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L’arte del “soffrire insieme”: cosa significa davvero “condoglianze”
13 Aprile 2020
SocietasAttualità

L’arte del “soffrire insieme”: cosa significa davvero “condoglianze”

Home » Societas » L’arte del “soffrire insieme”: cosa significa davvero “condoglianze”

Tutti nella vita prima o poi abbiamo perso una persona cara o abbiamo conosciuto qualcuno che ha subito un lutto. Tutti siamo stati abituati, in questi casi, a usare il termine “condoglianze”.

Il Covid-19 travolgendoci in questi mesi, ci hanno fatto usare questo termine ancora più frequentemente rispetto a come eravamo abituati. Purtroppo ci siamo ritrovati a dire o sentirci dire “condoglianze” più volte, per stare più vicini, nonostante la doverosa lontananza fisica, alle persone che amiamo.

Ma la sua storia la conosciamo? Sappiamo da cosa deriva questo termine? Perché lo usiamo? Perché ci fa sentire meglio?

Tutti sappiamo che il significato è:“Partecipazione al dolore di una persona per un lutto che l’ha colpita.” così come possiamo trovare scritto sul Dizionario. La parola “condoglianze”, come molte parole italiane, deriva dal latino “condolere” che tradotto in italiano significa “condividere il dolore”,”soffrire insieme“.

Questa parola però, in epoca passata veniva usata in diverse occasioni. “Condoglianze” era una parola molto versatile e poteva essere usata in qualunque contesto per esprimere vicinanza a qualsiasi dolore.

Oggi la parola “condoglianze” si è svuotata di tutti quei significati empatici, per utilizzarla solo ed esclusivamente in circostanze luttuose e dunque non si dice più in qualunque momento di sofferenza.

Nella nostra cultura, le “condoglianze” sono una formula, un convenevole. Questa parola, con il passare del tempo, è diventata un modo molto formale per esprimere vicinanza a chi subisce esclusivamente un lutto.

Quindi è come se avessimo sminuito tutte le altre sofferenze?

Il problema di aver trasformato questa parola piena di rispetto ed empatia, in una parola usata solo in un determinato momento della nostra vita, come appunto la morte di una persona cara, ha reso critica la situazione. Nonostante le buone intenzioni nel fare le condoglianze, spesso si rischia di cadere nel superfluo.

Non tutte le persone sono felici di sentirselo dire, c’è chi pensa che sia falsa, finta, detta perché si deve dire. Le persone più vicine ad esse si sentono di non aver fatto abbastanza nonostante questa parola di per sé sia positiva grazie al suo bellissimo significato.

Sicuramente, quando vogliamo stare vicino a qualcuno che sta male, qualunque esso sia il dolore, non esiste un comportamento ‘giusto’ o ‘sbagliato’ e quella persona sa che le nostre intenzioni sono buone.

Nicole Rastelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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