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NBA, Team Shaq domina il nuovo All-Star Game
17 Febbraio 2025
Basket

NBA, Team Shaq domina il nuovo All-Star Game

Home » Voci di Sport » Basket » NBA, Team Shaq domina il nuovo All-Star Game

L’All-Star Game 2025, andato in scena al Chase Center di San Francisco, ha portato una ventata di novità grazie a un format rivoluzionario: un mini-torneo a quattro squadre, ognuna guidata da una leggenda NBA. Dopo anni di critiche per la mancanza di intensità e difesa, la lega ha deciso di sperimentare una formula più dinamica e competitiva. 

Due semifinali e una finale con un target score di 40 punti hanno sostituito il tradizionale All-Star Game caratterizzato da punteggi esorbitanti e applicazione pressoché nulla nella metà campo difensiva, con la speranza di rendere l’evento più avvincente per i tifosi. Ma ha funzionato davvero? O si è trattato solo di una piccola variazione senza un reale impatto in termini di spettacolo? I numeri sono tutt’altro che confortanti: le partite sono durate appena 42 minuti in totale (12 la prima semifinale, 16 la seconda e 14 la semifinale), quasi la metà della pubblicità in tre ore di diretta.

NBA

20 punti tra semifinale e finale per Stephen Curry, premiato con l’MVP dell’All-Star Game a San Francisco. (Fonte: Hoops Rumors).

NBA, Team Shaq conquista l’All-Star Game

Nella prima semifinale, le Global Stars di Charles Barkley hanno la meglio sulle Young Stars di Kenny Smith, imponendosi per 41-32, anche e soprattutto grazie all’ottimo apporto di Shai Gilgeous-Alexander. Il numero 2 degli Oklahoma City Thunder, infatti, si rende autore di 12 punti col 100% al tiro (5/5 dal campo e 2/2 da tre), rendendo vani i 6 punti a testa di Herro, Mobley e Garland. Per Team Kenny, inoltre, pesa e non poco l’assenza di uno dei suoi pezzi da novanta, Anthony Edwards, out per un problema all’inguine.

La seconda semifinale, invece, vede il successo degli OGs di Shaquille O’Neal, che supera per 42-35 Team Candace, la squadra vincitrice del Rising Stars Challenge, nonostante l’indisponibilità di LeBron James. Quest’ultimo dà forfait poco prima dell’inizio del torneo. Sugli scudi Damian Lillard, che mette a referto 9 punti col 75% da dietro l’arco (3/4) e, soprattutto, segna la tripla che decide l’incontro. Non sono da meno Jaylen Brown e Steph Curry, autori di 8 punti. Per la squadra composta da rookie e sophomore, invece, si segnalano Knecht e Dunn (8 punti per entrambi).

Decisamente meno combattuta la finalissima tra Team Shaq e Team Chuck, con gli OGs che prendono il largo sin dall’inizio con un parziale di 11-0 e annientano sul nascere le speranze di rimonta delle Global Stars. Il 41-25 finale porta la firma di Jayson Tatum e Steph Curry: il primo chiude con 15 punti con 6/7 al tiro e 3/4 da tre, il secondo fa registrare 12 punti con 4/8 da dietro l’arco e si aggiudica l’MVP della manifestazione per la seconda volta in carriera, dopo quello vinto nel 2022.

NBA

Donovan Mitchell ed Evan Mobley, compagni di squadra ai Cleveland Cavaliers, in posa con il trofeo dello Skills Challenge. (Fonte: NBAAllStar).

NBA, lo Skills Challenge premia Mitchell e Mobley

La serata di sabato ha preso il via con lo Skills Challenge, una competizione che mette alla prova le abilità di palleggio, passaggio e tiro dei giocatori. Il duo dei Cleveland Cavaliers, composto da Donovan Mitchell e Evan Mobley, ha conquistato la vittoria finale. In un’emozionante sfida conclusiva, hanno superato il team di casa dei Golden State Warriors, formato da Draymond Green e Moses Moody. Team Cavs aveva già trionfato nel 2022, con Mobley al fianco di Darius Garland e Jarrett Allen.

Un episodio curioso ha visto protagonisti Chris Paul e Victor Wembanyama dei San Antonio Spurs. Nel tentativo di guadagnare tempo, hanno cercato di sfruttare un presunto buco nel regolamento, lanciando rapidamente tre palloni invece di tirarli a canestro. Questo stratagemma ha portato alla loro squalifica dalla competizione, suscitando reazioni contrastanti tra il pubblico. Nulla da fare anche per i due rookie francesi Zaccharie Risacher e Alex Sarr, eliminati al primo turno.

Tyler Herro batte Buddy Hield e Darius Garland in finale e vince il 3-Point Contest con 43 punti totali. (Fonte: NBAAllStar).

3-Point Contest, Lillard fuori subito. Vince Herro

Il 3-Point Contest ha visto la partecipazione di alcuni dei migliori tiratori della lega. Tyler Herro si è piazzato al primo posto con un punteggio di 24 punti nel round finale, superando Buddy Hield (23) e Darius Garland (19). Qualificatosi per il rotto della cuffia in finale (19 punti, dietro Hield e Garland, rispettivamente capaci di totalizzare 31 e 24 punti), il classe 2000 ha festeggiato nel migliore dei modi la sua prima convocazione all’All-Star Game.

Una nota sorprendente è stata l’eliminazione al primo turno di Damian Lillard, che aspirava a vincere il contest per la terza volta consecutiva, un’impresa riuscita solo a leggende del calibro di Larry Bird e Craig Hodges. Dame ha totalizzato 18 punti, insufficienti per avanzare al round successivo, al pari di Jalen Brunson. Sono usciti al primo turno anche Cade Cunningham (16), Norman Powell e Cameron Johnson (14).

Per il terzo anno consecutivo, Mac McClung trionfa nella gara delle schiacciate. Un record incredibile per lui. (Fonte: NBAAllStar).

Slam Dunk Contest, McClung nella storia

La serata si è conclusa con l’attesissimo Slam Dunk Contest, dove Mac McClung degli Orlando Magic ha scritto una pagina di storia, diventando il primo giocatore a vincere la competizione per tre anni consecutivi. Il classe ‘99 ha impressionato i giudici e il pubblico con una serie di schiacciate spettacolari, ottenendo un punteggio perfetto di 50 in tutte le sue esibizioni e battendo la concorrenza di Matas Buzelis, Andre Jackson Jr. e Stephon Castle.

Tra le sue performance più memorabili, McClung ha eseguito una schiacciata saltando sopra il tetto di un’auto, superando la celebre esibizione di Blake Griffin del 2012. Ha inoltre realizzato una schiacciata utilizzando due palloni, saltando sopra un uomo su un hoverboard, e un’altra sopra Evan Mobley, che era posizionato su una piattaforma. Queste esibizioni hanno consolidato la sua reputazione da formidabile schiacciatore, pur non riuscendo a imporsi in NBA.

Fonte foto in evidenza: NBA

Dennis Izzo

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Dennis Izzo

About Dennis Izzo

Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

“Se c’è un libro che vuoi leggere, ma non è stato ancora scritto, allora devi scriverlo.”

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