Aumenta il tasso di abbandono universitario che – per l’anno 2021/2022 – è del 7,4% per gli immatricolati e del 7,2 % per le immatricolate, a fronte rispettivamente di un 7,2% e di un 7,0% per l’anno 2020/2021.
A fornire questi dati, l’ufficio statistico del Ministero dell’Università e della Ricerca che raccoglie ogni 12 mesi le informazioni fornite dai singoli atenei.
Per un totale di 1.822.141 iscritti ai corsi universitari dell’anno accademico 2021/2022, gli Enti Regionali per il Diritto allo Studio hanno erogato complessivamente 238.357 borse di studio.
Con uno sguardo al prossimo futuro, il MUR a febbraio ha dichiarato che “per l’anno accademico 2023/2024 aumenteranno gli importi minimi delle borse di studio. […] Nel dettaglio, l’importo delle borse di studio per gli studenti fuorisede sarà di 6.656,52 euro (+ 498,78 euro), quelle per gli studenti pendolari 3.889,99 euro (+ 291,48), mentre per gli studenti in sede l’ammontare sarà pari a 2.682,77 euro (+ 201,02)“.
Infine, nella legge di Bilancio sono state stanziate risorse per quasi 1 miliardo a sostegno del diritto allo studio: 500 milioni per dare continuità alle borse di studio Pnrr fino al 2026, e oltre 400 milioni per gli alloggi universitari.
La no tax area è un altro importante fattore da considerare per agevolare gli studenti nel percorso universitario. Si tratta della fascia di persone che possono avere esonero totale dalle contribuzioni sulla base dell’ISEE. Restando in tema, un esempio di valore è sicuramente quello dell’Università di Bologna che a fine maggio ha annunciato “di essere il mega-ateneo con la più estesa no tax area per tutti i corsi di laurea”. In particolare, il Consiglio di Amministrazione dell’Alma Mater ha approvato un esonero totale dalle contribuzioni
studentesche per studentesse e studenti con ISEE fino a 27.000 euro.
Un altro punto toccato dal MUR, per affrontare l’abbondono universitario, è quello di aiutare gli studenti ad avere un quadro completo di quella che può essere l’offerta didattica post diploma.
Dalle prime analisi statistiche, infatti, è emerso che tra chi ha frequentato corsi di orientamento è più contenuta la percentuale di abbandono o di cambio percorso. L’obiettivo dei fondi stanziati anche grazie alle risorse del PNRR – vale a dire 75 milioni divisi nei tre anni accademici fino al 2025/2026 – è raggiungere un target di 1 milione di studenti con 50mila corsi di orientamento attivo.
A breve, il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) metterà a disposizione una piattaforma digitale e un’app, anche in inglese, in cui sarà disponibile tutta l’offerta formativa con corsi, alloggi e borse di studio.
Giulia Bergami
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