Incredibile ma vero: su iPhone è arrivata la prima app per adulti. Ma cosa ha fatto mollare la presa ad Apple, che ha da sempre ha lottato per mantenere ben saldi i confini dei suoi sistemi operativi?
Si chiama Hot Tub l’applicazione per iPhone al centro del dibattito pubblico, e già il nome nasce da un lampante gioco di parole. “Hot Tub” è una parola inglese per indicare la jacuzzi, il che è già un rimando alla sensualità. Se poi vediamo il “tub” come un rimando a Youtube, capiamo subito di cosa si tratta. Una piattaforma di condivisione di video hot, sulla scia di Pornhub e Xnxx.
La differenza rispetto alle piattaforme che già conosciamo e che sono famosissime in rete, è che non si tratterà di un sito web ma di un’applicazione. I creatori la descrivono come “un’elegante app per contenuti per adulti, progettata con attenzione, realizzata in modo etico e gratuito da usare”. Quindi potremo finalmente dire addio alle invasive e fastidiose pubblicità, ai banner che si intrufolano tra il video e il puntatore del nostro mouse per trarci in inganno e a tutte le forme di tracciamento a cui sono sottoposti i siti web. In poche parole, grazie a Hot Tub gli amanti dei video erotici potranno godersi un vero momento di relax in totale riservatezza.
L’applicazione si configura come una sorta di motore di ricerca a luci rosse, che aggrega risultati ottenuti da molteplici fonti: non è quindi definibile una piattaforma o un social media a sé, in quanto non è dotata contenuti originali.
Attualmente Hot Tub è in fase beta ed è disponibile esclusivamente per gli utenti dell’Unione Europea, proprio grazie alle novità introdotte dal Dma. Negli Stati Uniti e in altri Paesi, il sideloading di app su iPhone rimane vietato.
L’arrivo di Hot Tub su iPhone sta facendo discutere un po’ tutti, tra amanti di Apple increduli per l’arrivo di un’app così spinta in un sistema operativo così restrittivo e tra genitori preoccupati per la sicurezza dei loro figli.
Ma come è possibile che Apple, da sempre “maniaca del controllo“, soprattutto per quanto riguarda le app di terze parti, permetta il lancio di un’applicazione del genere? È semplice: non l’ha scelto volontariamente, ma per volontà dell’Unione Europea.
Il Digital Marketes Act (Dma) è una legislazione adottata dall’Unione Europea per regolamentare la concorrenza nel settore delle grande piattaforme digitali. L’obiettivo princiaple è quello di contenere il potere dei “gatekeepers”, ovvero delle big tech che detengono gran parte delle quote del mercato digitale, esercitando un’influenza spesso spropositata. Ecco perché nel mirino del Dma non può che esserci Apple, che sarà obbligata per legge a sottostare a nuove regole (almeno entro i confini dell’Unione Europea).
Per quanto la casa di Cupertino si sia sempre contraddistinta per il suo sistema operativo chiuso, tanto su Macbook che su iPhone, adesso sarà costretta ad aprirsi a nuovi orizzonti. Entrando nello specifico, il Dma prevede per tutti i dispositivi la possibilità di accedere agli alt store. Gli alt store sono degli store digitali alternativi a quelli nativi resi disponibili dalle case madri.
Questa tipologia di store non è affatto una novità introdotta dal Dma: il sideloading esiste già dai primi anni Duemila, ed è una pratica abbastanza diffusa tra gli utenti di dispositivi Android, sistema operativo decisamente più aperto rispetto a iOS dove finora gli utenti interessati ad acquistare da store alternativi erano costretti a ricorrere a pratiche pericolose e non legali come il jailbreak…
Da quest’anno, finalmente, Apple dovrà gettare la spugna e rendere accessibili gli Alt Store e tutte le applicazioni del loro catalogo. Questa decisione dell’Unione Europea apre la porta a un nuovo orizzonte per gli utenti Apple, che da questo momento potranno scaricare anche la app fin’ora “bandite”: è questo il caso di Hot Tub.
In merito alla decisione del Digital Marketers Act, la Commissione Europea ha sottolineato che le pratiche che da sempre hanno contraddistinto Apple (imposizione di tariffe e creazione di barriere artificiali) sono non solo dannose a livello di concorrenza, ma limitano l’accesso dei consumatori a offerte alternative, riducendo la loro possibilità di scelta.
Riguardo Hot Tub, Apple ha commentato a Bloomberg: “Siamo profondamente preoccupati per i rischi per la sicurezza che le app porno hardcore di questo tipo creano per gli utenti dell’UE, in particolare i bambini. Questa app e altre simili mineranno la fiducia dei consumatori e la confidenza nel nostro ecosistema, per il quale abbiamo lavorato per più di un decennio per renderlo il migliore al mondo“.
Apple lancia poi un grido d’allarme: “Abbiamo ricevuto molte richieste da famiglie e governi su come limitare i contenuti discutibili nel nostro App Store, e abbiamo regole a questo proposito. Tali regole non si applicheranno nei marketplace alternativi, a meno che questi ultimi non decidano di stabilire le proprie. Questo aumenta il rischio che gli utenti e le loro famiglie si imbattano in contenuti inappropriati? Sì, lo fa”.
Our response to Apple’s statement on Hot Tub pic.twitter.com/AvMOdDVaVp
— AltStore.io (@altstoreio) February 4, 2025
“Apple dichiara che abbiamo fatto false dichiarazioni riguardo l’approvazione di Hot Tub: questo non è assolutamente vero. Tutte le app distribuite su AltStore PAL devono essere sottoposte alla notarizzazione di Apple. A differenza di MacOS (sistema operativo di iMac e Macbook), la notarizzazione su iPhone prevede una revisione non automatizzata, ma effettuata da esseri umani. In questo processo, gli impiegati di Apple incaricati della notarizzazione, revisionano manualmente le applicazioni prima che siano approvate o respinte per la distribuzione. Sfortunatamente, Apple ha respinto molte app del nostro store per motivi dubbi. Per questo abbiamo inserito la frase “Apple approved” per riferirci a tutte quelle app che sono state notarizzate da Apple.
Per essere chiari, Apple non approva moralmente Hot Tub ma l’ha – di fatti – approvata”.
Alice Maria Reale
Fonte immagine:
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli di proprietà di Voci di Città, rilasciati sotto licenza Creative Commons.
Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.
Nata a Catania nel lontano 2002, la piccola Alice si è sempre distinta per la sua risolutezza e determinazione.
Dopo aver deciso di voler diventare un’archeologa, poi una veterinaria e poi un’insegnante, si iscrive al Liceo Linguistico Lombardo Radice e scopre le sue due grandi passioni: la scrittura e le lingue straniere, che decide di coniugare iscrivendosi alla facoltà di Scienze e Lingue per la Comunicazione.
Pranzo al mare: gli errori più comuni che possono rovinare la giornata
Italia sulle montagne russe: dal caos Pirlo al ritorno di Mancini
Perché l’Italia rafforza i requisiti sulla conservazione dei dati dei giocatori
F1, Norris da campione in Ungheria: Kimi massimizza, Ferrari no
NBA: LeBron James ai Sixers, l’ennesimo coup de théâtre del Re
Andrea Pirlo, la scommessa di Maldini per la rinascita dell’Italia