’utilizzo di Spinazzola. Poi ha parlato il campo, il quale, come al solito, ha dato nuovamente ragione ad Allegri. Il 37 bianconero è infermabile sulla fascia di competenza, tra l’altro alla prima da titolare in fase a eliminazione diretta della Champions, il tedesco invece decide di buttare giù un muro invalicabile, non facendo passare nessuno. Sicuramente la prova migliore dei due giocatori da quando sono bianconeri.
Ma si sa che nei film un protagonista senza “spalla” non è nessuno. Analogamente al bisogno di Batman ad avere Robin accanto, Ronaldo “arruola” Bernardeschi come suo prestigioso aiutante. Il centrocampista trova una performance impressionante per continuità tecnica e fisica. Non solo perché trova un assist al bacio per il primo gol del campione portoghese, ma anche perché al minuto 70’ ha la forza, ancora una volta, di cambiare passo lasciando sul posto tre giocatori e finendo per subire un netto rigore per i bianconeri. E come il migliore dei lieti fini, l’eroe, rappresentato da Cristiano, si avvicina sul pallone e non sbaglia, regalando una qualificazione storica alla vecchia signora.
Chiusa la metafora cinematografica, non si può non sottolineare come l’Atletico Madrid non abbia praticamente toccato palla. Il Cholismo non ha funzionato, Simeone non è riuscito a dare al gioco dei suoi stessa intensità dell’andata, con la squadra che sembrava in debito d’ossigeno. Pesano tanto le assenze per squalifica di Thomas e Diego Costa. Ora la Juventus diventa una delle favoritissime per la vittoria finale della Champions League
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La squadra di Guardiola aveva un compito più semplice grazie al 2-3 dell’andata. La partita si sblocca al 35’ grazie al calcio di rigore trasformato da Aguero con un pallonetto. Da qui in poi sarà solo calcio sul velluto per il Manchester, che al primo tempo si trova già sul punteggio del 3-0 dopo le reti del già menzionato Aguero e Sanè. Lo Schalke non dà mai l’impressione di provarci, di avere la forza di poterla ribaltare.
Il secondo tempo è una festa sotto forma di partita: gli spazi si aprono e per il 4-1-4-1 di Guardiola è un invito a nozze. La partita termina con il roboante risultato di 7-0; completano le marcature Bernardo Silva, Sterling e Gabriel Jesus. Da segnalare pure il gol del giovanissimo Foden, il quale dopo aver scartato il portiere Fahrmann mette la palla agevolmente nel sacco.
Se si dovesse fare un bilancio tra andata e ritorno, il migliore è sicuramente l’osservato speciale, nonché ex, Sanè. L’esterno tedesco segna una punizione clamorosa nel suo vecchio stadio mentre in casa trova il 3-0 per chiudere totalmente le speranze di coach Tedesco e dei suoi calciatori.
Il Manchester City è una delle squadre favorite per la vittoria finale della Champions League, ancor di più se consideriamo che solo nel 2019 Aguero&co hanno segnato ben 69 gol. Ma anche in questo caso ci sono alcuni punti deboli da segnalare: nello specifico è la difesa ad essere il punto debole dei citizen e a dimostrazione di ciò non si può non menzionare l’adattamento dell’esterno Danilo a difensore centrale.
Dopo l’eliminazione del Real Madrid, tutti gli occhi erano puntati sui catalani. Il Lione era apparsa una squadra capace di fare male a tutti e a tal proposito è ottima la performance nel primo tempo dell’andata.
Il Barcellona, però, non ne vuole saperne di correre degli inutili rischi e inizia fortissimo. Messi, dopo aver accettato la sfida del suo connazionale Aguero, segna con il cucchiaio su rigore. Poco tempo dopo Coutinho, grazie a uno scambio spettacolare tra Arthur e Suarez, trova il 2-0. Al rientro dal secondo tempo la squadra di Valverde cala d’intensità, e il Lione ci crede, soprattutto quando Tousart sigla il 2-1.
I fantasmi dell’eliminazione calano sui 99 mila del Camp Nou, ma quando il numero dieci decide di giocare come solo il più grande dei campioni sa fare, le difficoltà si azzerano. Infatti Messi, sedendo i due centrali del Lione, segna il 3-1, e successivamente trova un assist fenomenale di destro per Piquè. Per concludere la sinfonia la pulga fa iscrivere nel tabellino dei marcatori anche Dembelè, entrato al 70’ per Coutinho.
Il Barcellona ha l’obbligo di provare ad arrivare fino alla fine, anche se i cali fisici fanno paura a Valverde e al suo staff. Serata magica per Messi & co, anche se va menzionata l’unica nota negativa riguardante Suarez: nonostante la discreta prestazione e l’assist per Coutinho (a porta vuota) la punta uruguaiana fa comunque parlare a causa della sua astinenza da goa. Non segna in Champions League dalla clamorosa rimonta contro il PSG(marzo 2017).
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Unitamente al ritorno di Juventus vs Atletico, questa era la partita più attesa. Forse per l’incertezza che aveva dato lo 0-0 dell’andata, ma soprattutto per il valore incredibile delle due squadre. Il Bayern Monaco ha la sfortuna di incontrare nuovamente la sua nemesi: Jurgen Klopp, il quale sembra conoscere ogni difetto dei bavaresi.
Al 26’ Manè imbuca i due difensori centrali e con un eccezionale colpo sotto sblocca la partita. Un gol pesante del senegalese, il quale però deve ringraziare un’uscita senza senso di Neuer. I tedeschi rispondono con un’azione di Gnabry conclusa dall’autogol di Matip, che permette comunque agli inglesi di passare il turno, grazie alla regola del goal fuori casa. La partita sembra aperta e pronta a qualsiasi finale, ma non quando in difesa hai Virgil Van Dijk. Il difensore olandese prima chiude tutto e poi vola in cielo su un calcio d’angolo trovando il fondamentale 1-2. La partita viene conclusa da un assist senza tempo di Salah sempre per Manè, che di testa firma la doppietta che vale la fine dei giochi.
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