Il decreto presentato ieri al Consiglio dei Ministri, risultato di un lavoro congiunto con una commissione di esperti, segna un passo avanti nella riforma scolastica italiana. Tra le novità spicca l’introduzione del latino come materia curricolare a partire dal secondo anno delle medie, pur lasciando alle famiglie la possibilità di scelta.
La decisione, voluta dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, mira a migliorare le competenze linguistiche degli studenti, rispondendo ai dati di una recente indagine Ocse che evidenzia come il 35% degli italiani adulti non sia in grado di comprendere frasi semplici.
Secondo la riforma, il latino sarà studiato un’ora a settimana, diventando parte di una strategia più ampia per rafforzare le competenze linguistiche. Accanto al latino, sono previste più ore dedicate a arte e musica, la separazione tra storia e geografia, e l’introduzione di nuovi materiali didattici come la Bibbia e la saga di Percy Jackson.
La riforma punta anche sulla memorizzazione di testi poetici per incentivare la comprensione del testo fin dalla scuola primaria. Gli studenti saranno invitati a imparare filastrocche, poesie e haiku, componimenti tradizionali della letteratura giapponese. Alle medie, accanto ai classici come Omero e Virgilio, entrerà in scena l’epica moderna con la saga di Percy Jackson, ambientata nella New York contemporanea.
La riforma mira a rendere la letteratura più accessibile, affiancando autori come Verne e Stevenson a nomi contemporanei come Stephen King, per avvicinare i giovani alla lettura. «Imparare ad apprezzare i testi scritti e discuterne con competenza e, se possibile, con piacere», scrive la commissione.
La nuova organizzazione didattica separa la storia dalla geografia, ripristinando la loro identità autonoma dopo anni di accorpamento nella disciplina di geostoria. La storia si concentrerà principalmente su Europa e Stati Uniti, mentre la geografia sarà orientata verso temi ambientali legati al territorio italiano.
Un maggiore spazio sarà dedicato alla musica e alle arti, con l’introduzione di laboratori e cori. Per quanto riguarda le lingue, l’insegnamento sarà reso più pratico, focalizzandosi sulla parte orale e scritta.
Il ministro Giuseppe Valditara ha elogiato il lavoro svolto dalla commissione di esperti, che include personalità di spicco come il presidente emerito dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini, lo studioso Claudio Giunta e il celebre musicista Uto Ughi.
«Diciamo che prendiamo il meglio della nostra tradizione per una scuola capace di costruire il futuro. Il nostro obiettivo è una scuola seria, protesa in avanti e attenta all’educazione critica dei nostri ragazzi. La revisione delle indicazioni nazionali guarda a loro», ha dichiarato il ministro.
fonte immagine in evidenza: quotidiano.net
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