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Se le persone hanno paura dell’intimità, il romanticismo è morto?
01 Giugno 2020
Sex revolution

Se le persone hanno paura dell’intimità, il romanticismo è morto?

Home » Sex revolution » Se le persone hanno paura dell’intimità, il romanticismo è morto?

Il romanticismo è morto? Questa è stata la domanda, derivata da una considerazione della psicologa, a cui abbiamo cercato di rispondere nell’articolo precedente.

Se non abbiamo più aspettative, o meglio, se per paura dell’intimità ci chiudiamo a riccio davanti alla persona che potrebbe farci “cadere”, dove possiamo trovare il romanticismo? Da una parte le donne che accusano gli uomini di “non saper più conquistare”, dall’altra gli uomini che accusano le donne di aver confuso la parità dei sessi e le loro lotte all’indipendenza con il cinismo: dure, pragmatiche.

Sicuramente non c’è una risposta universale alla domanda, ma non possiamo fare a meno di notare come alcuni gesti eclatanti siano venuti a mancare. Possiamo sognarci di vedere sdolcinate dichiarazioni d’amore, serenate sotto casa, cartelloni appesi sotto le finestre che dichiarano un amore eterno. Quello stesso amore eterno che ormai, a quanto pare, sembra non esistere più. O forse è semplicemente nascosto tra le piccole cose, i piccoli gesti.

Infatti, grazie all’azienda vinicola Pasqua, che ha condotto un’indagine su 1000 donne, emerge come il gentil sesso non chieda proprio la luna. I risultati rivelerebbe che le tra i 18 e 55 anni si accontenterebbero di un bacio prima di andare al lavoro, un sms carino, una telefonata per dire “ehi, sono in pausa e mi mancavi”, un complimento sincero. Insomma, niente di così impossibile che non possa fare una persona che provi qualcosa di significativo.

Ma se basta “poco” per il Romanticismo, come ha fatto a diventare obsoleto?

Come sostiene Jeffrey Leon: “Molti cinici sono dei romantici esausti: sono persone sensibili che sono state ferite e che usano il cinismo per proteggere la tenerezza ancora viva dentro loro.”

Forse il problema di fondo del romanticismo è proprio questo: gesti andati perduti, destinati a persone che non hanno saputo apprezzarli. Gesti non ricambiati che hanno spezzato cuori, speranze e possibilità.

Perché il quesito peggiore sul romanticismo non è capire se esista ancora oppure no. L’interrogativo è sul suo “utilizzo”. Quando lasciarsi alle romanticherie? Come farsi apprezzare nel quotidiano? Trovare un equilibrio in questi tempi così frenetici sembra sempre più complesso e difficile.

Nicole Rastelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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