Nello scenario di Las Vegas vanno in archivio le Final Four dell’NBA Cup. La competizione creata – già la passata stagione e vinta dai Los Angeles Lakers – per rendere quanto più avvincente anche la prima parte di stagione. Ad arrivare all’ultimo atto, quello finale, quest’anno è il turno dei Milwaukee Bucks e degli Oklahoma City Thunder. Le due formazioni, nelle semifinali dell’Eastern e Western Conference, hanno rispettivamente avuto la meglio sugli Atlanta Hawks e sugli Houston Rockets.
Ma, andiamo per ordine, e iniziamo con la sfida che visto trionfare Giannis Antetokounmpo e compagni a discapito di un’Atlanta trascinata ancora dal solito Trae Young. Partita piacevole che, per almeno tre quarti, rimane più o meno in equilibrio. Dopo il primo quarto chiuso sotto di due punti, nel quarto successivo i Bucks iniziano a ingranare e mettere la freccia del primo sorpasso. Si va così all’intervallo con Milwaukee avanti di sei punti, anche se pesano alcuni tiri sbagliati di troppo.
Sotto di sei lunghezze ma tutt’altro che fuori dalla partita, gli Hawks giocano un terzo quarto di tutto rispetto chiuso con il parziale di 27-34 che consente loro di arrivare agli ultimi dodici minuti avanti di un punto. Trascinatore di Atlanta, neanche a dirlo, il solito ottimo Trae Young che chiuderà la sua partita con una doppia doppia da 35 punti e 10 assist.

Giannis Antetokounmpo, Milwaukee Bucks – Foto: Bucks (X)
Numeri davvero importanti per il playmaker americano che, però, non bastano agli Hawks per portare a casa la vittoria. A differenza di quanto fatto sul parquet dei New York Knicks, questa volta, Giannis Antetokounmpo non permette a Trae Young di lanciare i dadi sul logo della T-Mobile Arena di Las Vegas. Il cestista greco gioca un quarto quarto da assoluto protagonista con giocate fuori dal comune. A partire dalla surreale stoppata ai danni di Clint Capela, dopo l’alley-oop provato con Young. Lo stesso Antetokounmpo realizza, in serie, le giocate tra punti, assist e rimbalzi (32 pti, 14 rimb, 9 ast) che consentono a Milwaukee di vincere la partita. A coadiuvare il greco nella vittoria dei Bucks per 110-102, l’egregia spalla Damian Lillard che mette a referto 25 punti.
Nella seconda semifinale dell’NBA Cup, sempre nello scenario di Las Vegas, dove tra l’altro si disputerà anche la finale, gli Oklahoma City Thunder affrontano e battono gli Houston Rockets. La formazione prima, al momento, nella classifica della Western Conference, nonostante i vari infortunati (tra cui Chet Holmgren), si dimostra ancora una volta la miglior formazione dell’Ovest. Houston, infatti, rimane in partita solamente nel primo tempo. Poi, viene travolta da Shai Gilgeous-Alexander e compagni.

Oklahoma City Thunder – Foto: OKC Thunder (X)
Incontro dalle due facce dove, nei primi due quarti, vige un sottilissimo equilibrio mentre, negli ultimi due, Oklahoma prende il largo. Nonostante, infatti, i Rockets vanno all’intervallo avanti di una lunghezza, nel secondo tempo vengono travolti dai Thunder guidati da Shai Gilgeous-Alexander e non solo.
La prima vera spallata del match arriva già, nel terzo quarto, con OKC che mette la freccia, sorpassa e allunga su Houston. La vera e propria fuga, però, arriva nell’ultimo quarto con i Thunder che salgono ancor più di livello e si dimostrano superiori a Houston. Fondamentale, l’apporto di SGA (32 pti, 8 rimb, 6 ast), ma anche di Hartenstein (21 pti e 8 rimb), Jalen Williams (20 pti. 5 rimb e 5 ast) e, infine, di un ispirato Dort (19 pti e 9 rimb). Numeri decisivi, appunto, nel risultato finale di 111-96 a favore di Oklahoma. I Thunder volano in finale e, adesso, se la dovranno vedere con i Milwaukee Bucks.
Fonte Foto in Evidenza: Bucks/Thunder (X)
Giuseppe Rosario Tosto
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