Il problema della disfunzione erettile attanaglia uomini di ogni età e con l’avanzare del tempo la percentuale di trentenni con questa difficoltà aumenta costantemente. La soluzione finora universalmente riconosciuta sta in quella famosa pillola blu del Viagra, anche se, a causa della sua conformazione, spesso genera effetti collaterali gravi, soprattutto per coloro che soffrono di malattie cardiovascolari. Da più di quattro anni la scienza sta sperimentando nuove alternative per provocare erezioni maschili, la più valida utilizza l’optogenica (una branca della biologia sintetica in cui certi neuroni e processi corporei vengono controllati utilizzando la luce). Per caso o per scelta, il caratteristico colore blu del Viagra non manca, infatti la luce utilizzata per provocare erezioni istantanee è proprio blu.
Viene iniettato nel tessuto erettile del pene un costrutto genico che reagisce alla luce blu in questione. Scientificamente, una volta che il pene è colpito dai fotoni, una molecola precursore (GTP) si trasforma nella molecola messaggero (cGMP), presente già in natura in un certo numero di organi umani. Questa chiude i canali da cui dipende l’emissione di calcio diminuendone di conseguenza il suo livello nelle cellule, rilassando quelle dei muscoli e aumentando il flusso di sangue fino al tessuto erettile che raggiunge finalmente l’erezione. Per farla svanire, successivamente, un enzima rompe lentamente la cGMP formatasi. A differenza della luce blu, il Viagra blocca questo enzima, prolungando l’erezione, ma non può attivarla senza uno stimolo sessuale.
Martin Fussenegger, ricercatore della Scuola Politecnica Federale di Zurigo, ha descritto il processo e raccontato l’effetto avuto sui ratti da laboratorio: «I roditori hanno mostrato diversi livelli di reazioni erettili nel giro dei 55 secondi di esposizione alla luce blu, dalla tumescenza della punta del glande (durata: 11 secondi), alla completa erezione (durata: 37 secondi) fino all’eiaculazione». La luce blu non è ancora stata testata sugli esseri umani, prima di farlo bisognerà accertarsi completamente che non ci siano effetti collaterali gravi, poi, magari chissà, tutte le abat-jour delle camere da letto si accenderanno di blu!
Chiara Forcisi
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