Allo stadio Moulay Abdallah di Rabat, il Senegal si aggiudica la trentacinquesima edizione della Coppa d’Africa, battendo 1-0 i padroni di casa del Marocco ai tempi supplementari. I Leoni della Teranga tornano a vincere il trofeo a quattro anni di distanza dalla loro prima vittoria, contro l’Egitto ai rigori nel 2022 in Camerun. Nulla da fare, dunque, per il Marocco, che non vince la rassegna continentale addirittura dal 1976.
A decidere il match è un capolavoro del centrocampista del Villarreal Pape Gueye, che al quarto minuto del primo tempo supplementare si rende autore di una grande progressione palla al piede, coronandola con un mancino vincente all’angolino alto alla sinistra di Bounou. Fa discutere, però, anche e soprattutto quanto avvenuto prima dei supplementari.

La suggestiva cornice dello stadio Moulay Abdallah di Rabat, teatro della finalissima di Coppa d’Africa. (Fonte: CAF_Online).
Nel recupero del secondo tempo regolamentare, l’arbitro, il congolese Jean-Jacques Ndala Ngambo, annulla un gol a Gueye per un fallo in attacco di Seck su Hakimi al 92′, poi assegna un rigore al Marocco per un presunto fallo di Diouf su Brahim Díaz all’ottavo ed ultimo minuto extra. Il pubblico dello stadio Moulay Abdallah scoppia di gioia, pregustando l’agognato trionfo tra le mura amiche proprio sul filo di lana.
Tutt’altro stato d’animo, ça va sans dire, per i giocatori del Senegal, che protestano veementemente e, su richiesta del proprio allenatore Pape Thiaw, abbandonano il terreno di gioco. A fare da paciere è il capitano Sadio Mané, che convince i suoi a tornare in campo. Il recupero, inevitabilmente, si allunga. Al 114′ Brahim Díaz può finalmente battere il rigore. Già a segno dagli undici metri nel match pareggiato 1-1 contro il Mali nella fase a gironi, l’ex Milan prova a beffare Mendy con un cucchiaio, ma l’esperto portiere resta immobile e blocca il pallone.

L’esultanza di Pape Gueye, match winner della finalissima di Coppa d’Africa vinta dal Senegal contro il Marocco. (Fonte: CAF_Online).
Dopo circa 114 lunghissimi minuti di pathos, un gol annullato da una parte e un rigore sbagliato dall’altra, il match termina sullo 0-0 e si va ai tempi supplementari. Al 94′, Mané recupera palla e Pape Gueye resiste alla carica di due avversari, si porta a ridosso dell’area avversaria e lascia partire una splendida conclusione che si insacca all’angolino, non lasciando scampo a Bounou. Quest’ultimo era stato battuto, fino a quel momento, soltanto da Sinayoko su rigore nell’1-1 col Mali nella fase a gironi.
Il portiere dell’Al-Hilal di Simone Inzaghi aveva salvato i suoi al 38′ del primo tempo regolamentare, opponendosi col piede a un tentativo a botta sicura di Ndiaye. Un’autentica prodezza che ha ricordato quella compiuta dal Dibu Martínez nella finale dei Mondiali 2022 vinta dall’Argentina contro la Francia. Bounou può consolarsi, si fa per dire, col premio di Miglior portiere della Coppa d’Africa, mentre Brahim Díaz, nonostante il rigore sbagliato, chiude il torneo da capocannoniere con 5 reti in 7 partite.

Tutta la gioia di Sadio Mané, laureatosi campione d’Africa col Senegal per la seconda volta in carriera. (Fonte: CAF_Online).
A conquistare il premio di Miglior giocatore della manifestazione, invece, è Sadio Mané, numero 10 e capitano, in assenza dell’infortunato e squalificato Koulibaly, del Senegal campione. 34 anni da compiere il prossimo 10 aprile, l’ex Liverpool si è reso autore di 2 gol e 3 assist, risultando ancora una volta il trascinatore e il principale punto di riferimento del Senegal. I Leoni della Teranga hanno sì tanti giovani talenti su cui fare affidamento, tra cui il classe 2008 Ibrahim Mbaye, a segno negli ottavi vinti 3-1 contro il Sudan, ma al contempo non possono prescindere dall’esperienza dei loro tanti veterani.
Oltre ai vari Mendy, Koulibaly, Gana Gueye, non sono da meno Cherif Ndiaye, Habib Diallo e Abdoulaye Seck, che insieme a Mané hanno segnato cinque dei sette gol messi a segno dal Senegal nel girone B, chiuso al primo posto con 7 punti, frutto di due vittorie per 3-0 con Botswana e Benin e di un pareggio per 1-1 con la Repubblica Democratica del Congo.
Un’arma senza dubbio decisiva per la vittoria finale è stata proprio la massiccia dose d’esperienza degli over 30 senegalesi, molti dei quali giocano o hanno giocato per anni ad alti livelli in Europa. Diciannove dei ventotto convocati militano tuttora in club di Premier League, Serie A, Bundesliga, Ligue 1 e Liga, mentre Édouard Mendy e Kalidou Koulibaly, Sadio Mané giocano in Arabia Saudita ma hanno vinto complessivamente tredici trofei tra Italia e Inghilterra.

Brahim Díaz, Sadio Mané e Yassine Bounou, rispettivamente capocannoniere, miglior giocatore e miglior portiere della Coppa d’Africa. (Fonte: B/R Football).
Con la rete segnata in semifinale all’Egitto del suo ex compagno di squadra al Liverpool Salah, Mané è diventato il primo giocatore nella storia della Coppa d’Africa a toccare quota 20 tra gol (11) e assist (9). Il classe ‘92 può anche fregiarsi del primo posto nella classifica dei migliori realizzatori di tutti i tempi della sua Nazionale, con 54 gol.
Fondamentale anche l’apporto dei più giovani, dal già citato Mbaye ai vari Nicolas Jackson (doppietta col Botswana nella gara inaugurale), Iliman Ndiaye, decisivo nell’1-0 dei quarti di finale col Mali e, soprattutto, Pape Gueye, l’eroe della finalissima di Rabat. Il classe ‘99 tra pochi giorni spegnerà 27 candeline, ma ha già messo la ciliegina sulla torta, segnando il gol più importante della sua carriera nella finale col Marocco, il terzo in Coppa d’Africa dopo la doppietta rifilata al Sudan agli ottavi.
Il Senegal, alla sua prima partita contro i Leoni dell’Atlante nel torneo, riesce così in un’impresa che era stata centrata soltanto da Tunisia (1965), Libia (1982) e Nigeria (2000), le altre squadre capaci di battere la Nazionale del paese ospitante in finale di Coppa d’Africa. La squadra guidata da Pape Thiaw, inoltre, sale a quota due trionfi, agganciando Algeria e Repubblica Democratica del Congo nell’albo d’oro.
Fonte foto in evidenza: CAF_Online (X).
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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