Il K-Pop, abbreviazione di “Korean Pop” (o “pop coreano”), è un genere musicale nato in Corea del Sud e diffuso dapprima nei Paesi asiatici e poi nel resto del mondo. Tuttavia, il K-Pop non è solo un fenomeno musicale, ma anche culturale e gli artisti non producono solo musica, ma sono autentici idoli per i loro fan, riuniti in un “fandom”.
I primi momenti del K-pop risalgono alla fine degli anni ’80 e all’inizio degli anni ’90. Durante questo periodo la Corea del Sud iniziò ad aprirsi maggiormente alle influenze occidentali, anche musicalmente. Il K-pop, infatti, non è nato dal nulla, ma è direttamente legato, appunto, al contesto socioeconomico e culturale del Paese: negli anni ’80 la Corea del Sud ha conosciuto una rapida crescita economica, accompagnata da una maggiore apertura culturale.
Un terzo fattore, la liberalizzazione dell’industria musicale, ha lasciato il posto alla musica pop occidentale nel paese e con essa alla sua influenza. Questa somma di fattori era come una fessura attraverso la quale “si intrufolava” il suono unico del K-pop coreano.
In questo periodo, durante gli anni ’90 il gruppo Seo Taiji and Boys partecipò a uno show televisivo coreano, presentandosi con una performance che incorporava nei testi delle canzoni alcune parole inglesi, dal ritmo hip hop e R&B, con coreografie e motivetti che miravano ai teenagers. Sebbene i giudici dello show rimasero scioccati dalla performance, i più giovani l’apprezzarono a tal punto che scalò le classifiche rimanendo in prima posizione per 17 settimane di fila.
Grazie al successo avuto, alla fine degli anni ’90 furono fondate altre due case discografiche, che ancora oggi sono molto importanti: JYP Entertainment e YG Entertainment.
Il numero minimo di un gruppo K-Pop è di quattro persone. In ogni gruppo c’è una specie di graduatoria:
I gruppi sono divisi in categorie: c’è il cantante principale, che canta spesso molto di più di altri, c’è il rapper, con buone rapping skills rispetto agli altri, e ci sono i ballerini, che cantano meno ma si muovono di più.
I gruppi K-pop lavorano anche molto sulle collaborazioni, con altri artisti coreani, ma soprattutto stranieri. Pensiamo alla canzone “Kiss and Make Up” di Dua Lipa in collaborazione con le Blackpink, “boys with luv” dei BTS con Halsey, e “Close to me” delle Red Velvet con Ellie Goulding e Diplo.
La musica K-pop è stata ben accolta anche dal pubblico mondiale, grazie ai suoi semplici ritornelli e passi di danza che sono facilmente imitabili, soprattutto dagli anni 2000 in poi. Diffusione avvenuta anche grazie a social media come Youtube. Al momento il video musicale più conosciuto è Gangnam Style di Psy, diventato molto virale su Youtube,
Al giorno d’oggi il k-pop è una parte fondamentale della Korean Wave, e sta prendendo sempre più piede in tutto il mondo.
Tutto questo successo ha portato la Corea del Sud ad essere conosciuta in tutto il mondo, e ha avvicinato i giovani alla cultura coreana. Non solo la cultura ma anche la lingua, infatti, attraverso i testi delle canzoni molti fans vogliono sempre di più conoscere la lingua e la cultura.
Non solo attraverso la musica, l’industria culturale della Corea del Sud ha conquistato a 360 gradi il pubblico internazionale italiano. Specialmente negli ultimi anni, accanto ai successi musicali di gruppi come BTS e Blackpink, il panorama mediatico si è riempito delle serie TV di produzione coreana per le piattaforme streaming che hanno riscosso sempre maggiore successo. Un esempio può essere proprio la serie tv “Squid game”, che ha registrato 111 milioni di visualizzazioni su Netflix solo dopo 28 giorni.
Ritornando alla musica coreana, i fan italiani sono sempre di più. In Italia ha assunto la forma di un vero e proprio movimento: lo scorso ottobre molti giovani appassionati del K-Pop si sono radunati a Campo de’ Fiori, nel centro di Roma, per cantare e ballare le canzoni più popolari.
Fonte dell’immagine: billbord.it
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