Benvenuto 2017! Cosa riserverà al mondo questo nuovo anno? Ancora è tutto da scoprire, ma sembrerebbe che alcune aziende si stiano già muovendo per apportare innovazione in alcuni campi: fra questi, uno di cui si lamenta lentezza e fragilità è il sistema alimentare. La tradizione e la complessità che lo precedono, sembra non stiano dando più i risultati da sempre raggiunti; ecco quindi farsi avanti, anche qui, la tecnologia. Difatti, secondo uno dei collaboratori più importanti della rivista americana Forbes, Philip Lempert, il 2017 sarà un’epoca particolarmente rilevante per quanto riguarda la culinaria e la vendita al dettaglio. Di seguito, le tre tendenze maggiori.
Secondo la piattaforma di informazioni di mercato CB Insights, nel 2016 sono stati impiegati oltre un miliardo di euro in startup e idee inerenti il settore alimentare; per quanto riguarda la Silicon Valley, sostiene che è proprio la gastronomia a contribuire alla sostenibilità degli investimenti. L’imprenditore sudafricano Kimbal Musk, sulla community Kitchenm, sembra aver dichiarato che l’ambito alimentare è, in realtà, ben dieci volte più redditizio di quello pertinente il mercato globale.
Amazon Go e companyЀ indubbio che i supermercati tradizionali stiano perdendo clientela e questo è giustificato dal fatto che il cambiamento è rappresentato da colossi come Aldi, Lidl e Amazon Go, i quali hanno specificato chiaramente come convenienza, qualità e prezzi bassi siano il futuro della vendita al dettaglio, senza temere minimamente eventuali antagonisti.
Attualmente, si sta puntando molto sul miglioramento degli alimenti, ma non mediante un’elementare aggiunta di proteine o altro del genere. Uno di questi sarebbe, a quanto pare, il tè verde Matcha, una scelta composta da barbabietole, burro, vegetali e, addirittura, la cannabis commestibile (con un mercato che, si stima, toccherà i venti miliardi di euro entro il 2020). Esistono, difatti, già svariati piatti arricchiti dalla presenza di questa componente, all’apparenza, inusuale, con parecchi ristoranti che già ne fanno un uso frequente.
Il mondo corre inesorabilmente, non si ferma ad aspettare che ci si modernizzi e informi, ma costringe l’uomo a correre più velocemente di quanto, a volte, non vorrebbe. È giusto, quindi, restar fedeli alla tradizione o l’innovazione rappresenta realmente il futuro? Ai posteri l’ardua sentenza.
Anastasia Gambera
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