• Le firme
  • Disclaimer
  • Contatti
  • Privacy
Facebook Twitter Instagram Linkedin

Logo

  • Best politik
    • Estera
    • Interna
  • Attualità
    • Incontri
  • Business
    • Travel
  • Societas
    • High school
    • Pentole e padelle
    • Fashion
    • Gossip
  • Sex revolution
    • Problemi di coppia
  • Dante & Socrate
    • Art attack
    • Smart language
  • After Big Bang
    • Green planet
    • Pillole di Asclepio
  • Tech
    • App
    • Motori
  • Entertainment
    • Settima arte
    • Tubo catodico
    • Dietro le quinte
    • Pentagramma
    • Web factory
    • Sala giochi
    • Voci di Sport
  • Città
    • Bologna
    • Firenze
    • Milano
    • Parma
    • Roma
    • Torino
    • Agrigento
    • Caltanissetta
    • Catania
    • Enna
    • Messina
    • Palermo
    • Ragusa
    • Siracusa
    • Trapani
  • Voci d’Ateneo
    • UniBO
    • UniCT
    vocidisportp
  • Voci di Sport
  • Calcio
    • Serie A
    • Serie B
    • Euro racconti
    • Fanstasie sudamericane
  • MotoGP
  • Formula 1
  • Basket
  • Pallavolo
  • Tennis
  • Personaggi
  • Altri sport
NBA, inizio da incubo per Bucks e Sixers: da contender a delusioni
20 Novembre 2024
Basket

NBA, inizio da incubo per Bucks e Sixers: da contender a delusioni

Home » Voci di Sport » Basket » NBA, inizio da incubo per Bucks e Sixers: da contender a delusioni

Dopo aver trionfato nel 2021, conquistando il titolo NBA dopo 50 anni, i Milwaukee Bucks sembrano ormai lontani dai fasti di quel periodo. La stagione 2024-2025 è iniziata in modo piuttosto deludente, con la squadra che occupa il dodicesimo posto della Eastern Conference con un record negativo di 5-9. Nonostante le tre vittorie nelle ultime quattro partite, la sensazione è che i Bucks non siano abbastanza coesi e competitivi per puntare alla vittoria del titolo.

Doc Rivers, head coach dei Milwaukee Bucks, ha un record di 22-28 sulla panchina della franchigia del Wisconsin. (Fonte: Sports Illustrated).

NBA, tanti problemi per i Milwaukee Bucks

Il debutto stagionale contro i Philadelphia 76ers, una vittoria convincente per 124-109, aveva generato ottimismo attorno ai Bucks. Tuttavia, Milwaukee ha subito un drastico calo nelle settimane successive, incassando otto sconfitte, di cui ben sei consecutive, nelle nove partite seguenti. Tra le squadre con cui i Bucks hanno perso figurano avversarie che, sulla carta, non dovrebbero rappresentare ostacoli insormontabili per Antetokounmpo e compagni, come Chicago Bulls, Brooklyn Nets, Memphis Grizzlies e Charlotte Hornets.

Inoltre, solo una delle loro vittorie è arrivata contro una squadra con un record positivo, peraltro in maniera risicata (101-100 contro gli Houston Rockets). Gli innesti di Gary Trent Jr., Delon Wright e Taurean Prince non sembrano bastare. L’età media della squadra è molto elevata, con numerosi over 30 come Lopez (36), Lillard (34), Wright (32), Connaughton (31), Antetokounmpo e Prince (30). Questa situazione non aiuta in un periodo di incertezze e difficoltà fisiche. Khris Middleton, un tempo fondamentale per l’attacco dei Bucks, è stato spesso fuori causa per infortunio, e la sua assenza si sta facendo sentire sempre più.

Giannis Antetokounmpo, 30 anni da compiere il prossimo 6 dicembre, è alla sua dodicesima stagione coi Milwaukee Bucks. (Fonte: Milwaukee Bucks).

L’era Antetokounmpo volge al termine?

