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Il Brescia torna in Serie A: il racconto della cavalcata delle Rondinelle
04 Maggio 2019
CalcioSerie BVoci di Sport

Il Brescia torna in Serie A: il racconto della cavalcata delle Rondinelle

Home » Voci di Sport » Calcio » Il Brescia torna in Serie A: il racconto della cavalcata delle Rondinelle

Dopo otto stagioni consecutive in Serie B e tante difficoltà e situazioni particolari, non soltanto per ciò che concerne i risultati, il Brescia festeggia la promozione in Serie A con due giornate d’anticipo, grazie al recente successo per 1-0 contro l’Ascoli tra le mura amiche. Un traguardo più che meritato per la formazione guidata da Eugenio Corini, che ha messo in mostra un calcio convincente e efficace, ma che soprattutto ha saputo viaggiare sull’onda dell’entusiasmo, cavalcandola con gran consapevolezza nei propri mezzi e una continuità di rendimento che si è rivelata la vera arma vincente di una squadra capace di dominare il campionato cadetto (non ancora conclusosi) sin dalle prime battute della stagione 2018-2019, il tutto con un mix perfetto di personalità, esperienza, talento e carisma.

Separatosi in men che non si dica da David Suazo, suo pupillo nel suo Cagliari da centravanti titolare e indiscusso leader e punto di riferimento dal 1999 al 2007, ma incapace di convincerlo nelle vesti di tecnico, il proprietario Massimo Cellino aveva deciso di ripiegare su un altro ex calciatore, Eugenio Corini, bresciano doc e autore di 11 reti in 101 presenze con la maglia delle Rondinelle tra Serie A e Serie B nel corso della sua carriera da giocatore. Con lui, i lombardi hanno perso appena tre volte in 31 occasioni (nessuna squadra ha perso meno partite), collezionando ben 18 vittorie (maggior numero di successi a pari merito con il Lecce secondo) e 10 pareggi. 

Oltre a ciò, l’arrivo in panchina del Genio ha permesso al Brescia di assumere un’identità di gioco ben definita e, soprattutto, di acquisire la certezza di poter dire la sua in ottica promozione, soltanto accarezzata nei primi due anni post retrocessione (2011-2012 e 2012-2013) e mai più seriamente inseguita nelle successive cinque stagioni, culminate rispettivamente con un tredicesimo, un ventesimo (retrocessione in Lega Pro scampata soltanto a causa del ripescaggio avvenuto per completare il quadro delle partecipanti al torneo cadetto), un undicesimo e un quindicesimo posto.

Come hanno fatto le Rondinelle a ripartire dopo l’addio di alcuni dei suoi giocatori più rappresentativi, su tutti l’implacabile bomber e capitano Andrea Caracciolo, il giovane difensore senegalese Racine Coly e il centrocampista Luca Mazzitelli? I nomi appena citati sono soltanto alcuni di quelli più importanti tra gli addii cui ha dovuto far fronte il Brescia negli ultimi anni. Il club lombardo ha anche cambiato proprietà, con la fiducia dei tifosi che sembrava essere pienamente terminata dopo la retrocessione in Lega Pro del 2014-2015. Un fallimento sportivo che avrebbe avuto dell’incredibile ma che non si è mai concretizzato, visto il ripescaggio immediato della formazione bresciana nel torneo cadetto. 

FATTORE RIGAMONTI – Il pubblico di casa è stato un vero e proprio uomo in più per il Brescia nel corso di questa stagione: al Rigamonti, infatti, le Rondinelle hanno perso in una sola occasione, cadendo di misura contro il Cittadella (1-0) lo scorso 3 marzo, a fronte di ben 13 delle vittorie stagionali, di cui addirittura 7 consecutive, con 37 reti messe a segno sulle 67 totali e appena 16 incassate su 39 (in 6 gare casalinghe, inoltre, i lombardi, che hanno la quarta miglior difesa del torneo, hanno mantenuto la porta inviolata).

IL NUOVO PIRLO – In Serie B l’esperienza è necessaria per costruire squadre in grado di lottare per traguardi importanti. Nonostante la riduzione delle squadre partecipanti al torneo cadetto (da 21 a 19), infatti, la seconda serie resta piuttosto complicata e combattuta e la sopracitata esperienza, da sola, spesso può non bastare. Non senza il talento. Il Brescia ha fatto tesoro di ciò e ha deciso di dare spazio anche a tanti giovani talenti emergenti, su tutti Sandro Tonali. Classe 2000, il nativo di Lodi, già nel giro dell’Under-21 e nei radar dei principali top club italiani e europei, ha stupito tutti non soltanto per le sue prestazioni da incorniciare, ma anche e soprattutto per la classe e la leadership che ha saputo imporre sin da subito in mezzo al campo, nonostante la giovanissima età.

SGUARDO AL FUTURO – La festa per la promozione è appena cominciata, ma l’estate che sta per arrivare ha in serbo un gran lavoro per la dirigenza del Brescia, chiamata a confermare i protagonisti della cavalcata, tra cui, oltre al sopracitato Tonali, spicca la coppia del gol composta da Alfredo Donnarumma e Ernesto Torregrossa, autori rispettivamente di 25 (attuale capocannoniere del torneo cadetto) e 12 gol stagionali, o comunque a sostituirli adeguatamente in caso di cessioni importanti per riempire le casse della società. Com’è noto, infatti, la Serie A fa storia a sé e molto spesso squadre che dominano la Serie B finiscono per fallire in massima serie e retrocedere dopo appena un anno. L’organizzazione della società bresciana, in questo senso, lascia ben sperare: la sensazione è che il bello debba ancora venire.

 

 

Dennis Izzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Dennis Izzo

About Dennis Izzo

Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

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