I San Antonio Spurs staccano il pass per le NBA Finals per la prima volta dopo dodici anni, battendo 111-103 gli Oklahoma City Thunder in gara-7 delle Finali di Conference. Per gli Speroni si tratta della prima vittoria in una gara-7 dal 2014, anno in cui vinsero quello che ad oggi risulta il loro ultimo titolo.
Gli Spurs inaugurano alla grande la serie, sorprendendo i Thunder in gara-1 in una partita spettacolare che si conclude al doppio overtime. Il 122-115 porta la firma di un monumentale Victor Wembanyama, autore di una doppia doppia da 41 punti, 24 rimbalzi, 3 assist, un recupero e 3 stoppate col 56% dal campo (14/25) e il 50% da tre (1/2). Non è da meno il rookie Dylan Harper, che mette a referto 24 punti, 11 rimbalzi, 6 assist e 7 palle recuperate, non facendo rimpiangere l’infortunato Fox.

Duello tra Stephon Castle e Shai Gilgeous-Alexander: 16 punti e 6 assist per il primo, 35 punti e 9 assist per il secondo. (Fonte: San Antonio Spurs).
Ai padroni di casa non basta Alex Caruso (31 punti, 2 recuperi e altrettante stoppate con 8/14 da tre dalla panchina). Fresco di MVP, il secondo consecutivo, Shai Gilgeous-Alexander delude le aspettative. Pur facendo registrare 24 punti, 12 assist e 5 palle rubate, infatti, SGA tira con appena il 30% dal campo e il 29% da dietro l’arco. Male anche Chet Holmgren, che si ferma a 8 punti con 2/7 al tiro. Jalen Williams, rientrato dopo quasi un mese di stop, chiude con 26 punti.
La risposta dei Thunder non si fa attendere. I campioni in carica che si aggiudicano gara-2 per 122-113. Gilgeous-Alexander è il mattatore della serata (30 punti, 4 rimbalzi, 9 assist e 2 stoppate con 12/24 al tiro), mentre Caruso si conferma un’arma imprescindibile dalla panca (17 punti e 5 assist con 5/7 dal campo e 3/4 da tre). Anche Hartenstein dà il suo contributo con 10 punti e 13 rimbalzi. Tre giocatori degli ospiti mettono a referto 20+ punti (21 punti, 17 rimbalzi, 6 assist e 4 stoppate per Wembanyama, 22 punti con 6/12 da dietro l’arco per Vassell e 25 punti, 5 rimbalzi e 8 assist per Castle).
In gara-3, OKC manda un segnale importante ai propri avversari, imponendosi di quindici lunghezze (123-108). Il tutto nonostante la pessima serata al tiro di Gilgeous-Alexander (6/17 dal campo) e l’assenza di Jalen Williams. A fare la differenza è l’apporto della second unit. La panchina, infatti, totalizza ben 76 punti (record di franchigia), di cui 24 di McCain, 18 di Jaylin Williams e 15 di Caruso. Situazione opposta per gli Spurs, che chiudono con il quintetto titolare in doppia cifra e 23 punti per le riserve.

La schiacciata di Victor Wembanyama su Chet Holmgren nel corso di gara-7 tra Spurs e Thunder. (Fonte: San Antonio Spurs).
Il rischio di andare sotto 3-1 in casa spinge San Antonio a reagire immediatamente in gara-4, in cui Wembanyama torna a fare la voce grossa. Per lui 33 punti, 8 rimbalzi, 5 assist, 2 recuperi e 3 stoppate col 50% dal campo (11/22) e il 43% dalla lunga distanza (3/7). Il fuoriclasse francese trascina così i suoi a una schiacciante vittoria per 103-82. Gli Speroni chiudono il primo tempo sul +12 con un incredibile canestro da metà campo di Wemby sulla sirena e allungando ulteriormente nella ripresa.
Gara-5 è spesso e volentieri la vera partita spartiacque di una serie. Lo sanno bene i Thunder, che non si fanno pregare e riconquistano il fattore campo con una gran prova di forza. A propiziare il 127-114 con cui OKC si porta sul 3-2 sono Gilgeous-Alexander (32 punti e 9 assist), l’ottimo Caruso (22 punti, 6 assist e 3 recuperi col 50% al tiro in uscita dalla panchina) e i lunghi Hartenstein e Holmgren (doppia doppia da 12 punti e 15 rimbalzi per il primo e da 16 punti e 11 rimbalzi per il secondo).
Oklahoma City ha la ghiotta chance di archiviare la pratica e volare alle Finals per il secondo anno di fila. Gli uomini di Mark Daigneault, tuttavia, non riescono a sfruttarla, incassando la quarta sconfitta consecutiva in una gara-6 a senso unico, in cui San Antonio detta legge sin dalla palla a due. Il 118-91 finale rappresenta inoltre la peggior sconfitta dei Thunder in questi playoff.

Playoff da sogno per Victor Wembanyama, che a soli 22 anni trascina i suoi Spurs alle NBA Finals. (Fonte: San Antonio Spurs).
L’eroe della serata è un Wembanyama da 28 punti, 10 rimbalzi e 3 stoppate, mentre Castle fa registrare 17 punti e 9 assist e Harper ne aggiunge 18 dalla panchina. La second unit degli ospiti, invece, è poco produttiva rispetto al solito. Male anche i titolari, su tutti Gilgeous-Alexander (15 punti con 6/18 al tiro, 0/5 da tre e plus/minus di -28) e Dort (5 punti con 1/9 da dietro l’arco).
Gli Spurs viaggiano sulle ali dell’entusiasmo e completano l’opera in gara-7. Gli Speroni tornano alle Finals per la prima volta dal 2014 e contenderanno il titolo NBA ai New York Knicks, proprio come nel 1999. Le due squadre si erano già trovate faccia a faccia a dicembre in finale di NBA Cup, vinta 124-113 dai Knicks. Gli ospiti mandano in doppia cifra ben sette giocatori. Tra questi, spiccano Champagnie (20 con 6/10 da tre), Castle (16 punti, 6 rimbalzi e 6 assist), Fox (15 punti e 5 assist) e Wembanyama (22 punti e 7 rimbalzi).
Quest’ultimo riceve anche il premio di MVP delle Western Conference Finals, chiuse con medie di 27.3 punti, 10.9 rimbalzi, 3.1 assist, 1.4 palle rubate e 2.7 stoppate col 48% al tiro, il 40% da dietro l’arco e il 90% dalla lunetta. Per i Thunder, che per la prima volta nella storia della franchigia perdono una gara-7 davanti al proprio pubblico, risulta vana l’ottima prova di Gilgeous-Alexander. L’MVP si rende autore di 35 punti, 4 rimbalzi, 9 assist e 3 recuperi con 12/21 dal campo. Per l’ottavo anno consecutivo, la detentrice del titolo NBA non riesce a ripetersi. L’ultima squadra in grado di compiere un back-to-back risultano i Golden State Warriors, campioni nel 2017 e nel 2018.
Fonte foto in evidenza: San Antonio Spurs (X)
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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