La squadra ha pochi margini di manovra sul mercato delle trade. Il contratto oneroso del sopracitato Middleton (poco meno di 66 milioni fino al 2026, con player option per la prossima stagione) limita le possibilità di movimento. Anche Brook Lopez, che sarà free agent al termine di quest’anno, potrebbe attirare l’interesse di altre squadre, ma difficilmente Milwaukee riuscirà a ottenere un grande ritorno per un giocatore di 36 anni e con un contratto in scadenza.

In un clima di incertezze, i rumors non tardano a circolare: Giannis Antetokounmpo, ancora una volta indiscutibile punto di riferimento della squadra, potrebbe seriamente considerare di lasciare il Wisconsin e proseguire altrove la propria carriera. I team interessati al suo talento, come Miami Heat e Brooklyn Nets, potrebbero rappresentare un’ulteriore minaccia per i Bucks, che si trovano ora a dover affrontare una stagione cruciale per la loro progettualità futura.

31.4 punti di media per Giannis Antetokounmpo: il due volte MVP guida la classifica dei migliori scorer NBA. (Fonte: Milwaukee Bucks).

La stagione da MVP di Antetokounmpo non basta

Nonostante tutte le difficoltà, The Greek Freak rimane l’unico faro per i Bucks. Con 31.4 punti, 12.4 rimbalzi, 5.9 assist e 1.5 stoppate col 60% al tiro, Giannis è senza dubbio il miglior giocatore della squadra. Il greco è il miglior realizzatore della lega, ha il maggior numero di doppie doppie (12) ed è terzo per Player Efficiency Rating (PER), dietro soltanto a Nikola Jokić e Anthony Davis. Tuttavia, nonostante le sue straordinarie performance, Antetokounmpo sembra essere ormai isolato, con il resto della squadra che fatica a stare al suo passo.

L’arrivo di Damian Lillard avrebbe dovuto semplificargli le cose, ma anche l’ex Portland, pur continuando a segnare oltre 25 punti a partita, non è riuscito a dare quel supporto tanto atteso. Con la partenza di Jrue Holiday, Milwaukee ha perso un perno fondamentale, non soltanto nella metà campo difensiva. A completare il quadro dei giocatori in doppia cifra sono Brook Lopez (11.7 punti) e l’utile Bobby Portis (13.4 in uscita dalla panchina), i cui contributi non sono sufficienti a far decollare la squadra.

NBA

Damian Lillard segna il canestro della vittoria contro i Rockets, permettendo ai Bucks di imporsi 101-100. (Fonte: Milwaukee Bucks).

Milwaukee e l’obiettivo playoff NBA

Con le difficoltà accumulate e una squadra che fatica sia in attacco che in difesa (i Bucks sono la sedicesima difesa in quest’avvio di regular season NBA, con 112.6 punti concessi a partita, e il ventesimo attacco della lega, con appena 110.5 punti segnati per gara), il ciclo di Milwaukee sembra ormai giunto al termine. Nella scorsa stagione, dopo un avvio promettente (primo posto a Est con un record di 30-13 sotto la guida di Adrian Griffin), I Bucks hanno deciso di affidare la panchina a Doc Rivers, che ha fatto registrare un record negativo in regular season (17-19) e una brutta eliminazione al primo turno dei playoff NBA contro gli Indiana Pacers (4-2).

La stessa sorte di Griffin era toccata a Mike Budenholzer, head coach della squadra capace di vincere il titolo nel 2021 e licenziato un anno più tardi, dopo l’eliminazione al primo turno per mano dei Miami Heat. Nonostante le difficoltà, Milwaukee ha il tempo per tentare una risalita e cercare di qualificarsi ai playoff. Tuttavia, la sensazione che il ciclo stia per chiudersi è sempre più forte, e la partenza negativa della stagione potrebbe accelerare un cambiamento radicale per una squadra che, fino a pochi anni fa, dominava la lega.

