La settimana scorsa l’attesissimo “The Batman” del regista Matt Reeves ha finalmente esordito nei cinema, portando sul grande schermo un nuovo Bruce Wayne per una nuova generazione, un Robert Pattinson che è riuscito a regalare ai fan di film e fumetti un Batman memorabile.
The Batman ci racconta di un Bruce Wayne ancora alle prese con un trauma che lo sta consumando, una bestia feroce, che Bruce sfama punendo la criminalità che infesta Gotham: corruzione, degrado e depravazione, come un cancro, stanno divorando una città inerme. Solo Batman e un onesto poliziotto, il commissario Gordon, cercano di salvarla, combattendo a mani nude una battaglia che sembra ormai inesorabilmente perduta. Gotham è per la prima volta un personaggio vivo e vibrante, dall’anima oscura e corrotta. È forse proprio la città il vero antagonista in questa pellicola, tanto da mettere in difficoltà un Batman che sembra non avere proprio tregua.

La storia gioca e si snoda sul progressivo e imminente sgretolamento delle certezze ed ecco come l’elemento della pioggia diventa tanto frequente e fondamentale. Questa diventa l’espediente per sfocare e distorcere inquadrature e punti di vista, mentre la prospettiva viene più volte deformata (come avviene durante il finale della scena dell’inseguimento fra Batman e il Pinguino) lasciando intuire come nulla è come appare.
Inoltre, una delle poche scene dove non piove è quella della veglia funebre del sindaco: è lì che Bruce Wayne ha un primo brusco incontro con la realtà sia incontrando Carmine Falcone, sia venendo avvicinato da un uomo comune che sentenzia quanto alla fine anche il sindaco se la sia meritata quella fine, vivendo nell’agio più assoluto e nella totale indifferenza, lasciando la popolazione in balia della miseria e del degrado.
Si entra in sala e si ci immerge in una realtà parallela, in un universo in cui le cose sono profondamente diverse. Si tratta di un vero e proprio universo parallelo, dove Gotham è veramente un postaccio dove vivere (e non solo perché ci piove praticamente per tutto il film) e dove Bruce Wayne è diventato Batman da soli due anni.
La trama è di grande impatto e anche ambiziosa dal punto di vista narrativo, tanto che il film ha una durata di quasi tre ore che potrebbero rendere la visione complicata allo spettatore, ma è il tempo di cui necessita l’evolversi della storia e del duello a colpi di enigmi, misteri svelati e colpi di scena tra Batman e l’Enigmista. Questi valgono senza dubbio fino all’ultimo minuto di visione e non lasciano spazio alla noia e allo scontato.
Matt Reeves decide di scegliere un villain che non si vedeva da un po’ sul grande schermo e proprio grazie alle peculiarità di questo personaggio riesce a mettere in scena uno scontro mentale, una vera e propria sfida investigativa. L’azione non manca, tra combattimenti brutali e inseguimenti ad alto tasso di spettacolarità: il tutto mentre il Cavaliere Oscuro è impegnato a mettere insieme i complicati pezzi di un puzzle che attraversa la città.
Il caso da risolvere è complesso, anzi si tratta di due indagini che si intersecano e intrecciano. Perché se da una parte c’è la ricerca di questo nuovo serial killer che sta terrorizzando la città, dall’altra c’è la necessità di ricostruire un passato torbido, del ritrovare la verità nascosta tra le oscure vie di Gotham City.
ll vero tema del film è la paura: la paura della violenza, della solitudine, dell’abbandono, della stessa oscurità. La dimensione vera di Batman, in cui oscurità e luce a tratti convivono e a tratti si scontrano, è molto più complessa di quanto possa sembrare. Dentro Batman, soprattutto inizialmente, c’è un cuore sporco di nero. Raccontare di nuovo la sua storia, da un angolo diverso, più profondamente, non solo riproduce ma anche amplifica le emozioni e il senso di genuino terrore che questo eroe e il suo mondo sanno evocare.

Questo perché quello dipinto da Matt Reeves è un Batman umano e umanizzato al massimo, come non si era mai visto sul grande schermo. Un Batman che, ancor prima di essere un’eroe, è un essere umano capace di sentire, provare. Un uomo pieno di incertezze, dubbi, paure e che spesso si lascia sopraffare dal buio, che lotta contro le ombre passate e presenti, che a volte si abbandona al dolore e all’oscurità, ma che alla fine riesce a venirne a capo.
La più grande sorpresa del film, dunque, è lo spessore psicologico che autore e attore hanno dato al personaggio, che si traduce in un percorso in cui questo Cavaliere Oscuro si trasforma ed evolve, e da brutale animale notturno diventa un faro di speranza, diventa un’eroe, quell’eroe capace di appassionare grandi e piccini in tutto il mondo.
Miriana Platania
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli di proprietà di Voci di Città, rilasciati sotto licenza Creative Commons.
Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.
Ti piacerebbe entrare a far parte della redazione di Voci di Città? Hai sempre coltivato il desiderio di scrivere articoli e cimentarti nel mondo dell’informazione? Allora stai leggendo il giornale giusto. Invia un articolo di prova, a tema libero, all’indirizzo e-mail redazione@vocidicitta.it. L’elaborato verrà poi letto, corretto ed eventualmente pubblicato. In seguito, ti spiegheremo come iscriverti alla nostra associazione culturale per diventare un membro della redazione.
“Agnunilla” di Dario Tomasello il 13 e 14 ottobre al teatro Stabile di Catania
Giornate FAI d’autunno – 10 e 11 ottobre: i quindici siti del catanese
Beni rifugio nei momenti di incertezza: perché i risparmiatori tornano a guardare ai metalli quando i mercati tremano
L’Italia riparte da giovani e certezze: il Mancini-bis promette bene?
Catania al cardiopalma: 2-1 contro il Crotone in rimonta
Giornate FAI d’autunno, la conferenza stampa di presentazione