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Nel Metaverso tutto è possibile, anche laurearsi: la storia di Edoardo
09 Luglio 2022
TechTorino

Nel Metaverso tutto è possibile, anche laurearsi: la storia di Edoardo

Home » Tech » Nel Metaverso tutto è possibile, anche laurearsi: la storia di Edoardo

Il Metaverso sta diventando realtà: è a tutti gli effetti un universo parallelo che ci offre infinite possibilità, forse ancor più del nostro. Si può comunicare, giocare, lavorare, fare concerti… si ci può addirittura laureare: il primo a farlo è stato Edoardo, uno studente italiano di 25 anni.

La meta-laurea di Edoardo 

La realtà virtuale ha ormai invaso tutti gli ambiti della nostra vita, adesso anche quello dell’istruzione. Edoardo Di Pietro, studente del Campus Einaudi di Torino, ha aperto l’era delle meta-lauree, con l’originale idea di discutere la sua tesi nel Metaverso. 

In realtà, come sottolineato dal relatore, il virtuale non ha del tutto sostituito l’esperienza fisica. La seduta di laurea si è tenuta contemporaneamente al campus di Torino e nella piattaforma spatial.io, dove è stato ricreato un vero e proprio auditorium. Posti a sedere per gli ospiti, LIM per proiettare la presentazione e un ampio spazio per Edoardo – o meglio per il suo avatar – in jeans e felpa bianca.

Fonte: TorinoOggi

La tesi di Edoardo – frutto di un anno di lavoro – ha come fulcro proprio il metaverso: L’impatto del metaverso nella società. Analisi e applicazione del caso studio Tembo su Minecraft. 

L’idea geniale di Edoardo 

Laurearsi nel metaverso non è stata una scelta a caso. Edoardo, oltre ad essere laureato in Comunicazione, ICT e Media, ha una fortissima passione per la tecnologia, in particolare per i videogame. «Ho deciso di farlo per la mia grandissima passione per tecnologia e innovazione. Ho approfittato di questo momento per approfondire un argomento che mi interessava e ho colto l’occasione per discutere la mia tesi anche nel metaverso». 

Come funziona il metaverso

Il metaverso è un concetto sfuggente, è allo stesso tempo tutto e niente: nel concreto di cosa si tratta? Ce lo spiega proprio Edoardo, ai microfoni di Alanews: «Il Metaverso è un universo virtuale dove si interagisce tramite avatar. È possibile socializzare, fare acquisti… tutto ciò che si fa nella vita reale. O almeno, queste sono le prospettive: per adesso è ancora molto simile a un videogioco». Si tratta dunque di una realtà ancora agli albori, sconosciuta a molti, ma che sembra promettente su molti versanti. La laurea di Edoardo è un esempio tra migliaia di altri: il Metaverso ha già ospitato grandi eventi, negozi virtuali e addirittura concerti.

Il metaverso fa ancora paura? 

Come tutto ciò che è virtuale, il Metaverso offre infinite – e allettanti – possibilità. Basti pensare che è proprio grazie ad esso che la fidanzata del neo-laureato ha potuto seguire la cerimonia dal Giappone, in modo molto più immersivo rispetto a una classica videochiamata su Zoom. Ma proprio per le sue grandi potenzialità  fa paura: più pessimisti temono che esso soppianti la realtà, accentuando le distanze già create dai social media. Tuttavia, come afferma lo stesso Edoardo «non bisogna distaccarsi troppo dalla realtà. Bella la tecnologia, bella l’innovazione, però viviamo sempre su questo mondo. Nei romanzi e nei film di fantascienza, oppure nell’immaginario comune, vediamo il Metaverso come quella cosa che ci farà sedere tutto il giorno sulla poltrona con un tubo attaccato dietro la testa, nutrendoci così. Ecco, il Metaverso non deve nemmeno sfiorare quell’idea. Dev’essere qualcosa in più per incrementare e semplificare la realtà».  

È proprio qui che sta il vero potenziale della realtà aumentata: fungere da protesi della realtà stessa, migliorandola e potenziandola. Non sostituendola. 

Alice Maria Reale

Fonte immagine: ANSA

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.

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About Alice Reale

Nata a Catania nel lontano 2002, la piccola Alice si è sempre distinta per la sua risolutezza e determinazione. 
Dopo aver deciso di voler diventare un’archeologa, poi una veterinaria e poi un’insegnante, si iscrive al Liceo Linguistico Lombardo Radice e scopre le sue due grandi passioni: la scrittura e le lingue straniere, che decide di coniugare iscrivendosi alla facoltà di Scienze e Lingue per la Comunicazione.

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