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Cala il sipario sul Taormina Film Festival: tra grandi ospiti e premi finali
15 Giugno 2026
Settima arte

Cala il sipario sul Taormina Film Festival: tra grandi ospiti e premi finali

Home » Entertainment » Settima arte » Cala il sipario sul Taormina Film Festival: tra grandi ospiti e premi finali

Cala il sipario sulla 72ª edizione del Taormina Film Festival. Scorrono, dunque, i titoli di coda su cinque giorni di grande cinema, italiano e internazionale, che hanno puntato i riflettori di tutto il mondo sulla bellezza del cinema, di Taormina e della Sicilia in generale. Una kermesse cinematografica all’insegna di grandi ospiti – Russell Crowe ed Helen Mirren su tutti – e di anteprime mondiali – come il primo episodio della terza stagione di House of the Dragon e Bear Country il film che vede protagonista proprio Russell Crowe.

Helen Mirren sul Red Carpet in piazza IX Aprile a Taormina – Fonte Foto: Voci di Città

Ma, anche e soprattutto, all’insegna di donne sempre più importanti e centrali – dalla Direttrice del Festival, Tiziana Rocca, alla madrina di questa edizione, Anna Valle, passando per la giuria (presieduta da Jane Campion) e per il panel “Donne oltre lo sguardo“, con protagoniste diverse figure importanti del cinema e non. Oltre che all’insegna di tanti giovani: dalla forte partecipazione di tanti ragazzi sotto i 25-30 anni alla giuria del Campus Giovani – che ha dato vita al premio il Cariddino d’Oro – passando per le varie conversazioni al Palazzo dei Congressi con i grandi ospiti di ogni giornata.

Il cinema al centro del Taormina Film Festival 2026

Insomma, un Taormina Film Festival 2026 che ha messo al centro il cinema. Che si è mostrato al passo con i tempi – da House of the Dragon a Can Yaman passando per Aaron Paul e Nina Dobrev – non dimenticando, però, chi ha contributo a scrivere la storia della settima arte – come Russell Crowe, Helen Mirren, Clive Owen, Gore Verbinski, e non solo. Che ha reso omaggio alla storia del cinema italiano: dalla presenza di Giancarlo Giannini, Michele Placido, Franco Nero a quella più moderna di Micaela Ramazzotti, Marco D’Amore, Corrado Guzzanti.

Miriam Leone sul red carpet in Piazza IX Aprile in occasione del Taormina Film Festival – Fonte Foto: Voci di Città

Infine, una 72ª edizione (di questo sempre più internazionale Film Festival) che ha dato (ancora una volta) lustro alla Sicilia. Una delle capitali turistiche italiane (e non) come Taormina, infatti, si è trasformata in capitale mondiale del cinema per cinque giorni, facendo così da spot per sé stessa e per tutta l’Isola. Ospitando, inoltre, anche diversi siciliani – come Miriam Leone, Sergio Friscia, Donatella Finocchiaro, Roberto Lipari, Tony Sperandeo, Ninni Bruschetta- che hanno tenuto a ribadire la centralità della nostra terra e dei siciliani nel mondo del cinema.

Taormina Film Festival 2026, ‘Hear The Yellow’ si prende tutto

Il grande trionfatore del festival è stato Hear The Yellow, che ha conquistato quattro premi principali: miglior film, miglior regia, miglior attore e una delle due statuette per la miglior attrice. Il dramma turco di Banu Sıvaci ha conquistato quattro dei premi principali, trasformandosi nel vero dominatore di questo Taormina Film Fest 2026. Ma dietro ogni premio c’è una storia, un personaggio, un volto. E vale la pena raccontarli.

Miglior Film e Miglior Regia: Hear The Yellow

Hear the Yellow non è il classico dramma che si presenta in un festival e si limita a essere contemplativo. È un racconto di ritorni, segreti e ferite mai guarite. La protagonista, Suna, è una musicista che torna nel suo villaggio anatolico per fare luce sulla misteriosa morte della sorella avvenuta anni prima. In una terra consumata dalla siccità, dove anche i rapporti umani sembrano essersi prosciugati, la donna cerca una verità che tutti sembrano voler dimenticare. La regista, Banu Sivaci, costruisce una storia in cui il paesaggio diventa quasi un personaggio: il caldo, la polvere, la terra spaccata dalla sete riflettono il dolore e i segreti dei protagonisti. Non sorprende quindi che il film abbia portato a casa sia il premio per il Miglior Film sia quello per la Miglior Regia.

Miglior Interprete Femminile (ex aequo): Selva Erdener

L’anima di Hear The Yellow è Suna, interpretata da Selva Erdener. La sua interpretazione vive di silenzi più che di parole. La protagonista è una donna divorata dai dubbi e dalla rabbia, ma anche incapace di spezzare definitivamente il legame con la propria famiglia. Suna riesce a mostrare contemporaneamente fragilità e determinazione, trasformando un’indagine sul passato in un viaggio interiore. La giuria ha premiato proprio questa capacità di rendere credibile un personaggio complesso, sospeso tra il bisogno di vendetta e quello di riconciliazione.

