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Terremoti e bradisismo ai Campi Flegrei: rischio e monitoraggio
17 Marzo 2025
napoliSocietas

Terremoti e bradisismo ai Campi Flegrei: rischio e monitoraggio

Home » Città » napoli » Terremoti e bradisismo ai Campi Flegrei: rischio e monitoraggio

Il 13 marzo 2025 un terremoto di magnitudo 4.4 ha colpito l’area dei Campi Flegrei. Questo evento ha riportato l’attenzione sul bradisismo e sulla sismicità di questa regione vulcanica.

Campi Flegrei - Fonte Foto: GeopopBradisismo: un fenomeno complesso

Il bradisismo è un fenomeno che consiste in un sollevamento e abbassamento del suolo strettamente legato alla dinamica vulcanica. Questo accede perché l’accumulo di gas e magma sotto la superficie terrestre provoca variazioni nella pressione e nella deformazione del suolo. L’attuale crisi bradisismica nei Campi Flegrei è iniziata nel 2005. Negli ultimi vent’anni, il suolo si è sollevato di circa 140 cm nell’area centrale della caldera, in una zona a 500 metri a sud del Rione Terra a Pozzuoli.

Tra il 1969 e il 1984 si erano già verificate altre fasi di sollevamento. Durante queste crisi, i terremoti più intensi furono registrati il 4 ottobre 1983 e il 14 marzo 1984, entrambi con magnitudo 4.0. La seconda crisi, in particolare, fu caratterizzata da una sismicità talmente intensa da provocare gravi danni agli edifici di Pozzuoli e una parziale evacuazione della popolazione.

Negli ultimi mesi, la velocità di sollevamento del suolo è significamente aumentata, passando da 10 mm/mese a circa 30 mm/mese. Questo incremento si collega all’aumento della sismicità, sebbene non vi sia una relazione diretta tra il sollevamento e la magnitudo dei terremoti.

Secondo l’Osservatorio Vesuviano, il processo di deformazione continua a una velocità sostenuta e potrebbe causare ulteriori eventi sismici. La rete accelerometrica installata nella regione, inclusa quella sul fondo del Golfo di Pozzuoli, ha registrato variazioni significative, segno che il fenomeno è ancora in evoluzione.

La sequenza sismica del 13-15 marzo

Il terremoto del 13 marzo si è verificato alle 01:25 italiane lungo la costa del Golfo di Pozzuoli, nei pressi di Bagnoli, a una profondità di circa 2,5 km. La scossa ha causato vibrazioni avvertite in tutta l’area metropolitana di Napoli, generando preoccupazione tra la popolazione locale, già ansiosa a causa della crisi bradisismica in corso.

Questo ha innescato uno sciame sismico che sembrava essersi concluso nella notte tra il 13 ed il 14 marzo. Fino a quel momento erano stati registrati 44 eventi, di cui 9 con magnitudo tra 1.0 e 1.7. La sera del 14 marzo, però, una nuova scossa di 3.5 ha interessato la zona di Bagnoli, avvertita anche nei quartieri Chiaia e Vomero di Napoli. Infine, sabato 15 marzo intorno alle ore 13.32 si è verificato un altro terremoto di magnitudo 3.9 con epicentro nei pressi della Solfatara di Pozzuoli, a 3 km di profondità.

Campi Flegrei, persone per strada - Fonte Foto: Fanpage.itMisure di sicurezza e reazioni della popolazione

In risposta ai terremoti del 13 e 15 marzo, le autorità locali hanno attuato diverse misure di emergenza. Tra queste, l’evacuazione di famiglie e la chiusura di edifici a rischio. I vigili del fuoco hanno effettuato oltre 170 verifiche di stabilità nelle zone di Bacoli, Bagnoli e Pozzuoli, con 23 ordinanze di sgombero che hanno coinvolto 114 nuclei familiari, per un totale di 242 persone. In più, sono state allestite aree di attesa per gli sfollati, tra cui l’ex base Nato di Bagnoli.

Il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, ha annunciato nuovi spazi di accoglienza, mentre il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha disposto la chiusura del cavalcavia che collega la parte alta della città con il porto a causa di crepe strutturali.

Nel frattempo, le tensioni tra i residenti sono aumentate, con proteste nelle strade di Bagnoli. Molti cittadini chiedono interventi più incisivi e la possibilità di trasferirsi in zone più sicure. “Lo Stato ci deve tirare fuori da questa situazione“, è il grido di molti abitanti, preoccupati per la sicurezza degli edifici e per la gestione dell’emergenza.

Possibilità di eruzione e monitoraggio

Nonostante l’aumento dell’attività sismica e del sollevamento del suolo, attualmente non ci sono evidenze di un’imminente eruzione vulcanica. Gli esperti dell’Osservatorio Vesuviano sottolineano che la sismicità potrebbe continuare finché il fenomeno del bradisismo persiste. Tuttavia, al momento non vi sono segnali chiari di magma in risalita verso la superficie.

Il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo ha suggerito che potrebbe essere necessario considerare l’evacuazione della popolazione in zone ad alto rischio, in particolare nelle aree più vicine a Pozzuoli. Secondo Mastrolorenzo, la distribuzione degli epicentri dei terremoti negli ultimi anni si è concentrata in un raggio di 1.5–2 km dal centro di Pozzuoli, rendendo necessaria una valutazione della possibilità di un trasferimento temporaneo della popolazione.

Il terremoto del 13 marzo 2025 e le successive scosse hanno evidenziato la vulnerabilità della zona dei Campi Flegrei e la necessità di un monitoraggio costante. Sebbene non vi siano segnali di un’eruzione imminente, la combinazione di bradisismo e sismicità continua a rappresentare un rischio significativo per la popolazione.

Foto Fonte in Evidenza: Adnkronos

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