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Open to meraviglia: tutto su Venere, la “virtual influencer” più criticata d’Italia
04 Maggio 2023
TravelSocietas

Open to meraviglia: tutto su Venere, la “virtual influencer” più criticata d’Italia

Home » Business » Travel » Open to meraviglia: tutto su Venere, la “virtual influencer” più criticata d’Italia

“Open To Meraviglia“ è lo slogan di Venere, la nuova virtual influencer firmata ministero del Turismo che, più che meravigliare, sta facendo discutere gli italiani.

La Venere di Botticelli dai musei ai social: un’idea del Ministero del Turismo

Il Ministero del Turismo guidato da Daniela Santanché, in collaborazione con Enit, ha partorito una nuova ambiziosa campagna pubblicitaria, finalizzata a promuovere il turismo italiano nel mondo. Si chiama “Italia: Open to Meraviglia” e ha come testimonial niente di meno che la Venere di Botticelli, in veste di “virtual influencer”. D’altronde chi meglio di Venere – meraviglia Made in Italy per antonomasia – può mostrare le meraviglie del nostro paese?

La campagna è stata realizzata dal Gruppo Armando Testa, agenzia che ha fatto la storia della pubblicità italiana,  ed è stata presentata pochi giorni fa tramite un video promozionale, ora misteriosamente scomparso dal sito ufficiale del governo.

Ovviamente, come un’influencer che si rispetti, Venere ha un profilo Instagram. Si chiama @venereitalia23 e conta già più di 50mila followers. Scorrendo nel suo feed troviamo già gli scatti delle sue prime tappe nel viaggio alla scoperta delle meraviglie italiane. L’ultimo risale a pochi giorni fa, e mostra la Venere seduta sulle rocce di Polignano a Mare. Scorrendo possiamo vedere anche una Venere in tenuta da 25 aprile, con un nastro tricolore che tiene ferma la sua iconica chioma rossa e con annessa descrizione: “Freedom is wonderful”. 

Piovono critiche: cosa non va? 

Al di là del concept che può o non piacere, ci sono alcuni aspetti che proprio non vanno nella campagna e che hanno dato il via alle critiche sui social. Qui, gli utenti non hanno nascosto il loro malcontento, commentando la campagna a suon di “trash” “cringe” e “imbarazzante”. Vediamo quali sono le criticità sollevate.

Rapporto budget/qualità 

Una delle argomentazioni più diffuse e che hanno suscitato più polemiche le popolo del web è relativa al budget. Una campagna pubblicitaria con un budget di 9 milioni di euro (e con obiettivi così ambiziosi) non dovrebbe badare a spese… e invece pare che ne abbia badato eccome.

Le lacune sono numerose. Partendo dal principio, una delle più paradossali è il sito web. La campagna è stata pubblicizzata tramite il sito ufficiale del Ministero del Turismo  e rimanda più volte ad esso. È stato invece completamente tralasciato il dominio “Open to meraviglia“, che non è stato acquistato. A campagna già avviata questo piccolo particolare non è affatto sfuggito al popolo del web, che si è adoperato per appropriarsene. A riuscirci è stata un’agenzia di marketing toscana, che con un investimento di appena 1 centesimo è riuscita ad appropriarsi del dominio in modo geniale. Digitando www.opentomeraviglia.it, infatti, appare questo.

Ma non è tutto. Anche nella realizzazione di immagini e video promozionali sembra che si sia cercato di andare (inspiegabilmente) a risparmio. Sia gli outfit che vediamo indossare a Venere sia i bellissimi luoghi italiani che vediamo alle sue spalle sono tutte immagini di stock, reperite online. Addirittura, pare che il video promozionale non sia nemmeno stato girato in Italia, ma in Slovenia.

Va comunque specificato che il budget, ovviamente, non è stato interamente utilizzato per la realizzazione tecnica della campagna. Dei 9 milioni totali, sono circa 130mila quelli utilizzati per la campagna in sé (e non sono comunque pochi). Tutto il resto sarà destinato alla distribuzione nelle varie città del mondo, in particolar modo negli aeroporti, che sembrano essere i punti strategici privilegiati.

Venere non è una virtual influencer

L’intera campagna gioca sull’idea – decisamente originale – di trasformare un’icona della storia dell’arte in una moderna influencer al passo con i tempi. Tuttavia il termine “virtual influencer“, che viene più volte sottolineato sui social e scritto a caratteri cubitali nei contenuti promozionali, non è del tutto esatto. Se con un po’ di immaginazione Venere può essere pensata come influencer, nemmeno con tutta la fantasia del mondo la si può definire “virtual”. 

Basti pensare a Immagram o a Lil Miquela, due delle virtual influencer più seguite al mondo. Guardando le foto e i video postati sui loro social – spesso in compagnia di vere star e influencer – è quasi impossibile distinguere il vero dal falso.  Questo perché le due influencer sono frutto di un complesso lavoro di rendering CGI. Paragonata a loro, Venere risulta più simile a un meme creato con Photoshop che a una influencer virtuale.

I giovani l’hanno definita “cringe“

Per il momento la campagna non è ancora stata lanciata all’estero, pertanto la sua enorme visibilità rientra ancora tra i confini italiani.  Qui  più “scontenti” sono sicuramente i giovani, che hanno percepito la campagna come troppo stereotipata, innaturale… in una parola “cringe”. Insomma, sembrerebbe a tutti gli effetti un flop. Ma il loro parere è davvero così determinante in una strategia che mira letteralmente al mondo intero?

Le repliche del Gruppo Armando Testa

Come sottolineato dall’agenzia Armando Testa, che ha replicato con ironia alle accuse, l’obiettivo di far parlare di sé è stato raggiunto. «Grazie, perché non accadeva da anni che la notizia di una campagna istituzionale suscitasse un’eco di tale portata. Tanto più quando si tratta di una campagna solo presentata ma non ancora uscita».

Riguardo le accuse, l’agenzia non si scompone: «L’obiettivo è far conoscere l’Italia all’estero, su mercati culturalmente molto diversi dal nostro, accendendo l’attenzione in modo facile, diretto e immediatamente riconoscibile su ciò che tradizionalmente contraddistingue l’Italia nel mondo». Ecco spiegato il ricorso a “stereotipi” come la pizza, la Vespa, la minigonna e il selfie di fronte al Colosseo, fondamentali per attirare l’attenzione dei turisti (che si presume abbiano una conoscenza superficiale del nostro paese). Solo passando da questo step è possibile suscitare la loro curiosità, spingendoli a venire in Italia per conoscerla più a fondo, andando oltre questi stereotipi.

Le critiche comunque restano, ed è chiaro che le aspettative degli italiani non siano state soddisfatte. Resta ora da scoprire la reazione dai veri destinatari della campagna, che giungerà in ogni angolo del mondo. Venere riuscirà a conquistarli?  

Alice Maria Reale

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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About Alice Reale

Nata a Catania nel lontano 2002, la piccola Alice si è sempre distinta per la sua risolutezza e determinazione. 
Dopo aver deciso di voler diventare un’archeologa, poi una veterinaria e poi un’insegnante, si iscrive al Liceo Linguistico Lombardo Radice e scopre le sue due grandi passioni: la scrittura e le lingue straniere, che decide di coniugare iscrivendosi alla facoltà di Scienze e Lingue per la Comunicazione.

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