I giocatori dei Sixers si abbracciano nella gara vinta contro i Pacers: uno dei rari momenti positivi della stagione di Philly. (Fonte: Philadelphia 76ers).

Crisi nera per i Sixers, ultimi a Est

Se il momento dei Milwaukee Bucks è complicato, quello dei Philadelphia Sixers è addirittura drammatico. La squadra della Pennsylvania, da anni tra le contender dell’Est, si trova ora a condividere con i Washington Wizards il peggior record della lega: 2-11, che vale l’ultimo posto nella Eastern Conference. Il disastroso inizio di stagione pone interrogativi non solo sul presente, ma anche sul futuro di un progetto che sembra sempre più alla deriva.

L’apertura della stagione contro Milwaukee aveva già lasciato segnali preoccupanti: una sconfitta per 124-109, seppur senza Joel Embiid e il nuovo arrivato Paul George. Quest’ultimo è stato il colpo principale della scorsa free agency, strappato alla concorrenza con un quadriennale da 211 milioni e mezzo di dollari. Tuttavia, nonostante gli innesti di giocatori come Caleb Martin, Guerschon Yabusele, Andre Drummond, Eric Gordon e Reggie Jackson, la squadra di Nick Nurse non è ancora riuscita a trovare la quadra.

Jared McCain è il rookie con la miglior media punti in questa prima parte di regular season NBA. (Fonte: Philadelphia 76ers).

L’impatto di McCain, una magra consolazione

L’unica luce in un quadro tanto oscuro è rappresentata dal rookie Jared McCain, selezionato con la sedicesima scelta assoluta allo scorso Draft. Il ventenne prodotto di Duke ha impressionato con numeri notevoli: 15.2 punti a partita, tirando con il 48% dal campo e il 41% da tre. McCain è già stato il miglior realizzatore della squadra in cinque occasioni, di cui tre consecutive, e ha messo a segno una straordinaria doppia doppia da 34 punti e 10 assist, massimi in carriera, contro i Cleveland Cavaliers. Nonostante il suo impatto positivo, il contributo del giovane rookie non è stato sin qui sufficiente per coprire le lacune evidenti della squadra.

Se McCain rappresenta una piacevole quanto inattesa scoperta, le stelle dei 76ers stanno deludendo. L’assenza contemporanea di Embiid e George nelle prime cinque partite ha lasciato tutto il peso dell’attacco sulle spalle di Tyrese Maxey. Nelle prime cinque gare, il numero 0 ha messo a referto una media di 29.8 punti, ma con percentuali deludenti (38.5% dal campo e 26% da tre). Il suo massimo stagionale di 45 punti contro i Pacers è stato determinante per ottenere la prima vittoria stagionale.

NBA

Tyrese Maxey, Joel Embiid e Paul George, un trio che di stellare finora ha ben poco. (Fonte: Liberty Ballers).

Phila non decolla, Embiid e George disastrosi

Il ritorno in campo di Joel Embiid e Paul George non ha migliorato la situazione. Entrambi appaiono fuori condizione. Il primo, nelle tre gare giocate finora, è lontanissimo dai suoi standard, con medie di 14.7 punti e 6.3 rimbalzi col 32% al tiro il 15% da dietro l’arco. Si tratta delle cifre peggiori in carriera per l’MVP della regular season 2022-2023. Non va meglio a PG, che ha una media di 16.7 punti col 40% al tiro e il 29% dalla lunga distanza e una sola prestazione da oltre 20 punti all’attivo (29 contro i New York Knicks) in sette partite disputate.

Questi numeri, uniti alla mancanza di continuità fisica e mentale delle tre stelle, sono un campanello d’allarme per una squadra che fatica a trovare un’identità, soprattutto nella metà campo offensiva. Non a caso, i Sixers hanno il peggior attacco della lega, con appena 103.3 punti segnati a partita. In cinque occasioni, inoltre, non hanno nemmeno raggiunto quota 100 punti, totalizzandone appena 86 e 89 nelle ultime due gare, rispettivamente contro Orlando Magic e Miami Heat.

