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Da docente di inglese a cosplayer di professione: Himorta si racconta a Etna Comics 
01 Giugno 2026
Web factory

Da docente di inglese a cosplayer di professione: Himorta si racconta a Etna Comics 

Home » Entertainment » Web factory » Da docente di inglese a cosplayer di professione: Himorta si racconta a Etna Comics 

Da insegnante-cosplayer “sotto copertura” è diventata un punto di riferimento per un intera community, collezionando più di un milione di followers sui social. Antonella Arpa, in arte Himorta, ha raccontato il suo viaggio verso il successo ai microfoni dell’area TabooCom di Etna Comics.

Immaginate: siamo nel 2014, anno in cui i primi influencer iniziavano la loro ascesa al successo e venivano bombardati da frasi del tipo “i social non sono un vero lavoro”, “goditela finché dura”, “trovati un lavoro vero”. È proprio in questo contesto che Himorta, poco più che ventenne, inizia a spopolare sui social, così tanto da decidere di lasciare la cattedra di inglese per fare la cosplayer a tempo pieno. Una scelta azzardata, a tratti folle, ma che oggi, dieci anni dopo, possiamo considerare più che azzeccata. Lo dicono i numeri: più di un milione di follower su Instagram e un successo che sembra non scalfirsi dopo anni di carriera.

Cos’è il cosplay? Come può diventare un mestiere?

Partiamo dalle basi: cos’è il cosplay? Chi può spiegarlo meglio di Himorta, che lo fa per mestiere? La creator ce lo spiega con una semplice frase: “Il cosplayer si veste tutti i giorni, tranne a Carnevale”. Questo perché chi fa cosplay non si traveste e basta, ma sceglie un personaggio e lo interpreta.

Come si sceglie il cosplay perfetto

La prima fase è quella cruciale: la scelta. Come si sceglie il personaggio da interpretare? Secondo Himorta lo si sceglie in base a due criteri fondamentali: l’identificazione e l’ammirazione.

Primo caso: mi identifico con quel personaggio. Un cosplayer sceglie di “nascondersi” dietro la maschera di un determinato personaggio perché riconosce di essergli simile dal punto di vista fisico o psicologico: così il cosplay diventa un potente strumento di empowerment, di espressione di sé stessi e dei propri valori.

Secondo caso: ammiro quel personaggio. Il cosplayer sceglie un personaggio perché lo ammira, e quindi sente dentro di sé il desiderio di assumere quelle determinate caratteristiche psicofisiche: in questo caso la “maschera” diventa una possibilità di miglioramento, un modo per essere – anche solo per un giorno – una versione migliore di noi stessi.

Per spiegare meglio questo concetto, la creator porta l’esempio del suo cosplay preferito, quello di Ariel, la Sirenetta. 

Himorta nei panni di Ariel

Fonte: Pagina Facebook di Himorta

Racconta di essersi approcciata a questo cosplay inizialmente spinta da un fattore ovvio, ovvero la somiglianza fisica con il personaggio (la corporatura, i lineamenti, gli iconici capelli rossi…). Ma poi, con il passare del tempo, subentra un legame affettivo con il personaggio, si inizia a indagare sulla sua storia e i suoi lati caratteriali più peculiari. “L’ho sempre ammirata perché sfida le leggi fisiche della natura per amore”.

Fare cosplay non significa “nascondersi”: come Himorta mantiene la sua identità 

Ma attenzione: quando si indossano i panni del cosplay non si smettere di essere sé stessi, bensì si diventa una versione di sé stessi diversa, amplificata.

Antonella tiene particolarmente a questo punto, tanto da averlo reso negli anni il suo punto di forza: in ogni cosplay tiene a lasciare sempre un piccolo particolare di sé stessa, così da non perdere mai di vista la sua identità. Può assumere miliardi di vesti diverse, ma resterà sempre Himorta. Anche oggi, tra i corridoi del Centro Fieristico Le Ciminiere, era perfettamente riconoscibile dietro il suo cosplay di Bonney, la ghiottona di One Piece: ha scelto volutamente di non nascondere i suoi tatuaggi per dare spazio a quelli del personaggio (scelta che sarebbe motivo di squalifica in una gara ufficiale di cosplay).

