“Come uccidere il mio amico nel bel mezzo della lezione?”. Questa l‘inquietante richiesta posta a ChatGpt da uno studente della Southwestern Middle School di Deland, vicino Orlando. La domanda è stata intercettata da un software di monitoraggio usato dall’istituto, che ha fatto scattare l’arresto per il ragazzino di soli tredici anni.
Un ragazzino di tredici anni è stato arrestato in Florida: ad incastrarlo un software di monitoraggio utilizzato dalla scuola per sorvegliare gli alunni, che ha allertato l’istituto in seguito a una ricerca sospetta da parte del tredicenne.
Il ragazzo, infatti, durante una lezione, aveva rivolto una domanda alquanto preoccupante a ChatGpt: “Come uccidere il mio amico nel bel mezzo della lezione?”. Ad intercettare la richiesta è stato Gaggle, un software di intelligenza artificiale utilizzato dall’istituto scolastico per monitorare i movimenti online degli alunni. Il software ha automaticamente inviato una segnalazione alle autorità competenti, che sono intervenute sul posto per accertare i fatti.
All’arrivo della polizia nella sede della Southwestern Middle School di Deland, l’alunno è stato arrestato.
Non è il primo caso di arresto scaturito da Gaggle.
Lo scorso agosto, come riportato da AP, un’adolescente è stata arrestata per un messaggio inviato in una chat di gruppo: “Giovedi uccidiamo tutti i messicani”, una battuta infelice inviata in risposta a delle prese in giro che gli è costata una notte in cella.
Ma come funziona, nello specifico, Gaggle? Gaggle è una piattaforma che monitora l’attività digitale degli studenti sui dispositivi e sugli account scolastici su dispositivi o account scolastici. Lo scopo è quello di rilevare e segnalare minacce alla sicurezza, violenza, autocritica, bullismo, idee suicidarie e così via. Quando il sistema segnala contenuti preoccupanti, invia degli alert ai revisori umani, che se lo ritengono necessario inviano delle segnalazioni ai dirigenti scolastici, agli psicologi o – in casi gravi come questo – alle autorità competenti.
Insomma, si tratta di uno strumento utile nell’affiancare i docenti nella sorveglianza degli alunni, ma che non è affatto infallibile (oltre ad aver sollevato non pochi dubbi riguardo la privacy degli studenti). In diverse occasioni, infatti, hanno subito ore di interrogatori, perquisizioni e addirittura sono finiti in cella per falsi allarmi.
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Nata a Catania nel lontano 2002, la piccola Alice si è sempre distinta per la sua risolutezza e determinazione.
Dopo aver deciso di voler diventare un’archeologa, poi una veterinaria e poi un’insegnante, si iscrive al Liceo Linguistico Lombardo Radice e scopre le sue due grandi passioni: la scrittura e le lingue straniere, che decide di coniugare iscrivendosi alla facoltà di Scienze e Lingue per la Comunicazione.
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