L‘European betting & gaming association pubblica la mappa dei giochi on-line ed emerge una realtà davvero inaspettata. Secondo questo elenco, l’Italia sarebbe tra i Paesi che hanno più regolamenti nell’ambito del gioco on-line. Rispetto agli altri dell’Europa e infatti, l’Italia si troverebbe – per una volta – un passo avanti. Questo settore generalmente non è abbastanza regolamentato, con dei picchi proprio per quanto riguarda l’atteggiamento del Belpaese. In passato, in Italia non c’era un regolamento specifico per il settore del gaming on-line. Inizialmente, solo il Monopolio di Stato poteva intervenire nell’ambito del gioco on-line, poi però sono arrivati altri tipi di regimi. Il cosiddetto “regime della multilicenza”, ora è quello viene adottato dalla maggior parte degli Stati membri dell’UE attraverso un meccanismo di controllo molto chiaro. Un sistema che prevede la possibilità di accedere a questo tipo di business a più privati.
Secondo l’European betting & gaming association mentre nel 2019 soltanto 5 Paesi appartenenti all’Unione Europea avevano disciplinato l’ambito attraverso il regime della multi licenza il settore del gaming on-line, adesso le cose sono cambiate. Nel 2009, c’erano molti divieti e tutta una serie di Monopoli che andavano a rendere molto rigidi e poco flessibili questi particolari ambiti di business. Nel 2019 per fortuna, sono 25 gli Stati membri che hanno aderito a questo tipo di situazione cercando di adattarsi sulla logica della multilicenza. Nello specifico, i Paesi che mantengono ancora un Monopolio sono Finlandia e Norvegia, mentre invece quelli senza alcun tipo di regolamento sono l’Irlanda e la Slovenia. Un regime misto invece, si trova in Paesi come l’Olanda e la Slovacchia. Gli altri Stati invece hanno deciso di optare per una licenza mista. La licenza mista nel settore del gaming online, dà la possibilità di poter avere una concorrenza all’interno del mercato molto ampia, che è essere utile anche a garantire la sicurezza e le quote per gli utenti.
Fino a qualche anno fa, l’Europa non aveva regole rispetto alla questione del slot machines e del gioco online. Visto che il mercato però è stato molto amplificato delle nuove tecnologie ed è cresciuto quotidianamente a dismisura, cercare di arrangiare una regolamentazione è diventato quanto meno necessario. È per questo motivo che giorno dopo giorno, qualcosa è cambiato e si è cercato di mettersi al passo con i tempi rispetto a questo particolare ambito. Da un regime di controllo molto stretto si è finiti per organizzarsi la gestione dei casinò online in una sorta di multi-licenza che la cosa migliore per garantire, sia l’utente che gli operatori del mercato. La crescita però comunque è stata difficile da tenere sotto controllo e lo è un po’ per tutti i paesi del Pianeta. Fuori dall’Europa, la situazione è molto più complessa perché le leggi sono variegate e di difficile comprensione. Invece, l’Europa rispetto agli altri continenti è ad un passo avanti sulla regolamentazione. L’obiettivo vero è quello di cercare di creare un sistema che possa essere uniforme e possa andare a risolvere le problematiche ed i limiti di questo ambito molto complesso.
In virtù del tipo di regolamentazione esistente, l’approccio ai giochi on-line cambia molto da Paese in Paese. Ad esempio, i giochi online di NetBet che sono accessibili in Paesi come ad esempio, l’Italia che è regolamentata dal settore multilicenza, sono fruibili da chiunque sia di età superiore ai 18 anni. Basta lasciare un minimo deposito per iniziare la propria attività ludica. Invece, nei Paesi regolamentati attraverso il Monopolio, il percorso è totalmente diverso così come anche i limiti e accessi, al di là dei permessi. Per cercare di uniformare un po’ il sistema Europeo sul gaming sono state avanzate anche nel Parlamento Europee diverse norme che non sono mai state però in grado di colorare l’Europa di una sola tonalità. Nessuna di queste norme proposte dalle varie coalizioni di destra e di sinistra, non hanno ricevuto il riscontro dovuto. Per adesso, la situazione sembra ancora molto confusa con Paesi che non ci sono ancora avvicinati ad una regolamentazione vera e propria. Rispetto ad altri continenti però l’Europa è già a buon punto e sta facendo da apriporte anche per una sorta di riforma globale del settore dei giochi online e non. Ma ancora tanto c’è da fare se si pensa alle difficoltà che stanno ancora vivendo le nazioni che hanno mantenuto il sistema del monopolio o quelle che hanno una situazione di confusione tuttora vigente.
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