Il progetto NBA Europe, di cui si discute ormai con continuità da almeno due anni, sta assumendo contorni sempre più definiti. Quella che fino a poco tempo fa era soltanto un’ipotesi è oggi una prospettiva concreta, destinata a incidere profondamente sull’assetto della pallacanestro europea. A fare chiarezza su tempi, formula e ambizioni della nuova lega è stato George Aivazoglou, General Manager di NBA Europe, intervenuto a un incontro organizzato da La Gazzetta dello Sport presso l’Università Bocconi di Milano, nell’ambito del Football Business Forum, lo scorso 7 novembre.
Il primo punto fermo riguarda le tempistiche: l’obiettivo dichiarato è quello di lanciare la nuova competizione entro due anni, con una possibile partenza fissata a ottobre 2027. Confermata anche l’idea di base relativa alla struttura della lega, che dovrebbe prevedere dodici franchigie permanenti, affiancate da quattro squadre qualificate annualmente in base ai risultati sportivi. Queste ultime arriverebbero principalmente dalla Basketball Champions League, competizione organizzata dalla FIBA, partner della NBA nel progetto, e, in parte, da altri campionati nazionali europei.

Il commissioner NBA Adam Silver, fautore del progetto NBA Europe che prende sempre più forma. (Fonte: clutchpoints.com).
Nel corso dell’incontro sono emerse anche le città che la NBA considera strategiche per la creazione delle franchigie permanenti, con l’obiettivo di coprire in modo capillare il territorio europeo. Le sedi attualmente prese in considerazione sono dodici città di sette paesi (Italia, Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Grecia e Turchia): Roma, Milano, Londra, Manchester, Parigi, Lione, Madrid, Barcellona, Berlino, Monaco di Baviera, Atene e Istanbul. Queste città rappresenterebbero l’ossatura geografica della futura NBA europea, mentre resta ancora aperto il capitolo legato all’identità dei club.
Sul fronte delle squadre, Aivazoglou ha spiegato che i contatti sono in pieno svolgimento e riguardano realtà molto diverse tra loro. Da un lato, la NBA sta dialogando con polisportive già affermate, come Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco; dall’altro, sono in corso confronti anche con grandi club calcistici dotati di un brand globale, ma privi di una sezione cestistica.
Non manca infine l’ipotesi di creare nuove franchigie da zero, in contesti dove il mercato lo rendesse opportuno. “Stiamo parlando con squadre di basket già esistenti, ma anche con club di calcio che hanno un marchio fortissimo e non hanno una squadra di basket. Questo vale anche per l’Italia e, in particolare, per Milano. In alcuni casi, invece, partiremo completamente da zero”, ha spiegato Aivazoglou.
Anche la NBA ha iniziato a muoversi concretamente sul piano della promozione del progetto, organizzando un evento privato a Londra dal titolo “NBA Next: Europe”, che si terrà il giorno successivo all’NBA London Game tra Memphis Grizzlies e Orlando Magic, in programma il 18 gennaio alla O2 Arena. Una scelta tutt’altro che casuale e che conferma la centralità del mercato britannico nelle strategie di espansione della lega. All’incontro dovrebbe prendere parte anche il commissioner NBA Adam Silver.

La stella francese Victor Wembanyama in azione durante gli NBA Paris Games tra Spurs e Pacers. (Fonte: clutchpoints.com).
Proprio l’Italia è stata oggetto di un approfondimento specifico. Per Roma, il General Manager di NBA Europe ha sottolineato l’esistenza di una base di tifosi molto ampia, lasciando aperta sia la possibilità di rilanciare una storica realtà cestistica sia quella di fondare una nuova franchigia, con tre cordate interessate a riportare il basket nella capitale. La Stella Azzurra Roma non gioca in Serie A addirittura dal 1980 e nel 2023 ha ceduto il proprio titolo sportivo al Trapani Shark.
Diverso il discorso per Milano, città già fortemente strutturata dal punto di vista sportivo e commerciale. “Milano ospita alcuni dei brand più importanti al mondo, ha due grandi squadre di calcio e una grande squadra di basket come l’Olimpia. È una città che non possiamo ignorare. Stiamo dialogando con l’ecosistema locale per capire come potrebbe nascere il club e quale potrebbe essere l’arena”, ha dichiarato Aivazoglou.
Milan e Inter potrebbero entrare a far parte del progetto, emulando squadre del calibro di Real Madrid, Bayern Monaco, Barcellona, Fenerbahçe tra le altre. Da non escludere, però, che sia l’Olimpia Milano a rappresentare il capoluogo lombardo nella nuova lega.
Tutte e tre le squadre sopracitate, Roma, Inter e Milan, inoltre, hanno proprietà statunitensi, rispettivamente Friedkin Group, Oaktree e RedBird. In chiusura, Aivazoglou ha lasciato intravedere scenari ancora più ambiziosi. Una volta avviata NBA Europe, non è esclusa la creazione di competizioni congiunte tra squadre americane ed europee, sul modello di una NBA Cup transatlantica o persino di un torneo ispirato al Mondiale per club della FIFA.
L’obiettivo sarebbe quello di favorire un’integrazione sempre più stretta tra i due mondi, allargando il raggio d’azione globale del basket professionistico. Il messaggio è chiaro: il basket europeo si prepara a una trasformazione radicale, sempre meno teorica e sempre più concreta. E l’Italia, in questo processo, è destinata a giocare un ruolo di primo piano.
Fonte foto in evidenza: NBA.com
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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