Quasi un quarto delle imprese della città metropolitana di Bologna è a conduzione prettamente femminile e nonostante le donne si laureino di più, prima e meglio degli uomini, le retribuzioni dopo i 40 rivelano un divario enorme tra i sessi
BOLOGNA – Grazie ai dati rinvenuti dal 15° censimento generale della popolazione nel comune di Bologna del 2011, l’Ufficio di Statistica del Comune ha realizzato uno studio sull’istruzione ed il mercato del lavoro con focus su un’analisi di genere.
Partendo dal presupposto che tra i 356.617 residenti a Bologna con 6 anni o più, ben il 54, 5% risulta in possesso di un diploma o di un titolo universitario, dal 1981 molte cose sono cambiate riguardo i livelli di istruzione di entrambi i sessi, invertendo addirittura le tendenze. All’epoca solo il 4,3 % delle donne aveva una laurea, contro l’8,1 % degli uomini, ad ora invece in testa, con il 23% di laureate rispetto al 22,7% di laureati, vi è la fazione femminile. I dati risultano inoltre mitigati dal fatto che ancora è alto il tasso della popolazione con solo la licenza elementare: difatti sono moltissimi gli over 75 che hanno studiato all’incirca 5 anni. Inoltre la maggioranza delle anziane sono donne con una vita media leggermente più lunga degli uomini.
Infatti, se si guarda solo la fascia tra i 30 ed i 34 anni ben una ragazza su due possiede una laurea, mentre fra gli uomini meno del 40%. Tra gli 81.348 iscritti all’Unibo del 2015-’16, le donne prediligono Lettere e Beni Culturali, mentre sono giusto un terzo ad Ingegnere ed Architettura. Se già i bolognesi in media si laureano più velocemente degli altri atenei nazionali, le donne poi hanno il primato assoluto rispetto agli uomini: con una media del 103,4 e una percentuale di fuori corso di soli 34% sono nettamente più veloci e performanti. A ricoprire ruoli di docenza universitaria rimane però maggioranza la componente maschile.
Per quanto riguarda il mondo del lavoro le differenze si osservano in maniera più marcata. Già subito dopo la laurea le donne nel complesso percepiscono retribuzioni più basse, ma non per canali di studio differenti, perché anche a parità di istruzione gli stipendi sono diversi. Se tra i 25 e i 29 anni poi il divario è più contenuto, superati i 40 le differenze si accentuano sensibilmente. Tuttavia l’area metropolitana di Bologna a livello di occupazione e di tasso di attività ha ottenuto risultati notevoli. In particolare anche la forbice di divario di genere si è notevolmente ristretta. Al primo posto nella classifica nazionale, Bologna ha un tasso di attività totale del 76,1% con un’attività femminile che è passata dal 69,2% al 70,8%, mentre gli uomini hanno raggiunto l’81,4% rispetto all’80,4% dell’anno scorso. Anche per tasso di disoccupazione Bologna è seconda solo a Verona.
Le donne dell’area metropolitana di Bologna, poi, sono molto attive e quasi un quarto delle imprese è a conduzione femminile, soprattutto per quanto riguarda il settore del commercio. Inoltre il 10,3% di queste imprese rosa è gestito da under 35, con un aumento di 133 attività in più nel 2016 rispetto all’anno precedente.
Giulia Bergami
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