Si alza il sipario sul Festival di Sanremo 2026 con quella miscela ormai inconfondibile di attesa, polemiche preventive, abiti scintillanti e canzoni destinate a far discutere per settimane. La prima serata della 76ª edizione del Festival della canzone italiana ha dato il via alle danze mettendo sul tavolo tutte le carte (con l’esibizione di tutti e 30 in cantanti in gara) e accendendo subito commenti e critiche. Tra momenti emozionanti, altri di noia e una Top 5 già chiacchieratissima, il Festival è ufficialmente entrato nel vivo.
A tenere le redini dello show è stato Carlo Conti, tornato all’Ariston con il suo stile rassicurante e il ritmo da professionista navigato. Bello e doveroso il suo omaggio a Pippo Baudo che ha dato inizio alla prima serata. Sulla falsa riga dell’anno passato, il conduttore ha scelto di far parlare soprattutto la musica, intervenendo con battute misurate e lasciando spazio ai protagonisti. Insomma, meno istrionico e più direttore d’orchestra.

Carlo Conti e Laura Pausini durante la prima serata del Festival di Sanremo 2026
Accanto a lui, una Laura Pausini visibilmente emozionata che co-condurrà tutte e cinque le serate di Sanremo 2026. Il ritorno sul palco che ha lanciato la sua straordinaria carriera, questa volta però con una nuova veste, è sicuramente un momento sentito. Forse, anche troppo. Da un lato, è stata la Pausini che conosciamo tutti: ironica e affettuosa. Specialmente quando ha parlato di cosa significhi “tornare a casa”, ovvero in quell’Ariston che le ha risposto con un applauso lungo e caldo. Dall’altro, “ingessata” e non sempre sul pezzo. Come quando si blocca al momento di concludere la presentazione di Levante o si dimentica il cartoncino con la canzone in turco da fare con Can Yaman.
A proposito di Can Yaman, la sua presenza è stata la più divisiva tra i Social e non solo. Da un lato, chi lo adora ritenendolo bellissimo e impeccabile contro chi, invece, lo trova un po’ bloccato. Insomma, un pesce fuor d’acqua la cui presenza era così necessaria?
La prima serata del Festival di Sanremo 2026 ha visto esibirsi i 30 Big in gara uno dopo l’altro. E, già dalle prime battute, si è capito che non sarebbe stata una sfida semplice da decifrare. La giuria della sala stampa, tv e web ha stilato una prima classifica provvisoria con i cinque brani più votati, senza tuttavia svelarne l’ordine preciso: Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga e il duo Fedez e Marco Masini sono i nomi che più hanno raccolto consenso critico.

Serena Brancale durante la sua esibizione nella prima serata del Festival di Sanremo 2026
Tra i brani che spiccano maggiormente tra i commenti dei giornalisti accreditati troviamo sicuramente:

Ditonellapiaga si esibisce sul palco del Festival di Sanremo 2026
Se la stampa ha espresso i suoi giudizi con un occhio critico, i Social hanno raccontato un’altra parte della serata: quella dell’engagement e dei commenti online in tempo reale. Qui emergono dinamiche leggermente diverse, con qualche conferma rispetto alla Top 5 della sala stampa ma anche qualche nome nuovo. Secondo i dati raccolti nelle ore successive alla prima serata:
Il momento nostalgia della serata porta il nome di Tiziano Ferro. Il suo ritorno all’Ariston è stato accolto come quello di un vecchio amico. Ha ripercorso i suoi successi, ricordando gli inizi e celebrando un pezzo di carriera che coincide con la colonna sonora di un’intera generazione. Il cantante italiano ha dato vita un medley con brani come “Ti scatterò una foto“, “La differenza tra me e te“, “Lo stadio” e “Xdono“. Per poi chiudere con il pezzo più famoso del suo ultimo album “Sono un grande”.

