Pelle vellutata, profumo di latte, e la più buffa espressione da vecchietto che esista: è un neonato, sì, solo che è finto perché è una bambola reborn. Un figlio è la più grande responsabilità della vita, che cambia radicalmente dal momento esatto in cui arriva lui/lei. Ogni secondo diventa scandito dai suoi bisogni: pannolini, riposini, latte e poi giochi, sport, compiti e via così fino all’età adulta (e oltre). Ogni mamma sente il peso di soddisfare tutte le necessità di questo essere vivente, in quanto tale, ma se così non fosse? Ovvero, se vostro figlio fosse, invece, un meraviglioso bambino, ma di vinile?
Da un paio d’anni, ormai, dagli Stati Uniti all’Italia è arrivato il fenomeno delle mamme reborn, mamme di bambole rinate. Si tratta di persone che acquistano una reborn doll e si ritrovano a comportarsi come se la bambola fosse un vero neonato in carne e ossa. Le mamme del giocattolo si riuniscono virtualmente attraverso gruppi Facebook dove si scambiano consigli su come crescere, nel migliore dei modi, i propri figli. E secondo quanto riportato dal blogger Signor Distruggere sul gruppo segreto italiano Il mio bimbo speciale, si confrontano su come far accettare il finto figlio al marito, come vestire i propri bambini, come procurarsi una baby-sitter o quale pappa dare al pupazzo, ma soprattutto si scambiano racconti incredibili; come una visita dal medico di base con bambola in carrozzina solo per sentire i complimenti sulla bellezza del bambino da parte dei pazienti in attesa; la paura di una mamma che ha dimenticato la bambola in auto al supermercato sotto il sole; o una passeggiata al parco con tanto di cambio di pannolino sporco di Nutella (per simulare la popò).
Tra i più esilaranti post del Signor Distruggere, vi è anche il racconto di un’utente del gruppo Mamme pancine hot: «Mio marito mi accarezzava e io avevo capito che voleva andare avanti, allora prendo in braccio Sofia per metterla nella sua culla, ma lui, preso dalla passione, mi fa rimanere sul letto. E allora la metto sul cuscino mentre noi eravamo stesi di lato in diagonale. Ogni tanto la guardavo mentre lui faceva, e lei era immobile. Finito tutto, l’ho messa in culla dandole la buonanotte, ma mio marito non l’ha salutata: purtroppo lui non vive bene il rapporto con lei…». Solo alla fine del racconto l’utente specifica che Sofia è, di fatto, una figlia reborn. La sensazione di disagio durante l’atto sessuale della mamma nei confronti della “bambina” esprime benissimo come le mamme reborn credano nei propri figli e si sentano responsabili per loro, benché siano finti.
Le bambole rinate sono pezzi unici di artigianato realizzate a mano. Le prime vennero create intorno agli anni ’90 negli Stati Uniti, e venivano acquistate dai collezionisti. Adesso, si possono acquistare su eBay e vengono spedite in tutto il mondo, non più ai collezionisti ma alle loro future “mamme”. La finta pelle in vinile è molto morbida, e spesso vengono usati capelli veri per la piccola chioma.
Per le mamme reborn le bambole sono figli proprio come per tutte le altre mamme del mondo. L’unica differenza indiscutibile è che il loro prezzo va dai 500 ai 20.000 euro, mentre a un figlio in carne ossa nessuna mamma saprebbe dare un valore economico, poiché non ne ha.
Chiara Forcisi
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