Joel Embiid a duello con Jalen Brunson nel corso della gara persa 111-99 contro i New York Knicks. (Fonte: FOX 5 San Diego).

NBA, il “Process” dei Sixers è naufragato?

Il clima nello spogliatoio è teso. Dopo la sconfitta contro Miami, che ha portato Philly all’ultimo posto in classifica, i giocatori si sono riuniti per un incontro chiarificatore. Durante il meeting, Tyrese Maxey avrebbe criticato Joel Embiid per i suoi continui ritardi, sottolineando come il comportamento del centro influisca negativamente sull’intera squadra. Nonostante la forte amicizia tra i due, questo confronto potrebbe minare ulteriormente la coesione di un gruppo già fragile. Anche se il roster include giovani promettenti e già di grande valore, su tutti Maxey e McCain, il famoso “The Process” sembra ormai completamente deragliato.

Le difficoltà offensive, la scarsa efficienza delle stelle e il pessimo record sono la testimonianza di una squadra che non è riuscita a concretizzare il proprio potenziale. La stagione attualmente in corso, partita con grandi speranze soprattutto in virtù dell’arrivo di Paul George, rischia di trasformarsi in un’ulteriore annata fallimentare per la franchigia della città dell’amore fraterno, dopo quelle con Ben Simmons, Jimmy Butler e James Harden. Con il peggior record della lega e un ambiente interno in subbuglio, i Sixers si trovano davanti a un bivio: cercare di invertire subito la rotta o accettare l’idea di un totale reset.

Fonte foto in evidenza: NBA.com

Dennis Izzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli di proprietà di Voci di Città, rilasciati sotto licenza Creative Commons.
Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.

  • Autore
  • Ultimi Articoli
Dennis Izzo

About Dennis Izzo

Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

“Se c’è un libro che vuoi leggere, ma non è stato ancora scritto, allora devi scriverlo.”

  • NBA trade deadline: Harden ai Cavs, Heat assenti ingiustificati - 06/02/2026
  • Champions League: delusione Napoli, l’Inter ha mille risorse - 29/01/2026
  • Champions League: bene la Juventus, cadono Inter e Atalanta - 22/01/2026
  • Coppa d’Africa: finale da cinema, il Senegal fa piangere il Marocco - 19/01/2026
  • Coppa d’Africa: Senegal e Marocco pronte a scrivere la storia - 17/01/2026
   ← precedente
successivo →   
  • Comfort climatico domestico e soluzioni di schermatura Comfort climatico domestico e soluzioni di schermatura
    17 Febbraio
    Business
  • Serie C, il Catania non riesce più a vincere: 1-1 contro il Siracusa Serie C, il Catania non riesce più a vincere: 1-1 contro il Siracusa
    14 Febbraio
    Calcio
  • Catania perde e piange uno dei figli prediletti: addio a Orazio Russo Catania perde e piange uno dei figli prediletti: addio a Orazio Russo
    13 Febbraio
    Voci di Sport
  • Il Catania non vince, il primo posto si allontana: l’analisi dopo lo 0-0 di ieri sera Il Catania non vince, il primo posto si allontana: l’analisi dopo lo 0-0 di ieri sera
    11 Febbraio
    Calcio
  • Serie C, Catania-Audace Cerignola: segui il live-match dal “Massimino” Serie C, Catania-Audace Cerignola: segui il live-match dal “Massimino”
    10 Febbraio
    Calcio
  • NBA trade deadline: Harden ai Cavs, Heat assenti ingiustificati NBA trade deadline: Harden ai Cavs, Heat assenti ingiustificati
    6 Febbraio
    Basket
© Associazione Culturale Voci di Corridoio Preside Voci di Città
Testata registrata al Tribunale di Catania. 27/2011 del 29/12/2011
Associazione Culturale Voci di Corridoio
Presidente: Francesco Mascali
Direttore Responsabile: Andrea Lo Giudice
Powered by HiddenPC