Da docente a cosplayer: Himorta racconta il suo “salto nel vuoto”

Ora che sappiamo cos’è il cosplay, sappiamo cosa ha fatto Himorta per raggiungere il successo che ha oggi: interpretare personaggi di fantasia. Non è stata sicuramente la prima al mondo a farlo, ma l’ha fatto bene, così tanto da arrivare a lasciare la sua cattedra di inglese per fare la cosplayer a tempo pieno. 

Notiamo bene che tutto ciò è successo in Italia, paese dove il bias culturale legato alla figura del docente è ancora fortissimo. Da una professoressa ci si aspetta decoro, rigore, massima serietà… di certo non di vederla in giro travestita da Buzz Light-Year o addirittura negli abiti succinti di Jessica Rabbit. 

Himorta in cosplay da Jessica Rabbit

Non è solo un’impressione: il bias è reale, e la creator ci racconta che non è stato affatto un passaggio facile.

Dalla “vita parallela” al salto nel vuoto: come HiMorta è uscita allo scoperto e ha deciso di abbandonare la cattedra

Durante i primi anni di carriera sui social, Antonella-professoressa-di-inglese e Antonella-Himorta erano due figure totalmente separate. La creator era consapevole dei pregiudizi sul cosplay e li temeva, ecco perchè ha provato a mantenere segreta la sua presenza sui social, tenendo i suoi profili privati e andando a lezione “sotto copertura”: niente trucco, capelli legati, abbigliamento semplice. Insomma, una sorta di cosplay da professoressa.

La copertura crolla durante una lezione come le altre, quando alla domanda di routine “Avete qualche dubbio, ci sono domande?” un alunno risponde: “Professoressa, ma lei oltre a insegnare fa un altro lavoro?”.

Cattedra o social? Una scelta non così scontata

È proprio quella domanda ingenua a metterla in crisi. L’identità di Antonella e quella di Himorta iniziano ad avvicinarsi fino a quasi fondersi, ma in cuor suo la creator sa che quei due lati di sé sono inconciliabili e si trova costretta a fare una scelta: abbandonare la cattedra o abbandonare i social?

La risposta oggi sarebbe scontata, ma ai tempi non lo era affatto. Siamo nel 2014. I social si stavano già affermando, YouTube iniziava già a sfornare le prime webstar, ma Instagram era ancora agli inizi e non esisteva ancora la figura dell’influencer (che oggi ha addirittura un codice ATECO dedicato). Quindi sì, scegliere di “buttarsi” sui social è stato a tutti gli effetti un salto nel vuoto (ma si sa, chi non risica non rosica). Ed è proprio così che Antonella è ufficialmente diventata Himorta, un nome d’arte scelto per gioco e di cui ancora oggi si vergogna, ma che ha segnato il suo successo: più di un milione di follower su Instagram e guadagni che un professore d’inglese può solo sognare. 

Himorta, una “veterana dei social” in un mondo di influencer: qual è il segreto del suo successo?

La cosplayer HiMorta in conferenza in area Taboocom, Etna ComicsHimorta rientra a pieno titolo tra i veterani dei social, e come tale dà un consiglio agli aspiranti influencer di oggi, raccontando la sua ascesa al successo.

“Il vero segreto secondo me è proprio il fatto che io, all’inizio, non pensassi a monetizzare. La vera differenza tra i content creator della vecchia generazione e quelli di oggi è che nessuno di noi pensava veramente a diventare famoso. Pensavamo a divertirci portando una passione, nel mio caso i cosplay. Questa è una “cosa da prof.” che voglio dire a chi inizia oggi: pensate a cosa vi piace veramente, a cosa volete portare di interessante. Non pensate alla viralità, pensate ai contenuti. Il successo viene da sé”. 

 

 

 

 

 

 Alice Reale

Fonte immagine in evidenza: Skytg24

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.

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About Alice Reale

Nata a Catania nel lontano 2002, la piccola Alice si è sempre distinta per la sua risolutezza e determinazione. 
Dopo aver deciso di voler diventare un’archeologa, poi una veterinaria e poi un’insegnante, si iscrive al Liceo Linguistico Lombardo Radice e scopre le sue due grandi passioni: la scrittura e le lingue straniere, che decide di coniugare iscrivendosi alla facoltà di Scienze e Lingue per la Comunicazione.

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