Quanti arrivano alla bellissima età di trent’anni, e in automatico, si sentono vecchietti e già in “fase calante”? Lasciando stare i giovani d’oggi le cui paturnie anagrafiche iniziano già durante l’adolescenza (che, togliendo la fase di sviluppo, è sicuramente il periodo più magico della propria vita), molte persone, donne e/o uomini che siano, pensano, infatti, che essendo single a trent’anni la loro vita sia finita lì, e non incontreranno mai più nessuno con cui, chi lo sa, mettere su famiglia. Ma è davvero così difficile pensare che proprio a trent’anni, invece, si possa trovare il/la partner dei sogni?
Dopo aver fallito molteplici storie d’amore (anche importanti e durate anni), e in seguito a quelle delusioni che, spesso, non danno opportunità a nessun altro di avventurarsi, col suo benestare, nel cuore di quella persona, in realtà sono proprio i trent’anni il momento migliore per trovare il/la compagno/a perfetto/a con cui vivere per sempre. D’altronde, gli errori compiuti in passato insegnano, e se si è stati “attenti in classe”, sicuramente non saranno sfuggiti gli insegnamenti mediante cui non ricadere, mai più, nelle grinfie di storie che consumano inutilmente tempo e sentimenti.
L’unico problema con cui interfacciarsi di continuo è quello di non sapere, tuttavia, come conoscere nuove persone. E in tal proposito, secondo quanto riportato da GQItalia, vi sono alcuni consigli da seguire necessariamente, se si vuol evitare di rimanere da soli e senza qualcuno da amare e che ricambi. Pertanto, basta sentirsi vecchi, siffatti anni possono davvero – come qualsiasi altra età – essere il trampolino di lancio verso un futuro amoroso roseo e brillante.
Innanzitutto, ci si raccomanda di allargare le relative prospettive sociali, incontrando quante più persone possibili. Magari facendocisi aiutare dagli amici, ma senza combinare incontri “al buio” i quali, purtroppo, raramente finiscono con lo scambio del numero di telefono; al massimo, con un fuggifuggi da entrambe le parti (ndr.).
Altra metodologia, poi, attraverso cui fare conoscenza, è il lavoro (se d’ufficio, ancora meglio!). Validi legami lavorativi, non di rado, si trasformano in qualcosa di molto più di una semplice condivisione della scrivania, del computer, eccetera; l’importante, comunque, è che con lo/a stesso/a non si abbiano conflitti sul posto di lavoro o fuori di esso.
Anche l’amicizia e la condivisione degli interessi (sportivi, lavorativi, culturali e quant’altro) risultano, oggi, essere importanti escamotage tramite cui tentare di costruire un rapporto, e approfondire quella determinata frequentazione “finché morte non separi”.
Alla resa dei conti, molti decidono arbitrariamente di rimanere single, e nonostante sia la vita, spesso, a porre di fronte ad ostacoli simili, ci si dovrebbe chiedere, in ogni caso, se la colpa sia propria o del destino in generale. Essere sinceri con sé stessi ripaga sempre; in occasioni come quelle amorose, aiutando anche a maturare (e a 30, 40, o passa anni, è il momento di farlo).
Anastasia Gambera
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