Miglior Interprete Femminile (ex aequo): Greta Scarano per Piccolo Miracolo

L’Italia festeggia grazie a Greta Scarano e al film Piccolo Miracolo. Nel film interpreta Ursula, una donna cieca che vive da sola in una vecchia palazzina destinata alla demolizione. Quando il costruttore incaricato di abbattere l’edificio cerca di convincerla a lasciare casa, si trova davanti una donna molto più forte e combattiva di quanto immaginasse.

Il personaggio avrebbe potuto facilmente scivolare negli stereotipi. Greta Scarano, invece, costruisce una figura piena di ironia, dignità e indipendenza. Ursula non è “la donna da salvare”: è lei a cambiare chi le sta intorno. Probabilmente è proprio questo che ha conquistato la giuria: la capacità dell’attrice di dare vita a un personaggio che ribalta continuamente le aspettative.

Miglior Interprete Maschile: Süleyman Kadim Kabaali

Torniamo ad Hear the Yellow dove, accanto a Selva Erdener, brilla anche Suleyman Kadim Kabaali, premiato come miglior attore. Nel film interpreta Ayhan, una figura centrale nel ritorno di Suna al villaggio e nel delicato equilibrio di relazioni che emergono durante la ricerca della verità. Il suo lavoro è tutto giocato sulle sfumature: poche esplosioni emotive, tanti sguardi e una presenza costante che accompagna il racconto senza mai sovrastarlo. È il tipo di interpretazione essenziale, precisa e profondamente umana che piace così tanto in un film che ha proprio bisogno di un co-protagonista con queste caratteristiche.

Miglior Attore e Attrice Emergente: Tut Nyuot Animol e Berfin Sönmez

Tra le sorprese del festival c’è il premio a Tut Nyuot per Animol. Il film, descritto come un intenso dramma ambientato nel mondo carcerario, ha permesso al giovane interprete di mettersi in luce con una prova che molti osservatori hanno definito tra le più promettenti viste a Taormina quest’anno. Un riconoscimento che vale quanto un trampolino di lancio. Anche Berfin Sönmez lascia la Sicilia con un premio importante. La sua interpretazione in Gropiusstadt Supernova le è valsa il titolo di miglior attrice emergente, confermando l’attenzione del festival verso nuovi talenti internazionali.

Premi Speciali, Cariddino d’Oro: Good Luck, Have Fun, Don’t Die

Il premio assegnato dal Campus Giovani è andato a Good Luck, Have Fun, Don’t Die. Il fatto che siano stati gli studenti a sceglierlo rende il riconoscimento particolarmente interessante: spesso il giudizio dei giovani spettatori è molto diverso da quello delle giurie ufficiali. Il film di Gore Verbinski è riuscito evidentemente a creare quel legame emotivo e generazionale che va oltre i criteri tecnici.

Menzione Speciale: Piccolo Miracolo

Come se non bastasse il premio a Greta Scarano, Piccolo Miracolo ha ricevuto anche una menzione speciale dal Campus Giovani. Un segnale chiaro: la storia di Ursula e Davide, tra speculazione edilizia, fragilità umane e possibilità di cambiamento, è stata una delle opere che più hanno lasciato il segno tra il pubblico giovane.

Premio ARCA: Fili Invisibili

Infine, il riconoscimento per il miglior cortometraggio fuori concorso è andato a Fili Invisibili. Un premio che spesso passa in secondo piano rispetto ai lungometraggi, ma che a Taormina continua a rappresentare uno spazio importante per autori e storie capaci di raccontare molto in pochi minuti.

Fonte Foto in Evidenza: Taormina Film Festival (Instagram)

Giuseppe Rosario Tosto

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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About Giuseppe Rosario Tosto

Giuseppe, classe 1999, aspirante giornalista, è laureato in Scienze Politiche (Relazioni Internazionali) ma, fin da piccolo, è appassionato di sport e giornalismo. Simpatiche, si fa per dire, le scene di quando ancora bambino si sedeva nel bar del padre e leggeva la Gazzetta dello Sport “come quelli grandi“.

Entrato a far parte di Voci di Città, prima, come tirocinante universitario e, poi, come scrittore nella redazione generalista e sportiva, con il passare del tempo è diventato uno dei due Coordinatori della Redazione. Oltre a far da Tutor per Tirocinanti e a svolgere il ruolo di Correttore di Bozze, al termine di ogni giornata di campionato cura personalmente la rubrica “Serie A, top&flop”. Un modo originale, con protagonisti i giocatori che si sono distinti in bene e in male, per vedere tutto quello che è successo nel fine settimana di calcio italiano.

Inoltre, coordina la squadra di Calciomercato, Europei e Mondiali. Scrive di tennis (il suo sport preferito, dopo il calcio) e NBA (non si contano più le notti passate in bianco per vedere le partite live). Infine, si occupa anche delle breaking news che concernono i temi più svariati: dallo sport all’attualità, dalla politica alle (ahinoi) guerre, passando per le storie più importanti e centrali del momento.

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