Oggi si sente parlare spesso di digitalizzazione, ed è normale che ciò avvenga, visto che viviamo in una società che si evolve di giorno in giorno. Le tecnologie crescono e aumenta il potenziale della rete e anche nel mondo sanitario si necessita una spinta del digitale. Oggi ci concentreremo proprio sul digital health, studiando i dati e le nuove professioni legate alla digitalizzazione del settore sanitario.
Come anticipato poco sopra, la Penisola di certo non spicca nel “campionato europeo” della digitalizzazione dei processi, ma muove comunque dei passi in avanti concreti. Per quel che riguarda il settore sanitario, la digitalizzazione ha messo a registro una crescita del +8% quest’anno, anche se siamo ancora lontani dalle medie europee (con un’accelerazione del 17%).
Il valore del digital health in Italia corrisponde a 3,3 miliardi circa, mentre in Europa le cifre sono nettamente più alte: 47 miliardi di euro. Il tempo stringe e il Ministro per l’innovazione tecnologica Vittorio Colao ne è consapevole: la Penisola deve indubbiamente accelerare, e deve farlo adesso, perché si tratta di un treno che potrebbe non ripresentarsi a breve termine.
D’altronde, i modelli innovativi e le tecnologie non mancano: in sintesi, le istituzioni e le cliniche private hanno oramai accesso ad una serie di tools e piattaforme altamente tecnologiche, e sviluppate da alcune giovani startup nostrane.
Purtroppo, le difficoltà restano oggettive: ancora oggi, le regioni non sono riuscite a completare i propri fascicoli sanitari elettronici (dopo 7 anni). Anche gli utenti non sono ancora consapevoli di questa opportunità, e non la sfruttano a dovere.
Grazie al digital sono emerse nuove figure nel campo sanitario. Si fa ad esempio riferimento all’health marketing specialist o al manager sanitario; quest’ultimo, ad esempio, con la sua formazione, potrà acquisire la capacità di organizzare e monitorare le attività delle strutture pubbliche e private. A tal riguardo, al giorno d’oggi, tutti coloro che volessero intraprendere tale carriera hanno la possibilità di seguire alcuni corsi di studio ad hoc, come ad esempio il master in management sanitario, che consente di specializzarsi al meglio e inserirsi nel mondo del lavoro. Ci sono anche altre professioni “2.0” legate al settore health, e tra queste è impossibile non citare il data analyst: una figura che si occupa dell’analisi dettagliata dei Big Data, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle strutture sanitarie.
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