Meta Spark, il noto strumento per creare filtri di realtà aumentata (AR) su Instagram, Facebook e Messenger, viene ufficialmente dismesso. Da oggi, martedì 14 gennaio, oltre 2 milioni di filtri AR sviluppati da terze parti verranno eliminati dalle piattaforme social e dall’app di messaggistica di proprietà di Meta.
Per anni, Meta Spark è stato utilizzato da una vasta comunità di creatori per realizzare effetti di bellezza e personalizzazione estetica, come l’ingrandimento degli occhi, il cambio del colore dell’iride, la levigazione della pelle e l’aumento delle labbra. Questi strumenti di AR sono stati usati regolarmente da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.
Dopo la rimozione dei contenuti di terze parti, rimarranno disponibili solo gli effetti AR ufficiali di Meta, che però ammontano a circa 140: un numero decisamente ridotto rispetto alla vasta gamma precedentemente disponibile.
La decisione di Meta riflette una tendenza più ampia, già osservata su piattaforme come TikTok, che ha limitato l’accesso ai filtri di bellezza per i minori. Lo scopo è contrastare gli effetti negativi degli standard di bellezza irraggiungibili, che possono alimentare problemi di autostima e accentuare disturbi come il dismorfismo corporeo.
Nonostante queste restrizioni, gli utenti potrebbero aggirarle modificando contenuti esternamente e caricandoli successivamente sulle piattaforme di Meta. Inoltre, l’ascesa di nuove tecnologie, come i software di intelligenza artificiale, complica ulteriormente la regolamentazione di questi strumenti.
La questione dei canoni estetici tossici promossi dai social network non è nuova. Influencer, esperti e attivisti hanno denunciato i danni psicologici derivanti dall’uso di filtri AR, che possono distorcere la percezione di sé.
Uno studio del 2023, intitolato “How Augmented Reality Beauty Filters Can Affect Self-perception“, ha evidenziato che l’impatto di questi strumenti sull’autostima è più marcato rispetto a quello dei tradizionali software di fotoritocco.
Nel 2021, un’inchiesta del Wall Street Journal ha rivelato che Meta era a conoscenza degli effetti dannosi dei suoi filtri. Grazie a indagini interne si è scoperto che avevano maggiore impatto sulle adolescenti. Di conseguenza, già dal 2020, l’azienda aveva eliminato i filtri che incentivavano il ricorso alla chirurgia estetica.
Meta ha spiegato che il settore degli effetti AR non rappresenta più una priorità strategica e che gli investimenti aziendali saranno dirottati verso altre aree. Fino a pochi anni fa, circa 700 milioni di utenti utilizzavano questi filtri ogni mese.
In un comunicato ufficiale, Meta ha espresso riconoscenza per tutti coloro che hanno contribuito al successo di Meta Spark:
“Siamo profondamente grati alla comunità di creator, aziende e altri stakeholder che hanno preso parte al viaggio di Meta Spark. Quando abbiamo lanciato questa piattaforma per la prima volta sette anni fa, le esperienze intrise di realtà aumentata erano nuove per la maggior parte dei consumatori. Da allora, l’immaginazione, l’innovazione e la creatività della nostra comunità di creatori AR hanno contribuito ad estendere la portata dell’AR a centinaia di milioni di persone sulle piattaforme Meta.”
L’addio a Meta Spark segna la fine di un’epoca, ma lascia dietro di sé un’eredità importante nel campo della realtà aumentata.
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