Regular season NBA sin qui molto positiva per i Philadelphia Sixers, che hanno inaugurato l’anno nuovo come avevano concluso il 2025. Il 130-119 rifilato ai New York Knicks al Madison Square Garden porta la firma del solito Tyrese Maxey, autore di 36 punti. Il 25enne viaggia a medie di 31.1 punti, 4.6 rimbalzi, 7.1 assist e 1.8 recuperi col 48% al tiro. Non è da meno l’apporto del rookie V.J. Edgecombe.
Selezionato con la terza scelta assoluta al Draft dello scorso giugno, il prodotto di Baylor ha messo a referto 26 punti, 2 rimbalzi, 4 assist, 2 palle recuperate e altrettante stoppate col 63% dal campo (10/16) e il 44% da dietro l’arco (4/9). Per lui si tratta della terza partita consecutiva con almeno 23 punti. Un impatto notevole per una matricola capace di debuttare in NBA con 34 punti, 7 rimbalzi, 3 assist e un recupero col 50% al tiro (13-26) nella vittoria per 117-116 contro i Boston Celtics.
Una prestazione con cui ha battuto il record di punti per un rookie nella storia della franchigia, stabilito da Allen Iverson nel 1996 con 30 punti contro i Milwaukee Bucks. Inoltre, il suo scintillante debutto risulta il terzo migliore nella storia dell’NBA. Meglio di lui soltanto Wilt Chamberlain (43 punti nel 1959) e Frank Selvy (35 nel 1954).

V.J. Edgecombe e Tyrese Maxey, primo duo nella storia dei Sixers con almeno 25 punti, 4 triple e 2 stoppate a testa nella stessa partita. (Fonte: NBA.com).
Nell’NBA moderna, molti rookie riescono a fare immediatamente la differenza. Le matricole scelte al Draft hanno aspettative e pressioni sempre più alte con cui fare i conti. In questo senso, l’impatto sensazionale di V.J. Edgecombe è perfettamente in linea con il tipo di giocatore che l’NBA cerca oggi. Il classe 2005 arriva nella lega a stelle e strisce come prospetto completo, dotato di un atletismo importante e di ottime qualità sul piano fisico e tecnico, che lo rendono un giocatore determinante in entrambe le metà campo.
Ciò che colpisce dei suoi primi mesi in NBA non sono tanto le cifre messe a referto fino a questo momento (16.5 punti, 5.3 rimbalzi, 3.9 assist e 1.4 recuperi col 44% al tiro e il 38% dalla lunga distanza), quanto piuttosto il contesto in cui arrivano. I Philadelphia Sixers erano reduci dalla peggior stagione dal 2015-2016, avendo chiuso la regular season 2024-2025 al terzultimo posto nella Eastern Conference con appena 24 vittorie e ben 58 sconfitte.
Oltre a ciò, i 76ers devono fare i conti con due situazioni molto complicate da gestire. Joel Embiid e Paul George, alle prese con cronici problemi fisici (60 partite giocate in due lo scorso anno), sono entrambi sotto contratto a cifre decisamente remunerative (243 milioni e mezzo per i prossimi quattro anni per il primo, poco più di 162 milioni per le prossime tre stagioni per il secondo). Il solo Maxey, divenuto nel frattempo il primo violino della squadra, non poteva certo bastare a rendere i Sixers competitivi.

V.J. Edgecombe al ferro nella sua prima gara in NBA sul campo dei Boston Celtics: per lui ben 34 punti nella vittoria per 117-116. (Fonte: Nice Kicks).
Pur potendo contare su un roster di livello, Phila rischiava di piombare nel limbo e tornare al punto di partenza del “The Process” che non ha ancora spiccato il volo. Edgecombe era uno dei migliori prospetti dello scorso Draft, uno dei più ricchi di talento degli ultimi anni. In pochi, però, si aspettavano che potesse avere un impatto del genere in NBA, peraltro in così poco tempo. Persino Cooper Flagg, prima scelta assoluta dei Dallas Mavericks, ha faticato e non poco prima di trovare la sua dimensione al piano di sopra.
L’aspetto più sorprendente del 20enne bahamense è la maturità. Edgecombe non gioca come chi vuole a tutti i costi finire sotto i riflettori. Anche le sue giocate più spettacolari e da highlights sono sempre funzionali alla squadra e mai estemporanee. Inoltre, non gli manca affatto la personalità, come dimostrano le tante giocate decisive, tra cui la tripla per la vittoria per 139-136 all’overtime contro i Memphis Grizzlies nell’ultima gara del 2025.
Non siamo nemmeno a metà della sua prima stagione in NBA, dunque parlare di affermazione definitiva è prematuro. Una cosa, però, è chiara: V.J. Edgecombe ha già costruito una base solida. Pur avendo ancora ampi margini di miglioramento, il suo valore è già definito. In una NBA che chiede sempre più prontezza, intelligenza e intensità, il numero 77 dei Sixers è pienamente a suo agio dopo appena 29 partite. In molti lo hanno paragonato a Dwyane Wade nei suoi primi anni di carriera, prima che Flash formasse un Big Three da sogno con LeBron James e Chris Bosh.

Edgecombe è il primo rookie con almeno 74 punti, 10 recuperi e 4 stoppate in tre partite consecutive dopo LeBron James nel dicembre 2003. (Fonte: OptaSTATS).
Un paragone approvato dal diretto interessato, che ha dichiarato di rivedere in Edgecombe tanti aspetti del suo gioco e della sua personalità a inizio carriera. Wade non vinse il premio di Rookie of the Year, che andò a LeBron James, con Carmelo Anthony secondo. Anche l’esterno bahamense deve fare i conti con una foltissima concorrenza. Kon Knueppel e Cooper Flagg, tra gli altri, sono in piena corsa per il riconoscimento.
Wade, al contempo, ha conquistato tre titoli NBA da protagonista, risultando una delle migliori guardie della sua generazione e scrivendo importanti pagine di storia dei Miami Heat. Ricalcarne le orme sarebbe un immenso traguardo per Edgecombe. Nel frattempo, il Rookie of the Year nel suo unico anno al college con i Baylor Bears è già una delle migliori armi a disposizione di coach Nick Nurse.
Reduce da tre vittorie consecutive, Philadelphia ha un record di 19-14 e punta a centrare la qualificazione diretta ai playoff per la prima volta dal 2023. Un obiettivo che pare ampiamente alla portata di Maxey e compagni, che con un Edgecombe in più nel motore sono un gruppo più vivo e combattivo che mai.
Fonte foto in evidenza: NBA.com
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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