Il forte legame tra gaming e capacità matematiche è ormai ampiamente dimostrato. Una volta il gioco veniva considerato soltanto come un semplice (e a volte dannoso) passatempo ma la scienza ha dimostrato che questo tipo di attività è fondamentale per stimolare l’abilità nel calcolo, migliorare la memoria e allenarsi nel problem solving. Ma quali sono le discipline che richiedono più abilità matematica? E quali sono i giochi che stimolano di più il nostro cervello? Proviamo a scoprirlo.
Puzzle e costruzioni sono giochi che a ogni età mettono in moto le nostre sinapsi e i processi cognitivi. Nei bambini sono fondamentali per imparare a gestire lo spazio, a capire le leggi fisiche e a riconoscere forme concave o convesse. Negli adulti e nei giovani si rivelano decisivi per migliorare l’elasticità mentale e la capacità di affrontare problemi complessi.
Il calcolo delle probabilità, teorizzato da studiosi del calibro di Cardano e Galileo, può rivelarsi invece utilissimo in giochi come il blackjack online o nel più classico dei titoli da tavolo: il Monopoly. In entrambe le discipline imparare a calcolare quante chance di vittoria abbiamo o su quale casella è più probabile arrivare è fondamentale per elaborare una strategia vincente.
Imprescindibili per migliorare le doti matematiche anche i più tradizionali dama e scacchi. Entrambi sono stati ampiamente analizzati nella teoria dei giochi e i risultati degli studi confermano come siano in grado di stimolare l’abilità nel ragionare in termini consequenziali e le capacità di reazione istantanea.
Gli scacchi, in particolare, richiedono di imparare i movimenti diversi di ogni pedina e prevedere allo stesso tempo le mosse dell’avversario. Servono strategia e intuizione: capacità che si originano nell’emisfero destro del cervello, quello legato al ragionamento.
Esistono poi anche alcuni giochi che si rivelano utilissimi per migliorare la memoria. Alcuni sono in scatola come il Memory. Altri possono essere inventati sul momento con un pizzico di fantasia. Ricordare e riassumere la giornata trascorsa aiuta la memoria a breve termine. Scrivere ogni giorno una lista di parole che inizia con una lettera diversa aiuta quella a lungo termine, così come raccontare a più persone diverse quello che abbiamo fatto durante la settimana stimolerà la capacità di ricordare i dettagli.
Recenti analisi scientifiche hanno dimostrato che è possibile sviluppare capacità matematiche non soltanto con le discipline classiche ma anche grazie ai videogiochi di ultima generazione. Molto interessante al riguardo la ricerca condotta nel 2018 da alcuni ricercatori della Università della British Columbia sul multiplayer gaming online, la tipologia di gioco che va per la maggiore in questi anni trainata da titoli come Fortnite e League of Legends.
Il team statunitense ha scoperto che i ragazzi che amano il multiplayer e lo giocano costantemente hanno risultati migliori nei test matematici e votazioni più alte nelle altre materie scientifiche che richiedono capacità di calcolo a abilità visuo-spaziali.
Le stesse conclusioni a cui è giunto un altro studio, questa volta realizzato dall’italiano Alberto Posso della RMIT University di Melbourne. La ricerca è stata recentemente pubblicata sull’International Journal of Communication ed è stata elaborata analizzando le performance di oltre dodicimila studenti. I risultati? I giovani che amano trascorrere qualche ora al giorno davanti ai videogiochi hanno voti in matematica superiori di 15 volte rispetto a chi non gioca. E ancora di più in scienze, chimica e biologia dove i voti sono addirittura 17 volte migliori.
Studi importanti e prestigiosi che hanno contribuito a migliorare la percezione pubblica intorno ai videogames. Se utilizzati con moderazione e sotto la supervisione degli adulti, questi giochi possono rivelarsi risorse importanti per lo sviluppo dei giovani e per il loro apprendimento. E nell’attesa che vengano inseriti in pianta stabile anche nei programmi didattici delle scuole stanno arrivando i primi riconoscimenti ufficiali. I professionisti del gaming iniziano a essere considerati sportivi a tutti gli effetti e il Comitato Olimpico Internazionale sta pensando seriamente di inserirli nel programma della prossima edizione dei Giochi a Cinque Cerchi, quelli di Parigi 2024.
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