Ogni giorno, la maggior parte di noi non vede l’ora che arrivi il momento per andare in palestra, e svolgere il consueto allenamento che ci spetta. Che sia sport (di qualsivoglia genere), un workout, danza, corsa, eccetera, questo tipo di attività giornaliera ha il potere di rendere felice una persona. Se, per di più, la si associa all’ascolto di una determinata playlist – che sia la propria, o stilata dal servizio musicale utilizzato –, diventa il momento più bello della giornata, in grado di cambiarne anche il corso. Ma che tipo di musica si dovrebbe ascoltare, nello specifico, perché ciò accada? Di recente, alcuni ricercatori hanno svolto uno studio imperniato proprio sulla tipologia di musica che, secondo l’inconscia opinione dei sottoposti all’esperimento, darebbe l’input giusto all’esecuzione di allenamenti intensi e faticosi; in particolare, brevi.
Come riporta sportoutdoor24, la ricerca in questione – eseguita dalla University of British Columbia, e pubblicata sulla rivista Psychology of Sports and Exercise – ha analizzato allenamenti rapidi, ma energici, divisi, fra loro, tra workout ad alta intensità e quelli a basso ritmo, intervallati a momenti di riposo. I 24 tester, sono stati, infatti, osservati durante sessioni intense di cyclette, con stacco di due minuti, molti di loro, in contemporanea, intenti anche ad ascoltare musica nelle orecchie. E nel frattempo, ne sono stati misurati la frequenza cardiaca e il vigore impiegato nell’esecuzione di siffatti esercizi. Da tutto questo è scaturito il dato che, coloro i quali hanno fatto il tutto con determinata musica nelle orecchie – che gli studiosi hanno definito motivazionale –, non solo hanno pedalato, inconsapevolmente, più velocemente, ma anche fatto registrare dati sulla frequenza cardiaca più alti rispetto a quelli senza cuffiette o stereo acceso.
Il risultato definitivo sarebbe quello inerente al fatto che, chi ascolta la propria musica del cuore, riscuote ritmi e risultati più entusiasmanti, fuori e dentro la palestra, ma, naturalmente, l’eccezione non conferma la regola, e vi sono persone le quali preferiscono, di gran lunga, allenarsi senza auricolari e musica al seguito; e se, come nella stragrande maggioranza dei casi, si ha un cantante, gruppo, o genere musicale, preferito, anche il momento più (temporaneamente) faticoso, diventa il più piacevole. D’altronde, se si riuscisse a unire l’utile al dilettevole, perché no?
Anastasia Gambera
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