Tiziano Ferro, il super ospite della prima serata
La sua esibizione è stata uno dei picchi emotivi della serata: voce potente, presenza scenica solida, zero effetti speciali. Solo musica. È lui il super ospite della prima serata anche se, tra i fan più accaniti, circola un po’ di delusione per non aver cantato uno dei suoi celebri più iconici: ovvero, “Sere nere”. A dire il vero, però, manca anche un duetto con Laura Pausini che avrebbe potuto infiammare il teatro Ariston.
Nel meglio della prima serata di Sanremo 2026 vogliamo inserire solamente la persona che più ha preso i cuori del pubblico a teatro e a casa. Stiamo parlando del momento più tenero e, allo stesso tempo, storico della serata di ieri: ovvero, l’applauso alla signora Gianna Pretesi. Salita sul palco del Festival della canzone italiana, all’età di 105 anni, per un omaggio istituzionale.

La signora Gianna Pretesi sul palco dell’Ariston all’età di 105 anni
Un momento semplice ma potentissimo: l’Ariston in piedi ad applaudire lei sorridente, lucidissima, simbolo vivente di memoria e storia e ancora con una buona parlantina. In mezzo a luci, scenografie e classifiche, è stato uno di quei frammenti di televisione autentica che ricordano perché Sanremo non è solo uno show musicale, ma anche un pezzo di racconto collettivo italiano. E tra i racconti della signora Pratesi c’è, anche e soprattutto, quello quando votò al referendum del 1946 che mise gli italiani a un bivio: monarchia o repubblica? Un momento doppiamente storico visto che, per la prima volta, poterono votare anche le donne.
Se nel meglio abbiamo voluto omaggiare la signora Pratesi inserendo solo lei, non siamo così buoni nel peggio della serata. A partire dal fatto, di aver inserito troppe ballate tutte insieme. La qualità magari c’è, ma nella parte centrale della serata si è avvertita una certa uniformità. Molte canzoni hanno scelto atmosfere malinconiche e intime: scelte legittime, ma ascoltate una dopo l’altra hanno un po’ appiattito il ritmo televisivo.
A tal riguardo, si unisce una scaletta non sempre dinamica. Alternare generi diversi è una buona idea, ma ieri l’ordine delle esibizioni non sempre ha aiutato. Dopo alcuni picchi emotivi, il Festival ha avuto piccoli cali di energia che hanno rallentato la maratona musicale.

Can Yaman, co-conduttore della prima serata del Festival
A peggiorare la situazione, qualche artista ancora trattenuto. Si sa, le parole chiave della prima serata sono sempre emozione e palco enorme: tutto ciò, in alcuni, si è visto. Non tutti hanno osato fino in fondo. Alcune performance sono sembrate più prudenti per non dire insignificanti o stonate. Non solo tra i più giovani, ma anche tra quelli con più esperienza.
Infine, torniamo all’interrogativo di cui sopra: Can Yaman così necessario? Presenza scenica forte, ma tempi televisivi completamente inesistenti. Nulla di clamorosamente sbagliato, sia chiaro, ma il Festival richiede un ritmo tutto suo, e trovarlo non è semplice. Semplicemente un pesce fuor d’acqua.
La prima serata si chiude tra applausi, qualche perplessità e soprattutto un senso di attesa per quello che deve ancora arrivare. I 30 Big hanno aperto la gara presentando i loro brani e, alla fine, la giuria della stampa ha svelato i cinque nomi più votati in ordine casuale.
Se ieri è stata la “presentazione”, questa sera (mercoledì 25 febbraio) si entra ancor di più in gara. La seconda serata avrà una struttura diversa: non tutti saranno in scena ma, soltanto, 15 dei 30 artisti in gara che si sfideranno affidandosi al televoto e alla giuria delle radio oltre alla sala stampa. Con il pubblico a casa pronto a far pesare la sua voce.
Ma non è tutto: stasera entra finalmente in gioco anche la categoria dei Giovani, con le prime sfide delle “Nuove Proposte“. Secondo quanto annunciato in conferenza stampa, vedremo esibirsi i giovani emergenti come Niccolò Filippucci, il trio Blind, ElMa & Soniko, Mazzariello e Angelica Bove – volti nuovi che sperano di lasciare il segno e magari conquistare un posto importante nel festival e, perché no, la finale del 28 febbraio.
Fonte Foto in Evidenza: Festival di Sanremo (X)
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