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NCAA: la March Madness entra nel vivo, è tempo di Final Four
31 Marzo 2026
Basket

NCAA: la March Madness entra nel vivo, è tempo di Final Four

Home » Voci di Sport » Basket » NCAA: la March Madness entra nel vivo, è tempo di Final Four

È tutto pronto a Indianapolis: le Final Four NCAA stanno per cominciare, ma il torneo arriva al suo ultimo atto portandosi dietro l’eco ancora fortissima delle Elite Eight. Il turno che premia Illinois, Arizona, Michigan e UConn racconta la vera natura di questa March Madness: imprevedibile e capace di cambiare volto nel giro di pochi possessi. Tra tutte, la vittoria di UConn contro Duke alla Capital One Arena di Washington assume i contorni della partita simbolo di questa edizione. Sotto di 19 punti nel primo tempo, gli Huskies ribaltano tutto con un secondo tempo da 44-28, completando l’opera con una tripla pazzesca di Mullins allo scadere dopo un passaggio sbagliato da Boozer.

NCAA

I Michigan Wolverines asfaltano i Tennessee Volunteers e approdano alle Final Four di Indianapolis. (Fonte: Michigan Men’s Basketball).

NCAA, avanzano UConn, Illinois, Arizona e Michigan

Una rimonta che non solo vale la qualificazione, ma riscrive anche una statistica storica del torneo. Nei 134 precedenti in cui la testa di serie numero uno era in vantaggio di almeno 15 punti all’intervallo non era mai arrivata la sconfitta in NCAA. Fino, però, all’impresa dei Connecticut Huskies che volano alle Final Four per l’ottava volta dal 1999 ad oggi. Decisiva la reazione del secondo tempo, con Tarris Reed sugli scudi (26 punti, 9 rimbalzi, 3 assist, 2 recuperi e 4 stoppate per lui) e Braylon Mullins che segna una tripla incredibile a poco meno di due secondi dal termine, la prima della sua partita dopo quattro errori su quattro. A Duke, che non va in finale dal 2015, non basta l’ottima prova di Cameron Boozer, che chiude con 27 punti, 8 rimbalzi, 4 assist e 2 stoppate.

Una rimonta storica per gli Huskies, beffa per Duke

Quella di UConn è un’impresa straordinaria, ma non è da meno il traguardo centrato dai suoi prossimi avversari, gli Illinois Fighting Illini, che superano gli Iowa Hawkeyes al Toyota Center di Houston e accedono alle Final Four per la prima volta dal 2005. Nel 71-59 si prende la scena uno dei migliori prospetti della March Madness, Keaton Wagler, che trascina i suoi con una prova da 25 punti, 2 rimbalzi, 3 assist e un recupero col 47% al tiro (8/17) e, soprattutto, tante giocate spettacolari e decisive per tenere a distanza gli Hawkeyes, cui non basta la prova più che positiva di Bennett Stirtz, autore di 24 punti, 3 rimbalzi e altrettanti assist. Si mettono in mostra anche Andrej Stojaković (figlio di Peja Stojaković, campione NBA coi Dallas Mavericks nel 2011), che fa registrare 17 punti con 7/9 dal campo, e il lungo Tomislav Ivišić (13 punti e 2 stoppate).

Illinois festeggia dopo la gara vinta 71-59 contro Iowa, che vale la prima qualificazione alle Final Four dal 2005. (Fonte: Illinois Men’s Basketball).

Arizona e Illinois tornano alle Final Four dopo più di 20 anni

Stacca il pass per le Final Four dopo più di vent’anni anche Arizona, che non vi accedeva dal 2001. Al SAP Center di San José, in California, i Wildcats battono 79-64 i Purdue Boilermakers, ribaltando completamente l’inerzia della gara. Questi ultimi, dopo il +7 maturato nel primo tempo (38-31) e all’inizio del secondo (42-35), subiscono un parziale di 24-7 nel giro di poco meno di 9’ e perdono con uno scarto di ben 22 punti nella ripresa (48-26). In grande spolvero Koa Peat, lungo classe 2007 che risulta il miglior scorer della serata con i suoi 20 punti. Doppia cifra anche per Igor Kharchenkov (18 punti e 8 rimbalzi), Jaden Bradley e Brayden Burries (14 punti a testa), mentre per Purdue è vana la doppia doppia da 14 punti e 10 rimbalzi di Oscar Cluff.

I Wildcats se la vedranno con Michigan, che centrano l’approdo alle Final Four per la nona volta, la prima dal 2018. I Wolverines annientano i malcapitati Tennessee Volunteers, che mancano la loro prima storica qualificazione alle Final Four. Dopo un inizio equilibrato, Michigan piazza un pesantissimo parziale di 21-0, portandosi sul 35-16 e chiudendo il primo tempo con un netto +22, con McKenney che a pochi secondi dalla fine segna la tripla del 48-26. Il secondo tempo rappresenta poco più di una formalità per i Wolverines, che in avvio toccano il +31, trascinati da un ispiratissimo Yaxel Lendeborg. 27 punti, 7 rimbalzi, 4 assist, un recupero e 2 stoppate col 53% al tiro (10/19) per il numero 23.

NCAA

Gioia anche per gli Arizona Wildcats, che battono i Purdue Boilermakers e tornano alle Final Four NCAA dopo 25 anni. (Fonte: Arizona Basketball).

Chi vincerà il titolo NCAA?

Fondamentale anche l’apporto di Morez Johnson e Trey McKenney (12 punti a testa), Aday Mara (11 punti e 2 stoppate), Nimari Burnett (10 punti e 7 rimbalzi), Elliot Cadeau (8 punti e 10 assist) e Roddy Gayle (8 punti con 2/3 da tre). Dati che certificano l’importanza del collettivo per Michigan, mentre Tennessee si aggrappa finché può a JaKobi Gillespie, che nonostante le difficoltà al tiro chiude con 21 punti, 4 rimbalzi, 4 assist e ben 6 palle rubate. Le Final Four NCAA di Indianapolis prenderanno il via nella notte tra sabato 4 e domenica 5 aprile. A dare il via alle danze sarà la sfida tra UConn e Illinois, cui farà seguito il duello tra Arizona e Michigan.

Le due vincitrici si affronteranno nella finalissima in programma nella notte tra domenica 5 e lunedì 6 aprile. Tra le quattro squadre qualificatesi alle Final Four, Illinois è l’unica a non aver mai vinto il titolo NCAA, mentre UConn è quella che annovera più trionfi. Ben sei i successi degli Huskies, di cui due negli ultimi tre anni (2023 e 2024). Nella storia, soltanto i Kentucky Wildcats (8) e gli UCLA Bruins (11) hanno ottenuto più vittorie. Un trionfo a testa, invece, per Michigan e Arizona, che non si aggiudicano il trofeo rispettivamente dal 1989 e dal 1997. Quattro squadre, quattro percorsi diversi, ma un solo obiettivo accomuna UConn, Illinois, Michigan e Arizona: trasformare un torneo spettacolare e imprevedibile in una pagina destinata a restare per sempre nel grande libro di storia del basket collegiale americano.

Fonte foto in evidenza: UConn Huskies | UConnReport.com (X)

Dennis Izzo

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Dennis Izzo

About Dennis Izzo

Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

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