La regular season NBA 2025-2026 prende il via con l’opening night tra i campioni in carica degli Oklahoma City Thunder e gli Houston Rockets del grande ex di turno Kevin Durant, che risponde a tono ai fischi del pubblico di casa. I texani schierano un quintetto di quasi 2,10 metri d’altezza di media, con Amen Thompson, Jabari Smith, Alperen Şengün, l’altro ex Steven Adams e il già citato KD. Nonostante le numerose assenze da una parte e dell’altra (out Jalen Williams e Isaiah Joe per OKC e Fred VanVleet e Dorian Finney-Smith per Houston), le due squadre danno vita a una gara molto intensa e combattuta sin dalla palla a due.
Nel finale del primo tempo, i Rockets toccano la doppia cifra di vantaggio, ma i Thunder restano a contatto. In assenza di Williams e Joe, a fare la differenza è Ajay Mitchell, che si rende molto utile in uscita dalla panchina con ben 16 punti in appena 15′. Houston, dal canto suo, si affida a un superlativo Şengün, autore di una doppia doppia da 39 punti, 11 rimbalzi e 7 assist. Il talentuoso lungo turco segna il canestro del sorpasso a 39” dal termine, ma ci pensa Shai Gilgeous-Alexander a rimettere le cose a posto, segnando il tiro che manda la gara all’overtime (104-104).
Il supplementare si apre con le triple di Holmgren e dello stesso Shai. La reazione dei Rockets non si fa attendere ed è nuovamente Şengün a risultare decisivo con un canestro che pareggia i conti a 9 secondi dalla fine (115-115). Il copione non cambia nel secondo overtime, con le due squadre punto a punto fino all’ultimo possesso. Tocca ancora a Şengün salire in cattedra nel momento della verità, con il turco che firma il canestro del 124-123 per i suoi a 11” dalla sirena.
Proprio quando sembra fatta per Houston, però, Durant (23 punti e 9 rimbalzi al debutto con i Rockets) commette il suo sesto fallo, mandando Gilgeous-Alexander in lunetta. L’MVP della scorsa stagione non sbaglia e permette ai suoi di imporsi al fotofinish per 125-124, chiudendo con 35 punti, 5 rimbalzi e altrettanti assist.
A seguire, tocca al duello tra Los Angeles Lakers e Golden State Warriors, con i gialloviola che devono fare a meno di LeBron James. Quest’ultimo salta per la prima volta in carriera la prima partita stagionale. Per risalire all’ultima opening night senza The Chosen One, bisogna tornare indietro addirittura al 29 ottobre 2002. A prendersi la scena è dunque Luka Dončić, che in estate ha rinnovato il contratto con i californiani e ci tiene a impressionare sin dall’inizio.
Dopo una prima frazione all’insegna dell’equilibrio, i Warriors provano a scappar via nel terzo quarto, complici anche e soprattutto i tanti errori dei Lakers, che chiudono con 19 palle perse e 11 tiri liberi sbagliati. Un parziale di 16-3 permette ai Dubs di portarsi sul +17 a metà periodo. La reazione degli ospiti riduce lo svantaggio degli uomini di Redick a 10 punti, ma i padroni di casa non mollano di un centimetro.
La coppia Butler-Curry funziona alla grande (31 punti, 5 rimbalzi e 4 assist per l’ex Heat, 23 punti e 3 recuperi per Steph) e Kuminga e Hield danno un ottimo contributo alla causa, siglando 17 punti a testa. I Lakers non riescono a riacciuffare i Warriors, che si impongono 119-109 nonostante la prova da 43 punti, 12 rimbalzi e 9 assist di Dončić e i 26 punti di Reaves.
Fonte foto in evidenza: ESPN.com
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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