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Musei gratis per le donne il prossimo 8 marzo: ma la cultura non è di tutti?
29 Febbraio 2016
Art attackSocietasDante & Socrate

Musei gratis per le donne il prossimo 8 marzo: ma la cultura non è di tutti?

Home » Dante & Socrate » Art attack » Musei gratis per le donne il prossimo 8 marzo: ma la cultura non è di tutti?

Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, annuncia tramite un tweet che in occasione del prossimo 8 marzo, Giornata internazionale della donna, i musei statali saranno accessibili gratuitamente da tutte le persone di genere femminile. E la domanda sorge spontanea: la cultura non dovrebbe essere destinata a tutti?

È un’Italia che ha riscoperto la cultura: su questo non ci sono particolari dubbi. Negli ultimi anni le iniziative sono aumentate a dismisura, come d’altra parte le idee per convincere sempre più persone, italiane e non, che ci si può benissimo emozionare senza dover andare obbligatoriamente a Parigi o Londra. E un plauso va soprattutto al Ministero per i Beni Culturali, che a differenza di quanto fatto in passato, ha capito che i musei possono essere anche più produttivi (in termini economici) di una qualsiasi forma di energia proveniente da una centrale o da una trivellazione in mare.

FranceschiniÈ la nuova Italia: nulla da dire. Tanti progetti, ultimo tra tutti “Egitto Pompei”, tour di musei tra Torino, Pompei e Napoli, mirato a ripercorrere le tappe di sviluppo della civiltà egizia, attraverso l’analisi di reperti archeologici di epoca romana rinvenuti nelle zone mediterranee. Ottima idea, insomma. Il tutto sempre mirato a sensibilizzare l’opinione comune: nulla di sbagliato, ma i modi non sono sempre positivi. Basti pensare all’iniziativa lanciata dallo stesso Ministero per il prossimo 8 marzo: in occasione della Giornata internazionale della donna, infatti, i musei statali saranno accessibili gratuitamente a tutte le persone di genere femminile.

La proposta, lanciata attraverso un tweet dal ministro della Cultura, Dario Franceschini, rappresenta senz’altro un gesto “galante” nei confronti delle donne in un giorno storicamente speciale e particolarmente simbolico, ma viene quasi da chiedersi: perché solo l’8 marzo? Così, per l’intera giornata le mogli lasceranno i mariti a casa, perché il loro biglietto è gratis, ma quello degli uomini no: «Tesoro, no, tu stai qui o vai a giocare a pallone: vado io, la cultura non fa per te», si scherza. O forse no? Dietro quello che può sembrare un’idea positiva, infatti, si nasconde un dubbio amletico: la cultura non fa per gli uomini? Non fa per tutti?

museiPerché aprire le porte dei musei è senza alcun dubbio cosa buona e giusta, ma che non lo si faccia per genere. O per colore dei capelli: magari in futuro ci sarà una giornata dei “musei gratis” per i biondi, poi un’altra per i mori. Poi per i cinesi. E, chissà, anche per i bambini: no, teoricamente questo dovrebbe già essere così, anche se molti siti fanno finta di non capirlo. In ogni caso, la cultura non può essere divisa in genere: la cultura è di tutti e per tutti. E da tale dovrebbe essere accessibile sempre, o almeno nei limiti del possibile. Non si può pensare di poter diffondere un “verbo” per settori: non è giusto, ma in Italia non lo si capisce proprio.

Così le iniziative positive diventano simili ad un’offerta al supermercato: «Vai ai musei gratis… ma solo se è Natale. E se è domenica», e i biglietti costano tanto, forse troppo in alcuni periodi dell’anno. Ma così facendo non si avvicinano le persone alla cultura. Anzi: si rischia di allontanarle. E, forse, con un po’ di acume, una proposta come quella dei siti aperti l’8 marzo poteva essere estesa anche agli uomini, così da esprimere il valore delle reali “pari opportunità”: che sono quelle dei pari diritti tra genere maschile e femminile, e tante volte lo si dimentica.

Antonio Torrisi

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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